giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Roberto Biscardini: “Preciso il mio pensiero sul 2013”
Pubblicato il 05-08-2015


Caro direttore,
come ha già sottolineato Angelo Sollazzo, alla lettera di Riccardo Nencini diffusa in vario modo nei gironi scorsi, dovrà seguire una risposta collettiva. Per quanto mi riguarda, per amore di verità, mi interessa ricordare ai compagni che, rispetto ai fatti del 2013 legati alla presentazione o meno della lista del PSI alle elezioni politiche, la mia posizione fu chiara fin dall’inizio, dall’ultima assemblea nazionale del partito tenuta a Roma a metà dicembre 2012 fino ai giorni più confusi e concitati della prime settimane di gennaio, quando maturò nel Segretario la convinzione che si dovesse andare a trattare qualche posto nelle liste del PD anziché presentare la nostra lista autonoma.
Lista che con qualsiasi risultato, anche il peggiore, ci avrebbe consentito di avere un numero di eletti maggiore di quello che poi abbiamo ottenuto. Naturalmente si venne a dire che il PD non ci avrebbe dato l’apparentamento, ma non è così. E’ che l’apparentamento non l ‘avevamo mai chiesto con convinzione. E a riprova, nessuna raccolta di firme per la presentazione della lista era mai stata avviata. Perché? Perché la lista avrebbe determinato l’elezione dei migliori nei diversi territori più forti e non avrebbe consentito una trattativa che partiva dai nomi da eleggere e non dagli interessi generali del Partito. E’ vero, io ero distante da Roma come dice Nencini, “perchè in quei giorni si curava da una brutta malattia” ma non ero assente. Ho seguito passo passo via telefono, ed anche tu lo sai, la storia di questa tormentata vicenda. E coerentemente nelle settimane successive con un lunga lettera, che forse qualche compagno ancora ricorda, in dissenso con le decisioni prese mi dimisi dalla segretaria nazionale. A chi ancora oggi sostiene, che diedi le dimissioni in dissenso con le candidature, ricordo un’altra volta che la lista non avrebbe premiato collegi deboli come quello Milano per esempio. Quindi in gioco non c’erano le sorti di questo o quel compagno, ma solo la possibilità di dare al partito deputati dignitosamente eletti sulle proprie liste. Certamente la nostra lista non avrebbe nemmeno consentito una scelta di candidati fatti cadere sulla testa della singole realtà provinciale del partito come di fatto, salvo un’eccezione, è avvenuto.
A presto
Biscardini

Roberto Biscardini
www.biscardini.it

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Commenti all'articolo
  1. Caro Roberto, prendo atto del tuo pensiero sulle scelte del partito in occasione delle elezioni politiche del 2013. Ti ricordo che al momento dell’espressione delle intenzioni in quella segreteria, convocata coi segretari regionali, soltanto chi scrive, il segretario dell’Umbria e quello della Puglia erano dell’idea di presentare la lista di partito. Tu, come ricordi, eri impegnato a vincere ben altra battaglia, che hai superato con coraggio e determinazione. Gli altri, evito di fare i loro nomi, che poi ti hanno accompagnato nella manifestazione del dissenso politico successivo, furono tutti in pieno accordo sulla presentazione dei nostri candidati nella lista del Pd. Naturalmente prima di conoscere i nomi dei prescelti.

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