venerdì, 2 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Sandro D’Agostino:
Il Psi non va nel sacco nero
Pubblicato il 20-08-2015


Com’era facilmente prevedibile, ma non auspicabile, il Partito Socialista Italiano è nuovamente allo sbando. Noi socialisti, per storia e per piglio caratteriale, siamo inquieti, anticonformisti e liberi. Gli eventi che, vent’anni fa, travolsero il nostro Partito e le triste vicissitudini che ne scaturirono ci hanno costretto, troppo spesso, ad accettare soluzioni per noi odiose ed indigeste. C’è un solo modo per cambiare rotta: abbandonare il cinico calcolo politico e tornare a camminare a testa alta. La politica è passione, impegno civico, capacità di gettare il cuore oltre l’ostacolo. Nessuna prospettiva potrà mai aprirsi per noi se continueremo ad agire solo in funzione di qualche misera poltrona. Abbiamo un’idea da difendere e da portare avanti.

Abbiamo l’onore, ma anche l’onere, di aver ereditato una delle storie politiche più significative dell’Italia post unitaria. Come possiamo pensare di rinunciare a tutto ciò? Come possiamo pensare, anche solo per un istante, di lasciarci inglobare da un contenitore informe e maleodorante come il PD? Qui da noi, in Campania, abbiamo vissuto per anni una gravissima crisi, con cumuli di rifiuti per strada. Quella era spazzatura indifferenziata e vi assicuro che puzzava, e tanto… Il PSI non può andare nel cestino dell’indifferenziata del PD. Differenziamoci. Differenziamoci per le nostre idee, in primis difendendo la Costituzione da un impianto riformatore che rischierebbe di far scivolare l’Italia lungo il crinale dell’autoritarismo. Difendiamo l’Italia da nefaste influenze straniere ed evitiamo che settori strategici della nostra economia sfuggano al controllo della Nazione.

Difendiamo la Scuola e l’Università, gravemente minacciate da possibili ingerenze di capitali privati, che non hanno la finalità di beneficare, ma di spadroneggiare e condizionare la cultura e la ricerca. Difendiamo la Sanità pubblica ed il diritto di tutti i cittadini ad essere uguali nell’accesso alle cure ed alla qualità delle stesse. Facciamo politica! E facciamolo nelle piazze, per strada, con la gente e per la gente, per l’Italia. Ai compagni dico che lasciare il PSI oggi è solo una scelta di comodo. Molti si stanno lasciando ammaliare dal canto delle sirene, ma si accorgeranno “com’è duro calle lo scender e ‘l salir per l’altrui scale”. Ma, soprattutto, è l’Italia che reclama la presenza di un forte partito socialista. La crisi ha accentuato le diseguaglianze sociali e territoriali ed è questa l’emergenza di cui dovremmo occuparci con tutte le nostre forze. Forse al prossimo congresso saremo ancor meno. Magari saremo in pochi, ma sempre più convinti e determinati nella difesa del Partito Socialista e dell’Italia. Un caro saluto e buone vacanze!

Sandro D’Agostino

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