mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Senato. Napolitano: “Sulle riforme non si torna indietro”
Pubblicato il 06-08-2015


napolitano-141231195601Un duro braccio di ferro quello in casa Dem sulla riforma del Senato. Dopo le dichiarazioni di Anna Finocchiaro, presidente dem della I commissione di Palazzo Madama e relatrice del ddl costituzionale all’esame dei senatori in terza lettura, a tirare acqua al mulino della maggioranza ci pensa anche l’ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. L’ex Capo dello Stato in una lettera al Corriere della Sera, sostiene che “la discussione sul progetto di riforma costituzionale – dice Napolitano – ha appena superato un passaggio decisivo. La senatrice Finocchiaro ha nella sua replica raccolto i temi e le posizioni che hanno avuto modo di esprimersi in Commissione nel corso di molte settimane in luglio ed agosto”.

“Un punto fermo è stato ormai posto con la netta riaffermazione da parte della presidente Finocchiaro della scelta già compiuta in ambedue i rami del Parlamento e – precisa Napolitano – da cui non è pensabile si torni indietro. La scelta è quella della natura del nuovo Senato con cui si intende porre termine alla stortura storica del bicameralismo paritario, dando vita a un Senato che rappresenti le istituzioni territoriali”.
Subito si sono scatenate le polemiche, tra le quali non poteva mancare quella dell’ex presidente del Partito Democratico Rosy Bindi e del senatore Franco Monaco che ha detto: “Giudico sconcertante l’intervento a piedi uniti di Napolitano sul presidente Grasso, chiamato a dirimere un nodo giuridico-istituzionale delicato e controverso quale quello dei limiti alla emendabilità del dl Boschi”.
Diversa la posizione del senatore e segretario del Psi, Riccardo Nencini:
“Il presidente Napolitano non ha fatto altro che ribadire un pensiero noto da tempo. Lo condividiamo. Puntualizzare meglio le funzioni del nuovo Senato e andare verso un bicameralismo alla ‘tedesca’ e’ la strada che vogliamo intraprendere, superando cosi’ il bicameralismo paritario in omaggio alla rappresentanza compiuta dei territori ( e senza doppioni tra l’essere consiglieri regionali e senatori). La stessa strada, non percorsa, che indicarono alla Costituente Calamandrei e Massimo S. Giannini”. Cosí Riccardo Nencini, Segretario del PSI.
La minoranza Dem però è ormai sul piede di guerra e al Senato annuncia la presentazione di una decina di emendamenti al testo di riforma costituzionale con 28 firme, alcuni dei quali anche per avere “l’elettività diretta dei prossimi senatori in concomitanza con l’elezione dei Consigli regionali” e per ridurre il numero dei parlamentari. In più il Senato dovrebbe avere “poteri di verifica, controllo e inchiesta”.

Redazione Avanti!

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