venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Beniamino Ciampi:
Abbattere il debito pubblico
Pubblicato il 14-08-2015


Tra le proposte indicate dal direttore per un programma socialista, mi permetto di aggiungerne una che – secondo il sottoscritto – è molto importante: l’abbattimento del debito pubblico italiano. Secondo gli ultimi dati forniti dalla Banca d’Italia abbiamo attualmente un peso di 2.203 miliardi di €, forse in leggera decrescita rispetto alla situazione precedente, ma è un peso enorme per l’economia italiana. Certo ci saranno alcune privatizzazioni che aiuteranno a diminuire in parte il debito pubblico, ma sono poche entità. C’è ancora una politica che – procranistinando il vincolo europeo del 3% (rapporto deficit/PIL) – tenderà di aumentare il denomitatore del rapporto, cioè  il PIL, per portare il rapporto a migliorare il risultato, si spera in tali azioni con le promesse di ulteriore decontribuzione fiscale incrementano le spese dei cittadini utenti, ma il nostro debito è troppo grande per sperare di abbatterlo e portarlo ad una dimensione accettabile.

Ma perchè il debito è davvero un problema? Primo perchè la nostra finanza può essere sottoposta ad azioni di speculazione sui nostri titoli pubblici, in particolare quando sarà terminata l’azione della BCE col Q.E. (immissione di nuovo denaro nei mercati), e cioè ottobre 2016, con conseguente aumento dello spread e con tassi talmente alti da rischiare il  temuto default. Secondo, non possiamo trasferire questo debito alle generazioni  future, che già sono in crisi per mancanza di lavoro o con retribuzioni molto basse. Certe volte si ha l’impressione che la politica italiana inviti i cittadini a ballare sul Titanic, ignorando che da un momento all’altro possa arrivare la catastrofe. Occorre allora impegnarsi a combattere ora e adesso questo iceberg, che può danneggiare seriamente la nostra economia, sapendo che l’importo del default italiano saràben superiore a quello greco. Si pone pertanto la necessità di effettuare una forte e decisa scelta di campo: utilizzare la spending review per abbattere le spesa pubblica e, in primis, le spese dei finanziamenti pubblici alla politica.

Si potrebbe cominciare dalle spese per i giornali, come ha già evidenziato Del Bue, per poi continuare con il numero dei consigli comunali: in Italia ci sono troppi Comuni e la rappresentanza dei consigli andrebbe sicuramente ridotta, per non parlare dei consigli regionali: troppi consiglieri regionali, spesso troppo impegnati a redigere rimborsi spese inaccettabili. Lo stesso numero dei parlamentari, sia pure ridotto con la riforma del Senato, andrebbe ancora diminuito. Ci si trova spesso a leggere di riforme sulle pensioni illustrate dal presidente dell’INPS Boeri che non tengono minimamente conto dei diritti acquisiti; basterebbe invece chiedere all’illustre presidente perchè gli utenti dell’INPS – per ottenere risposte che l’INPS è obbligato a dare – debbono rivolgersi ai patronati, pagati dall’INPS. Quanto costano in un anno tutte le spese per i patronati? Ci sono poi tutte le controllate regionali e comunali: pare che la riforma Madia preveda di abbassarle fino a mille unità. Ma per ottenere questo occorrono sanzioni precise, e non mi pare che ce ne siano. Come è mai possibile che in una Provincia con un numero di abitanti inferiore a 500.000 unità ci siano tre aziende minicipali, ognuna impegnata in acqua, luce, gas e trasporti con consigli di amministrazione di almeno cinque persone, regolarmente pagate, spesso senza alcuna competenza specifica, tranne quella di essere politici amici della meggioranza?

Ho fatto solo alcuni esempi, ma sono sicuro che ai tanti socialisti impegnati nel governo, nelle Camere e negli Enti locali non mancheranno idee per abbattere il debito pubblico. Ma c’è un altro argomento di cui ogni tanto si parla, ma che poi viene spesso dimenticato: mi riferisco alla evasione fiscale, che in Italia assume configurazioni al limite della decenza. Sarebbe questa scelta di abbatterla senza se e senza ma, che potrebbe ridurre notevolmente il debito pubblico. L’Agenzia delle entrate dovrebbe chiaramente indicare per ogni anno i settori da sottoporre a controlli, non solo alcune inziative sul territorio che lasciano il tempo che trovano, ma ci sono settori come il lusso, il mondo del calcio, i vari VIP dello spettacolo, le attività della Chiesa, la finanza, ecc. che raggiungono risultati eccellenti in termini di profitti, spesso ignorate dal fisco. Ci sono alcune proposte di Vincenzo Visco sull’IVA, che andrebbero prese in considerazione. Lo Stato Italiano dispone di mezzi come la Società Generale dell’Informatica (SOGEI) che potrebbero svolgere ruoli fino ad oggi ignorati, se solo si volesse combattere l’evasione fiscale. Per concludere non è  impossibile abbattere il debito pubblico e combattere l’evasione fiscale, basta volerlo e questo sarebbe un buon programma per i socialisti italiani.

Beniamino Ciampi

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