martedì, 21 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Vitalizi tra ricchi e… Richetti
Pubblicato il 16-08-2015


Matteo Richetti ha sguainato la scimitarra. Vuole abolire tutti i vitalizi parlamentari. Anche quelli di chi li riceve già. Un vero esproprio, in nome dell’antipolitica, esaltato dai giornali berlusconiani. Mica si parla del miliardo annuo che i giornali, compresi quelli che gridano contro i costi della politica, succhiano allo Stato e che sono il doppio del costo dei vitalizi. Dopo avere abolito il finanziamento ai partiti, dopo avere abolito tutti i vitalizi per chi non ne usufruiva già, adesso la proposta di legge di Richetti intende fare piazza pulita anche del vitalizio per chi ce l’ha. Si tratta di un provvedimento chiaramente incostituzionale. Ma ammettiamo che passi. Quale sarebbe il risultato? Io faccio parte di una generazione che si è data alla politica a tempo pieno per passione, rinunciando (sono laureato in lettere e filosofia) alla carriera universitaria e a quella giornalistica. Quando sono stato eletto per la prima volta deputato, sapendo che avrei avuto a sessant’anni quella simil pensione, mi sono anche licenziato da un posto di lavoro che avevo acquisito in Provincia. Oggi vivo grazie solo al vitalizio parlamentare. La pensione Inps, che sarà minima, la percepirò tra tre anni. Non avrei diritto di tornare indietro e di farmi un’altra vita, di assicurarmi in altro modo il futuro? Perché Richetti vuol inserirsi nel mio passato senza farmi tornare indietro di trent’anni? Mi devo forse sentire in colpa, dopo aver dedicato l’intera mia vita alla politica, a percepire un compenso che è inferiore a quello di un docente universitario e di un giornalista? Spero che la politica non diventi sempre più una disciplina per ricchi e per… Richetti

Mauro Del Bue

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Commenti all'articolo
  1. caro Mauro l’on.le Richetti è solo un piccolo demagogo che cerca spazio e visibilità. non riuscendo a fare di meglio fa concorrenza ai grillini. e i n questa stagione di antipolitica cosa c’è di meglio che attaccare la politica? peccato che lui e i settanta del PD, riflettete su questo, non capisce che a forza di fare più uno la politica è sparita.
    Donato Robilotta

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