mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Animalisti versus lusso:
a Milano sit-in contro Hermès
Pubblicato il 01-09-2015


protesta milanoGià a fine luglio, l’attrice e cantante inglese Jane Birkin aveva chiesto che il suo nome non venisse più associato alla celebre e omonima borsa di Hermès. Oggi alcuni attivisti di un’associazione di animalisti, ‘Cani Sciolti’, hanno protestato contro l’uso degli animali nella moda davanti a uno dei negozi della maison francese con diversi cartelli su cui erano scritti slogan come “no alla moda sulle pelle degli altri”, “il coccodrillo non è una borsetta” e la “crudeltà non è di moda”. Il disappunto ha preso forma in seguito alla diffusione di un documentario della PETA – organizzazione animalista internazionale – che testimonia che i rettili vengono maltrattati e scuoiati vivi durante il processo di produzione.

LA PROTESTA A MILANO – Alcuni attivisti – con la pelle dipinta come se fosse di coccodrillo, e sporchi di sangue – hanno manifestato davanti a una boutique Hermès a via Montenapoleone, a Milano. «Sono i grandi nomi della moda, i marchi internazionali del lusso che dettano la tendenza – affermano da Movimento Cani Sciolti – e hanno enormi responsabilità etiche». «Non possiamo dimenticare che per ogni accessorio in pelle, scarpe comprese, vengono sacrificati animali, esotici e non, che hanno il diritto di vivere liberi la loro esistenza e sono invece vittime innocenti della vanità umana. In sostituzione della pelle animale esistono ormai magnifici tessuti tecnici e materiali cruelty free che all’eleganza della moda sposano quella interiore».

LA NOTA DI HERMÈS – Il mese scorso, in seguito alla richiesta di Jane Birkin di togliere il proprio nome da una delle icone più leggendarie della moda internazionale, Hermès aveva prontamente diffuso una nota in cui dichiarava di aver avviato un’indagine presso l’azienda texana coinvolta nel video della PETA. «Non risulta che l’allevamento sia nostro, e nemmeno che la pelle di quei coccodrilli sia utilizzata per la fabbricazione della ‘Birkin Bag’. La nostra ditta è molto sensibile al trattamento degli animali e impone a tutti i suoi fornitori i più elevati standard nel trattamento etico dei coccodrilli». «Qualsiasi violazione alle norme sarà sanzionata» garantiscono dall’azienda di moda parigina che – nonostante le polemiche e le proteste – ha chiuso il primo semestre con un utile netto in crescita del 16,9%.

Silvia Sequi  

 

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