mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Aborto e amnistia, nuovo affondo del Papa
Pubblicato il 01-09-2015


Papa Francesco-abortoTutti i sacerdoti avranno facoltà di assolvere dal peccato dell’aborto e non più solo i Vescovi. È un altro passo innovativo di papa Francesco che ha anche speso parole a favore di un provvedimento di amnistia. “Un nuovo importante segnale di cambiamento nella Chiesa”, ha commentato Pia Locatelli. “Evviva Papa Francesco, sei stato coraggioso”, aggiunge Marco Pannella.

Francesco ha colpito ancora, e non solo mediaticamente. In una lettera a monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione, delegato dal Pontefice per l’organizzazione del Giubileo straordinario, oggi dà un’indicazione importante sul comportamento da tenere nei confronti di chi ha commesso il peccato dell’aborto. Papa Francesco ha “deciso, nonostante qualsiasi cosa in contrario, di concedere a tutti i sacerdoti per l’Anno Giubilare la facoltà di assolvere dal peccato di aborto quanti lo hanno procurato e pentiti di cuore ne chiedono il perdono”. Finora la facoltà di perdonare, per un peccato commesso non solo dai genitori ma anche da medici e operatori sanitari che vi avevano partecipato – era riservata al vescovo diocesano, che in certe occasioni ne poteva dare delega anche ai sacerdoti, invece per il Giubileo straordinario che si apre il prossimo 8 dicembre, il Papa estende la facoltà di perdonare a tutti i sacerdoti.

UNA ‘DEPENALIZZAZIONE’?
Una questione che appare di forma, ma che nel linguaggio della Chiesa sembra lanciare invece un messaggio preciso, di grande sostanza, una sorta di ‘depenalizzazione’ di un peccato che resta sicuramente tale per un credente, ma che adesso viene finalmente visto nella sua interezza, quello di un dramma personale dalle molteplici cause e ragioni. Una decisione che farà storcere il naso agli ‘ortodossi’ e ai chierici che siedono in Parlamento. E invece è soprattutto un dramma che ha l’età della donna stessa, che è la prima a sopportarne il peso angosciante e che certo non ha mai meritato di subire anche una condanna morale.
”Uno dei gravi problemi del nostro tempo è certamente il modificato rapporto con la vita. Una mentalità molto diffusa – scrive il Papa – ha ormai fatto perdere la dovuta sensibilità personale e sociale verso l’accoglienza di una nuova vita”. “Il dramma dell’aborto è vissuto da alcuni con una consapevolezza superficiale, quasi non rendendosi conto del gravissimo male che un simile atto comporta. Molti altri, invece, pur vivendo questo momento come una sconfitta, ritengono di non avere altra strada da percorrere”. “Penso, in modo particolare a tutte le donne che hanno fatto ricorso all’aborto. Conosco bene i condizionamenti che le hanno portate a questa decisione. So che è un dramma esistenziale e morale. Ho incontrato tante donne che portavano nel loro cuore la cicatrice per questa scelta sofferta e dolorosa. Ciò che è avvenuto è profondamente ingiusto; eppure, solo il comprenderlo nella sua verità può consentire di non perdere la speranza”.

L’AMNISTIA
E non si è fermato al dramma dell’aborto. Il Giubileo ha sempre costituito occasione di amnistia per i carcerati, “che sperimentano la limitazione della loro libertà”. “L’opportunità di una grande amnistia, destinata a coinvolgere tante persone che, pur meritevoli di pena, hanno tuttavia preso coscienza dell’ingiustizia compiuta e desiderano sinceramente inserirsi di nuovo nella società portando il loro contributo onesto”. Il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, si è premurato di aggiungere che il Papa non ha chiesto un’amnistia alle autorità. Le parole del Papa sui carcerati non vanno intese come “un appello di carattere giuridico: si tratta di una lettera indirizzata a mons. Fischella, quindi interna alla Chiesa, non alle autorità italiane”. “Se volesse chiedere l’amnistia lo farebbe con altre modalità”. Una piccola ipocrisia, aggiungiamo noi, perché nel rendere pubblico il suo pensiero su temi divisivi come l’amnistia e come l’aborto, Francesco ha lanciato un messaggio molto chiaro agli amministratori della cosa pubblica e soprattutto ai tanti ‘sepolcri imbiancati’ che, ieri come oggi, hanno costruito grandi carriere politiche pretendendo di dare l’interpretazione corretta del pensiero della Chiesa.

COMMENTI POSITIVI: LOCATELLI E PANNELLA
“Il messaggio di Bergoglio che invita i sacerdoti ad assolvere le donne che sono ricorse all’interruzione volontaria di gravidanza – dice Pia Locatelli, presidente onoraria dell’Internazionale socialista donne e deputata del Psi – è un nuovo importante segnale di cambiamento nella Chiesa. L’aborto per una donna è sempre un’esperienza drammatica. Per le donne credenti a questo trauma veniva aggiunta anche una condanna morale e la scomunica, una sorta di marchio indelebile per il quale non era previsto neanche quel perdono cattolico che viene concesso agli assassini. Le parole del Papa mettono fine a questa odiosa discriminazione e prendono finalmente atto dei cambiamenti della società”. “L’apertura della Chiesa dovrebbe far riflettere quanti cercano di far valere le convinzioni personali, che vanno sempre rispettate, su una legge di uno Stato laico, tentando a ogni occasione di scardinare la 194, che va difesa e applicata in ogni sua parte”.

Da ‘Radio Radicale’ Marco Pannella sul tema dell’amnistia aggiunge: “Non so se le vie di quale Signore sono davvero infinite, dobbiamo prenderne atto che potendolo, rispetto a tutti quelli che lo potevano, solo Papa Francesco ha fatto vivere e ha tradotto in una realtà che investe l’Italia e gli italiani, questa ottemperanza a quanto il Capo di Stato Italiano (il messaggio alle Camere di Giorgio Napolitano ottobre 2013, n.d.r.) ha formalmente chiesto a istituzioni che sono le istituzioni non a mio avviso tanto dello Stato Italiano quanto del regime che lo soffoca, regime che rischia di distruggere non solo lo Stato italiano ma direi la civiltà contemporanea”. “Evviva Papa Francesco, stavo per chiederti sii coraggioso, ma avevo un po’ di pudore, speravo che arrivasse, è arrivata, e quindi chiederò nelle dovute formule di essere ricevuto dal Segretario di Stato Vaticano per rendere grazie formalmente allo stato di Città del Vaticano e a Papa Francesco perché interpreta sicurissimamente non solo i sentimenti comuni a coloro che conoscono e sanno, ma in realtà i sentimenti che le giurisdizioni massime hanno, appoggiando le nostre richieste fatte proprie”.

“Evviva Papa Francesco, sei stato coraggioso, è un valore il coraggio che sta molto più a cuore a te di quanto non lo sia personalmente a me e a noi, ma soprattutto coraggio, quando il coraggio si esprime per dare forza alla legalità, alla legge che invece viene umiliata, negata da coloro che hanno la funzione di farla vivere, è davvero un gran bel momento. Papa Francesco così per me corrisponde alla ‘spes contra spem’, a quelli che per ragioni delle loro funzioni avrebbero dovuto anticipare, muoversi nella direzione nella quale si è espresso oggi Papa Francesco abbiamo chiesto di essere speranza e non l’hanno fatta. E allora grazie Papa Francesco perché i vicini a te sanno che avevo auspicato con te che venisse l’anno santo con l’obbiettivo ‘spes contra spem’. Tu sei speranza perché questa amnistia vale per quello che crea e produce, quello che rafforza e quello che indebolisce, grazie Papa Francesco , in condizioni di desolante assenza, sei in questo momento spes, speranza, dai corpo all’essere spes, all’essere speranza. Papa Francesco, grazie di averci ascoltato, sono sicuro di questo, ma sono anche sicuro di non poter dire che questo è stato il motivo determinante ma certo ha concorso con tanti altri motivi a che tu dessi voce alla speranza, alla necessità di far vivere quello che si spera e si scegliere di sperare”, ha concluso Pannella.

Alvaro Steamer

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