domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Arena di Verona.
L’inno alla vita dei tre
giovani tenori de ‘Il Volo’
Pubblicato il 25-09-2015


il-voloIl Festival di Sanremo si trasferisce all’Arena di Verona. Ma solo per il live dei tre tenori nostrani de ‘Il Volo’. Il presentatore, lo stesso, c’era: Carlo Conti, con una partecipazione eccezionale, quasi a portar loro fortuna. I vincitori pure, ovviamente. Ma anche tanti ospiti che sul palco dell’Ariston sono saliti più volte: da Francesco Renga, con cui si sono esibiti in “L’immensità”, a Lorenzo Fragola con cui hanno cantato “The best day of my life”, a Francesco De Gregori con cui hanno interpretato “Sempre per sempre”. E persino Giancarlo Giannini si è prestato. Non ci si immaginava che tre talenti così giovani potessero già avere e portare nel loro concerto così tante collaborazioni prestigiose. Poliedriche per di più, simbolo di un connubio molto forte che stanno facendo della musica lirica con gli altri tipi di melodie.

Un’impresa non facile, ma ben riuscita sicuramente, che fa onore ad entrambe le parti. Tuttavia la “loro” serata all’Arena di Verona, trasmessa da Rai Uno col titolo di “Il Volo-un’avventura straordinaria” (per la regia di Paolo Beldì), non ha colpito solamente per questo. Essa è stata un po’ la risposta a tutti coloro che si chiedevano dove sarebbero arrivate dopo la vittoria a Sanremo queste tre voci. Senza provocazioni, ma con determinazione, passione, impegno e serietà, hanno dimostrato quanto la dedizione, l’alacre lavoro e una seria organizzazione dei loro eventi, possano dare sfoggio del loro valore, dimostrando che sono ormai una solida realtà musicale italiana e non una meteora casuale e fortunata. Perfetti padroni di un palcoscenico quale l’Arena, seppur così giovani:

Piero è classe 1993, Ignazio classe 1994 e Gianluca classe 1995. Cantano perfettamente a loro agio anche in inglese, intrattengono il pubblico, scendendo tra la gente e facendo foto e selfie, si dividono il palco e la scena e si scambiano di posto durante l’esibizione, muovendosi con disinvoltura e maestria. Un concerto fissato in occasione dell’uscita, da venerdì 25 settembre, del loro nuovo album (il quarto, annunciato dallo scorso 27 agosto): “L’amore si muove”, che prende il titolo dal singolo omonimo andato in rotazione nelle radio dal 28 agosto e che costituisce un testo rivisto per loro proprio da Francesco Renga; con il quale le collaborazioni potrebbero non essere finite qui, ma anzi potrebbero presto essercene delle altre e Renga potrebbe ancora scrivere testi per loro. L’evento ha mostrato una maggiore maturità e consapevolezza artistica raggiunta dal gruppo, che ne ha approfittato per lanciare un bel messaggio sociale: questo ci è sembrato l’aspetto più encomiabile ed apprezzabile. Già dai testi eseguiti, infatti, è risuonata forte e chiara la loro volontà di infondere un vero e proprio inno alla vita, di cui spesso non riusciamo ad apprezzare il valore sprecandola, parafrasando il testo del loro brano “La vita”.

Oppure con una canzone “da Oscar”, come l’ha definita Ignazio, e “non solo perché ne ha vinto uno –ha spiegato- ma perché dice una santa verità”: ovvero “Beautiful that way” (La vita è bella, tratta dal film di Roberto Benigni). Anche per questo motivo rappresentano l’italianità nel mondo. Non è un caso, dunque, se hanno aperto con “Nel blu dipinto di blu (Volare)” di Domenico Modugno e in chiusura hanno eseguito “O’ sole mio”: due successi che hanno fatto la storia della musica italiana. Si sono divisi tra inediti, i loro successi più tradizionali come “Grande amore” e “L’amore si muove”, ma anche rivisitazioni e “cover” di grandi classici quali “Il mondo”, “L’Immensità”, “You don’t have to say you love me (Io che non vivo senza te)”, “Piove” o “Ancora” di Eduardo De Crescenzo. Molto bello il momento in cui hanno cantato tutti e tre insieme “Per te ci sarò”, quasi come se si parlasse del sentimento di affetto reciproco genuino che regna tra loro. Il trio è molto affiatato e ben amalgamato, tanto da contendersi la scena con equilibrio. Più volte ne sono nate standing ovation spontanee, sintomatiche di quanto il pubblico abbia apprezzato questa loro bella amicizia. Molto condivisibile il fatto che si siano esibiti in esecuzioni in assolo da solisti, avendo per pochi minuti l’attenzione tutta per loro. Ha iniziato Piero che ha cantato “Tosca” di Giacomo Puccini, opera lirica in tre atti del 1900, realizzando un altro suo sogno. “Sin da piccolo la mia passione è stata la lirica – ha raccontato -. Interpretare un’opera lirica stasera nel tempio della musica lirica stessa mi rende nervoso”, ma per lui il lungo, caloroso applauso del pubblico al termine dell’esibizione, che ha chiuso con un sorriso di gioia e soddisfazione.

E non è stata l’unica opera di tale genere perché, subito dopo, i tre si sono cimentati in “Granada”, scritta in spagnolo nel 1932 dal compositore messicano Agustín Lara. La prima interpretazione fu quella del tenore messicano Pedro Vargas, soprannominato il “Tenore delle Americhe”, ma la cantò anche Claudio Villa nel 1957, oltre a Luciano Pavarotti, Al Bano, Andrea Bocelli, Frank Sinatra, Placido Domingo, José Carreras e tanti altri ancora. Tra l’altro anche questo testo è entrato nella colonna sonora di un altro film di Roberto Benigni: “La tigre e la neve” del 2005. Parla della città andalusa di Granada, descritta come “terra da me sognata” (tierra soñada por mí), con i suoi tori e le sue belle donne. Poi è stato, ad esempio, lo stesso Piero a spiegare l’origine di “Piove”, brano di Dino Verde e Domenico Modugno, presentato all’Eurovision Song Contest 1959 e vincitore del Festival di Sanremo 1959. “Tornato in Italia dopo una serie di tour internazionali negli Stati Uniti e in America latina, Modugno cercò di coinvolgere Migliacci nella scrittura di una nuova canzone: mentre era in attesa che il suo treno partisse, alla stazione di Pittsburgh, in Pennsylvania, in un giorno di pioggia, osservò l’addio di due fidanzati sotto la pioggia, annotandosi questi versi: ‘Ciao ciao bambina, un bacio ancora / e poi per sempre ti perderò; / vorrei trovare parole nuove / ma piove, piove sul nostro amor’”.

Riportiamo questi particolari a significare la padronanza, anche storica, della musica che hanno questi giovani e per far capire il calibro dei testi che interpretano. Continuando, poi, con i singoli, se Gianluca si è cimentato in un testo celebre di Elvis Presley (scelta coraggiosa per mettersi alla prova, ma egregiamente superata), Ignazio ha risposto con due brani di Pino Daniele: “Napul’è” e “Quando”; passando dal dialetto siciliano a quello napoletano con molta facilità. È sembrato quello più scatenato e disinvolto, un vero mattatore, molto carismatico, ma anche molto vicino agli altri due: si mette a ballare, spinge e sprona Piero a prendere il centro del palco durante l’esibizione di apertura e lo sfotte simpaticamente facendo finta di ricaricargli manualmente le batterie ad evidenziare l’estensione della sua vocalità; finge di dirigere l’orchestra con la bacchetta come un vero maestro, fa battute divertenti tipo: “dove sta l’asta? Là…sta”, giocando sulla somiglianza di suoni, oppure “mentre l’orchestra si accorda, noi ci mettiamo d’accordo”.

I ragazzi hanno così regalato anche qualche sana risata. Esemplificativo, seppur sintetico, il cartellone esibito tra le prime file da un gruppo di loro fan con la scritta: “siete fantastici”. Questo ben riassume il consenso che hanno tra il pubblico. Dopo questa esperienza straordinaria partirà il loro tour nei palazzetti che sicuramente darà seguito, nel gennaio 2016, al successo avuto in questo 2015 ricco di eventi per loro. Dopo la vittoria a Sanremo, dopo il terzo posto all’Eurovisione Song Contest a Vienna e il premio della critica ricevuto in tale occasione, il Marcel Bezençon Press Award, il 5 marzo 2015 sono stati nominati i più giovani Ambasciatori Unicef Italia. Infine, il 3 aprile 2015, è stato pubblicato il singolo Canzone per te, reinterpretazione dell’omonimo brano di Sergio Endrigo Ora arriva anche questa nuova tournée a gennaio prossimo che li vede giungere nelle principali città italiane: a Firenze il 15 al Nelson Mandela Forum, a Roma il 16 al Palalottomatica, a Caserta il 20 a Pala Maggiò, a Bari il 21 a Pala Florio, ad Acireale il 23 al Palasport, a Bologna il 26 all’Unipol Arena, a Torino il 27 al Pala Alpitur e a Milano il 29 al Mediolanum Forum. Il loro viaggio prosegue.

Barbara Conti 

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