sabato, 3 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Dal 16 dicembre Renzi promette case esentasse
Pubblicato il 02-09-2015


forbiciPrima dell’estate il presidente del consiglio aveva annunciato, ricordando personaggi del passato che sulle tasse hanno basato la loro fortuna politica, la fase due, quella della diminuzione della pressione fiscale, cominciando dalle tasse sulla casa. A quelle parole, o intenzioni più o meno concrete che siano, ha risposto con scetticismo la commissione europea che ha sottolineato come all’Italia sia stato già concesso di usufruire, la scorsa primavera, di una certa dose di flessibilità. Un avvertimento quindi al nostro governo di non esagerare nelle richieste o negli annunci. I contabili di Bruxelles hanno infatti fatto notare che la flessibilità, sotto forma di riduzione da 0,5% a 0,1% dell’aggiustamento è stata concessa in cambio delle riforme. Fonti Ue hanno sottolineato che il paese “ha già fatto progressi” ma ora “è essenziale che non si perda lo slancio” nella messa in atto. Il che è “fattore chiave per esaltare il potenziale di crescita dell’Italia”.

Ma Renzi ha fatto orecchie da mercante e come se nulla fosse ha annunciato un bel funerale: quello per le tasse sulla casa, prenotando il camposanto per il 16 dicembre prossimo. Una bella notizia per i proprietari di casa, ma resta da capire con quali soldi.  “Il 16 dicembre – ha spiegato Renzi – ci sarà ultima rata del 2015 per Imu e Tasi. Segnatevela: sarà il funerale delle tasse sulla casa. Ultimo giorno”.  Renzi ha mandato così un segnale ruvido a Bruxelles, innescando peraltro un nuovo botta e risposta con la Commissione. Insomma il presidente del Consiglio prosegue nel duello con un’Ue cui chiede di “mettere la faccia” sui problemi, per poi rilanciare a tutto campo sul versante della politica interna, il tutto nel corso di un’intervista a Rtl 102,5 dove quello delle tasse è solo uno dei temi affrontati, che vanno dalla crescita, alle riforme, al dossier Roma.

“L’Ue che si gira dall’altra parte sui migranti pensa di venirci a spiegare le tasse”, è l’affondo dell’inquilino di Palazzo Chigi. “C’è qualcuno a Bruxelles – ha incalzato  – che pensa di mettersi a fare l’elenco delle tasse da tagliare, spero sia stato il caldo. Le tasse da tagliare – ha ribadito – le decidiamo noi, non Bruxelles”. Parole dure che hanno tanto l’aria di campagna elettorale e che forse hanno anche lo scopo di dare una svegliata all’intorpidito dibattito politico estivo, ma anche quello, visti gli ultimi sondaggi non troppo lusinghieri per il Partito del premier, di ridare slancio al Pd. Infatti da un sondaggio realizzato da Euromedia Research in esclusiva per Panorama, il centrodestra (inteso come somma di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia) supera il Pd oggi al 30,6%.

La risposta dell’Europa alle parole di Renzi non si è fatta attendere. Le valutazioni della Commissione europea sulle decisioni che il governo italiano prenderà sul taglio delle tasse sulla casa saranno fatte quando ci saranno i dettagli e la formalizzazione della bozza del bilancio 2016, ha fatto sapere la portavoce Annika Breidthardt. “Siamo consapevole degli annunci, ma non abbiamo altre informazioni – ha osservato – e le aspettiamo entro metà ottobre per procedere a una valutazione”. A difendere la posizione del presidente del Consiglio è intervenuto Maurizio Lupi, capogruppo Area Popolare alla Camera, che si chiede  “a quale Europa dobbiamo dar retta? A quella che si complimenta per le riforme che stanno favorendo la ripresa o a quella burocratico-ragionieristica che si impiccia di scelte che appartengono alla sovranità di ogni Stato?. Io sono un europeista convinto ma devo purtroppo dire che certi funzionari europei fanno di tutto per rendere l’Europa odiosa ai cittadini. A seguire le loro ricette – concluso – l’Italia sarebbe ancora in recessione”.

Dall’opposizione ovviamente sono arrivati commenti del tutto opposti, come quello del capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta che ha parlato di chiacchiera a vuoto. “Ci fa piacere che Renzi abbia sposato la nostra linea, peccato però che non ha i soldi per farlo ma soprattutto non ha la base politica per farlo perché il suo partito e i suoi gruppi parlamentari non solo non vogliono questo tipo di detassazione ma vogliono mettere la patrimoniale sulla casa”. Di passo indietro ha parlato il leader della Cgil Susanna Camusso per la quale riaprendo questo dibattito si è tornati indietro di 6 anni. Dalle prime informazioni, ha detto,  “il centro delle legge di stabilità non saranno gli investimenti, non la costruzione di una occupazione duratura. “Siamo tornati al dibattito ‘tassa sulla casa sì, tassa sulla casa no’”. “Una scelta – ha proseguito Camussso – che per come è fatta la normativa oggi aiuta chi ha di più e non favorisce il mondo dei consumi che si aiuta se si interviene sui redditi bassi”. Opposto il parere del segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, che ha definito “giusta” la reazione di Renzi: “La strategia del rigore, voluta dall’Unione e dalla Germania, è stata la madre di tutte le crisi”. “Anche la tanto auspicata ripresa sarà al rallentatore e ai minimi termini se non si fanno investimenti e non si abbassano le tasse. Renzi, dunque – ha continuato Barbagallo – riduca il peso del fisco su lavoratori e pensionati, in modo strutturale e definitivo, e quello sulla casa in modo differenziato sulla base del valore degli immobili”.

Preoccupate le parole del Codacons: “Parteciperemo al funerale delle tasse sulla casa ma, prima di ogni cosa, Renzi dica come intende pagarlo questo funerale.  Facile fare annunci di questo tipo, più difficile trovare le necessarie coperture”, ha spiegato il presidente Carlo Rienzi, ma “la cancellazione di Imu e Tasi per tutti, infatti, toglierà dalle tasche dello Stato e dei Comuni ben 25 miliardi di euro. Un’ottima notizia per i contribuenti italiani, decisamente meno per le casse pubbliche, e se il Governo non individuerà le dovute coperture, la cancellazione di Imu e Tasi si trasformerà in un boomerang per i cittadini, attraverso un abnorme aggravio delle imposte locali per far fronte ai minori introiti garantiti dalla tassazione sulla casa”.

Ginevra Matiz

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento