martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Cina. Svolta ecologica e limiti alle emissioni di gas-serra
Pubblicato il 25-09-2015


CinaInquinamentoambientaleDopo il summit con il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, il Presidente della Repubblica popolare cinese, Xi Jinping, ha annunciato di assumere un impegno serio per salvaguardare il clima. Dal 2017 partirà un programma nazionale che limiterà e metterà un prezzo alle emissioni di gas-serra.

La notizia è stata riportata per prima dal New York Times, trovando poi conferma in alcuni portavoce dell’amministrazione americana. Il sistema che adotterà la Cina è denominato cap-and-trade, cioè sarà messo a punto  un controllo serrato sull’inquinamento fornendo incentivi economici per ridurre gas nocivi e agenti chimici che alterano l’atmosfera terrestre. Questo approccio alla lotta contro le emissioni di CO2 era stato sottoscritto nel 1997, quando fu redatto il Protocollo di Kyoto.

L’Europa e lo Stato americano della California hanno adottato da anni il cap-and-trade. Gli Stati Uniti e la Cina, nel ’97, non firmarono l’accordo in nome del progresso attraverso l’espansione dei mercati e, di conseguenza, anche delle industrie. Inoltre, anche se nel ’97 c’era Al Gore alla Casa Bianca, in veste di vicepresidente e convinto ecologista-ambientalista, l’amministrazione Clinton non ratificò il Protocollo di Kyoto. La Cina, nella sue irrefrenabile corsa per raggiungere e strappare il primato economico agli Usa, preferì non sottoscriverlo.

An Inconvenient Truth(Una scomoda verità) è un film-documentario del 2006 che ha come protagonista proprio l’ex vicepresidente Al Gore. In questa pellicola veniva spiegato come fosse l’uomo la vera causa dei cambiamenti climatici e forniva dati incredibili sulle emissioni di gas-serra. Oggi, nel 2015, quelle stime si sono ulteriormente aggravate, poiché i Paesi del BRICS( Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) si sono industrializzati a loro volta in modo vertiginoso e non pongono limiti all’espansione delle grandi imprese nazionali per competere col mercato globale.

I cambiamenti climatici degli ultimi anni hanno reso più inospitali e povere alcune zone del pianeta causando desertificazioni di massicce aree e l’aumento del livello degli oceani. Se oggi guerre e povertà costringono ogni anni oltre 43 milioni di esseri umani a migrare, nel 2050 si aggiungerà il cambiamento climatico, facendo levitare la stima a 200 milioni di migranti all’anno. Queste previsioni sono fornite da tutte le organizzazioni ambientaliste internazionali e dall’Alto Commissariato dell’Onu.

Il cap-and-trade è una buona strategia se tutti gli Stati lo rispettassero al fine di evitare un surriscaldamento globale eccedente di 3°C entro il 2070. Inoltre una buona, ma momentaneamente impraticabile, programmazione per azzerare l’utilizzo di petrolio, gas e carbone gioverebbe alla salute del pianeta e di tutti i suoi abitanti. Sperando che Stati Uniti, Cina e i BRICS trovino un accordo condiviso e da rispettare rigidamente.

Manuele Franzoso

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