sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

CIVILMENTE UNITI
Pubblicato il 02-09-2015


Unioni civili-NenciniPassa l’espressione “formazione sociale specifica” delle unioni civili tra persone delle stesso sesso. E i primi emendamenti vengono approvati con la nuova maggioranza Pd-M5S. Riparte oggi l’esame in Commissione Giustizia al Senato del cosiddetto disegno di legge Cirinnà (dal cognome della senatrice democratica, ndr). Nel frattempo il capo del governo, Matteo Renzi rende noto che il governo non ha intenzione a rinunciare al provvedimento. Gli fa eco il leader del Psi, Riccardo Nencini che auspica il varo della legge entro la fine dell’anno, sottolineando che a contare «è la sostanza, non ‘il nome e cognome’».

RIPARTE L’ESAME DEL DDL CIRINNÀ – In Commissione Giustizia al Senato sono ripartite le votazioni degli oltre 1.500 emendamenti presentati. La prossima seduta è prevista per martedì 8. In particolare, passa la specificità dell’istituto dell’unione civile tra persone dello stesso sesso che viene definita “formazione sociale specifica”. Ed è proprio in questa nuova espressione che risiede il compromesso con cui si auspica di calmare gli animi tra i senatori della maggioranza, in particolare quelli del NuovoCentroDestra che chiedevano di specificare – nel testo – la distinzione tra unione civile e matrimonio.

RENZI: NON RINUNCIAMO A PROVVEDIMENTO – Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi promette di ottenere il placet al provvedimento entro la fine dell’anno. «Molto però dipenderà da come andrà la discussione al Senato. Bisogna fare velocemente entro settembre le riforme, poi chiudere entro le prime settimane di ottobre sulle unioni civili» prima della legge di Stabilità, in modo che passino poi alla Camera. «È un atto di civiltà al quale non rinunciamo» ha specificato Renzi.

NENCINI (PSI): NON CI INTERESSA ‘NOME E COGNOME’, PURCHÈ PASSI LA LEGGE – Sul tema – da sempre in testa nell’agenda del Psi – è intervenuto il segretario, Riccardo Nencini che sottolinea: «Non ci interessa il ‘nome e il cognome’, ma la sostanza, pur di portare a casa l’accelerazione dei tempi dell’iter parlamentare e varare questa legge entro l’anno». «Non si può più aspettare oltre – ha aggiunto – perché il disegno di legge deve andare in Aula prima del mese prossimo. L’Italia porta la maglia nera sui diritti e si deve colmare un ritardo inaccettabile nel confronto con l’Europa. Nessun ostruzionismo, dunque né deroghe ai diritti fondamentali, alla libertà di scegliere della propria vita» ha concluso il leader socialista.

Siria Garneri

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