sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Confindustria. Dati confortanti sull’occupazione
Pubblicato il 17-09-2015


Confindustria-Squinzi-BCEDisoccupazione in calo dal 12,2% – nell’anno in corso – al 11.8% per il prossimo, e creazione di quasi 500mila posti di lavoro nel biennio 2015-2016. Queste le previsioni del Centro studi di Confindustria (CsC) «Un buon risultato, ma dobbiamo puntare più in alto» è stato il commento del presidente degli industriali, Giorgio Squinzi. Nel frattempo la Banca centrale europea ha invitato l’Italia a utilizzare «i risparmi da minori interessi per ridurre il deficit, invece di aumentare la spesa».

CONFINDUSTRIA – Nonostante i numeri sull’occupazione – antecedenti alla crisi – siano ancora lontani, è in atto un recupero. Sul fronte del Pil, gli analisti del CsC prevedono un tasso di crescita del 1% nel 2015 e del 1.5% nel 2016, stime in rialzo rispetto a quelle dello scorso giugno (rispettivamente +0.8% e + 1.4%). Per il presidente degli industriali italiani, Giorgio Squinzi  si tratta di un «buon risultato, ma dobbiamo puntare più in alto e dobbiamo tornare a crescere di almeno il 2%». «Io sono convinto – ha aggiunto – che l’economia italiana possa imboccare una strada di cambiamento. Grazie anche all’azione di un governo che ha già preso una serie importante di misure positive e che ha annunciato che ne varerà delle altre che io giudico molto rilevanti». II CsC fa inoltre notare che la Legge di Stabilità – in arrivo a partire della seconda metà di ottobre – dovrebbe «rafforzare notevolmente l’intensità del recupero dell’economia italiana, che resta fragile e modesto rispetto al terreno perduto, alle spinte che arrivano dall’esterno e ai ritmi che sono necessari per chiudere la voragine di produzione, reddito e occupazione scavate dalle due profonde recessioni».

BCE: ITALIA USI ‘TESORETTO’ DELLO SPREAD PER ABBATTERE DEBITO – Nel frattempo, la Bce ha diffuso il suo bollettino economico nel quale invita il nostro Paese a utilizzare «i risparmi da minori interessi per ridurre il deficit, invece di aumentare la spesa». L’Eurotower, rivolgendosi non solo all’Italia, ma anche a Belgio, Francia, Irlanda e Portogallo, ricorda che questi Stati hanno accumulato «un consistente ritardo» nel consolidamento strutturale richiesto dalla regola del debito, ossia quella che impone ai Paesi che hanno un livello di debito pubblico superiore al 60% del Pil di ridimensionarlo «a un ritmo adeguato». Il monito arriva in seguito alle dichiarazioni del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan secondo cui il governo – per l’abrogazione dell’Imu – utilizzerà, come coperture,  proprio i risparmi per i minori interessi sul debito.

Redazione Avanti!

 

 

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