sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Draghi: la ripresa c’è,
ma occorre tempo
Pubblicato il 23-09-2015


Draghi-EurozonaÈ ottimista il Presidente della Banca Centrale europea, Mario Draghi, sul futuro economico del Vecchio Continente. In un’audizione alla Commissione economica e monetaria del Parlamento europeo Draghi ha infatti affermato: “La crisi greca ed ora quella dei migranti, dimostrano che l’Europa può essere forte solo se agisce unita sulla base della solidarietà e cooperazione”. “Questa è la lezione – spiega Draghi – che dobbiamo imparare anche per il futuro”.

Il presidente Draghi ha poi fatto il quadro economico della situazione europea, la cui ripresa procede in “modo graduale e moderato”. L’inflazione nell’eurozona resterà “vicino allo zero nel breve termine, prima di risalire verso la fine dell’anno”, sottolineando che “ci vorrà più del previsto per tornare vicino a livelli considerati adeguati” dalla Bce. Draghi ha poi parlato anche della crisi che ha interessato i paesi emergenti come la Cina: “Penso che le difficoltà dei paesi emergenti continueranno per qualche tempo”. Quindi la Bce “non esiterà ad agire per far fronte a cambiamenti sulle prospettive d’inflazione, a causa di rischi al ribasso” e “il piano di acquisti di titoli (Qe) fornisce abbastanza flessibilità”, tanto che può essere “ampliato e allungato se necessario”. “Il programma di acquisto titoli si sta rivelando efficace”. Il presidente della Bce spiega poi che la “dinamica del credito nell’eurozona sta migliorando e i tassi sono scesi, anche nei paesi sotto stress”. Di conseguenza il piano di acquisto titoli della Bce “sarà esteso oltre settembre 2016 se sarà necessario”.

Ma nello stesso tempo Draghi sostiene che è anche ancora troppo presto per decidere l’introduzione di nuovi stimoli all’economia e un rafforzamento del quantitative easing in Europa.

“Serve più tempo – dice Draghi al Parlamento di Bruxelles – per determinare se l’indebolimento della crescita nei paesi emergenti è di natura temporanea o permanente e per valutare quali siano le forze trainanti che stanno dietro al calo dei prezzi delle materie prime e dietro ai severi episodi di turbolenze finanziarie”. “Per questo – spiega – monitoreremo da vicino tutte le rilevanti nuove informazioni e il loro impatto sulle turbolenze finanziarie”.

Come l’Eurozona così anche l’Italia si sta riprendendo e sta uscendo dalla recessione, ma la ripresa è destinata a rimanere modesta, almeno è questo il giudizio dell’agenzia di rating Standard & Poor’s che in una nota di aggiornamento spiega che persiste una bassa crescita dei salari e un alto livello di disoccupazione che stanno frenando i consumi più che negli altri Paesi della zona euro.
“La ripresa in Italia è stata più debole rispetto ai partner della zona euro”, sottolinea l’economista Jean-Micheal Six, capo economista per l’area Emea. “Il Pil reale è cresciuto dello 0,7% contro 1,2% dell’intera zona euro”.

Secondo Standard & Poor’s ci sono segnali di miglioramento delle esportazioni, ma una ripresa sostenibile richiederà un forte incremento degli investimenti, elemento che resta un’incognita vista la debolezza del settore bancario, gravato da un’enorme mole di sofferenze.

“Sin dalla fine del 2014 ci sono segni che l’economia sta tornando in vita, ma la strada verso il ritorno a tassi di crescita appena oltre 1,5% sarà lunga”, conclude Six.

Liberato Ricciardi

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