venerdì, 2 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Esodati, soluzione lontana
Sindacati protestano
Pubblicato il 15-09-2015


Esodati

Esodati, il problema continua a trascinarsi e le soluzioni non chiudono mai la falla aperta dalla riforma Fornero. Era il dicembre del 2011 quando la neoministra del lavoro, col governo Monti, Elsa Fornero, varò una riforma delle pensioni ‘lacrime e sangue’. In quella riforma c’erano diversi errori che sarebbero costati carissimi a dei lavoratori che avevano contrattato la loro uscita dal lavoro, ma che all’improvviso si ritrovarono nelle condizioni di non poter più andare in pensione come concordato. Nacquero così gli ‘esodati’ e oggi, a distanza di quattro anni ci sono ancora decine di migliaia di lavoratori, potrebbero essere cinquantamila, senza stipendio né pensione nonostante il governo abbia già applicato sei ‘toppe’ alla legge. Ai numeri degli ‘esodati’ vanno aggiunti poi quelli che scaturiscono da un’altra norma, del 2004, che non viene applicata e che consentiva alle lavoratrici con 35 anni di contributi di andare in pensione a 57 anni.

Esodati-Salvini

Per questo oggi i sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno incontrato al ministero del tesoro il sottosegretario Pier

Paolo Baretta, ma senza risultato. La delegazione sindacale, a cui si è aggiunta anche la coordinatrice del Comitato ‘Opzione donna’ Dianella Maroni, aveva chiesto al sottosegretario il reintegro delle risorse nel fondo di salvaguardia. Ogni ‘toppa’ al problema degli esodati costa parecchi soldi e un nuovo intervento, il settimo, appare per ora lontano. Il forzista Renato Brunetta scriveva una settimana fa nella sua pagina di facebook, che mezzo miliardo destinato alla ‘toppa’ esodati era stato congelato dalla Ragioneria dello Stato e che tutto veniva rinviato a una ‘conferenza dei servizi’ da tenersi con l’Inps per stabilire il numero dei soggetti interessati, e quindi di conseguenza oneri e risorse necessarie a finanziare gli eventuali interventi.

“I Gabinetti dei ministeri dell’Economia e del Lavoro – spiegano in una nota congiunta i ministeri dell’Economia e del Lavoro – si sono confrontati nella giornata di ieri per valutare il problema dei lavoratori rimasti senza occupazione nel 2011, con

scarse possibilità di ricollocamento sul mercato del lavoro e prossimi alla pensione senza però averne maturato i requisiti. Dopo le modifiche al sistema previdenziale introdotte dalla legge Fornero alla fine del 2011 i governi e il Parlamento sono intervenuti con sei distinti provvedimenti di salvaguardia a tutela dei lavoratori che avevano sottoscritto collettivamente accordi di incentivo all’esodo. Il governo sta attualmente valutando una soluzione. Il ministro Padoan e il ministro Poletti stanno seguendo i lavori con l’obiettivo di dare una risposta alle situazioni di disagio”. Insomma per ora la soluzione non appare vicina. L’esito del confronto per Cgil, Cisl e Uil è ‘del tutto insoddisfacente’ e per questo ‘la mobilitazione continua’.

Esodati: Salvini, cancelliamo la Fornero e non solo la legge

A fianco dei sindacati è arrivata la Lega che prima sotto il ministero del lavoro e poi in Parlamento, ha protestato con la consueta vivacità tentando di bloccare i lavori della Camera e ottenendo dal presidente di turno, Giachetti, l’espulsione dall’aula di alcuni deputati.

 

 

 

 

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