venerdì, 2 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Estate 2015 e la ‘solitudine
del cittadino globale’
Pubblicato il 07-09-2015


L’estate di quest’anno sarà ricordata come un incubo. La drammatica insicurezza sociale che sta segnando la vita di gran parte degli italiani e dei cittadini del Mondo, ha avuto come scenario una sorta di “triangolo delle Bermuda” a livello planetario.

Il primo lato del triangolo è la crisi della Grecia, che si protrae nonostante l’accordo sul debito con la Troika raggiunto da Tsipras, il quale ha deciso di verificare il proprio consenso popolare, annunciando elezioni anticipate per il prossimo 20 settembre, il cui risultato è niente affatto scontato e potrebbe riproporre il “Grexit” e un effetto-domino sul precario sistema economico europeo.

L’esplosione della bolla cinese invece, è stata una vera e propria sorpresa negativa, dopo anni di crescita tumultuosa dell’economia del Dragone, che aveva fatto di Pechino la locomotiva mondiale. Ma la svalutazione dello yuan ha mostrato come si sia trattato di una colossale bolla, con la Borsa di Shanghai che ha segnato crolli dell’8,5% e dopo del 7,6%: una sorta di Black monday cinese, che ha disvelato una replica dello “schema-Ponzi”, basato su indebitamento e quotazioni finanziarie lontane dai valori reali. Per un periodo ormai lungo quell’economia è stata alimentata da un incessante credito alle imprese, il 155% sul Pil nel 2014 e da dumping sociale, strumenti di sostegno alla crescita non utilizzabili all’infinito. Oggi, nonostante che People’s bank of China (Pboc), la Banca centrale cinese, abbia azionato una sorta di Quantitative easing, immettendo liquidità sul mercato, tagliando i tassi monetari e utilizzando strumenti monetari flessibili, l’alea continua su quell’economia e sui mercati finanziari di tutto il pianeta.

Il terzo lato del triangolo è rappresentato dal moltiplicarsi delle crisi geo-politiche. L’Isis, l’instabilità del Nord-Africa, la questione russo-ucraina con i possibili “venti di guerra” su larga scala e l’incapacità dell’Unione europea di mettere in campo una risposta politica credibile al dramma delle migrazioni bibliche. “L’estate sta finendo” cantavano i Righeira nel 1985, e si deve dire per fortuna!, ma la crisi globale purtroppo non andrà via con essa e, al contrario, aumenterà quell’insicurezza collettiva, che ha fatto scrivere al sociologo Zygmund Baumann della “solitudine del cittadino globale”.

Maurizio Ballistreri

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