venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Francesco al Congresso USA: stop pena di morte
Pubblicato il 24-09-2015


Papa Francesco-Washington

Per la prima volta di un papa davanti al Congresso USA, Bergoglio ha scelto di toccare, tra gli altri, due temi ‘sensibili’ per l’opinione pubblica americana, la pena di morte e il commercio di armi. Accolto da una standing ovation a Capitol Hill, con oltre tre minuti di applausi, ha risposto salutando con la mano e, prima di salire sul palco, ha stretto la mano al Segretario di Stato, John Kerry che sedeva in prima fila con il vicepresidente Usa Joe Biden, l’intero gabinetto del presidente Barack Obama, i giudici della Corte Suprema, il segretario al Tesoro Jacob Lew.

“Sono grato per il vostro invito a parlare davanti al Congresso della terra della libertà e la casa del coraggio” ha esordito citando un passaggio dell’inno nazionale.

“Fare appello al coraggio e all’intelligenza – ha detto tra l’altro – per risolvere le molte crisi economiche e geopolitiche di oggi”. “Perfino in un mondo sviluppato, gli effetti di strutture e azioni ingiuste sono fin troppo evidenti. I nostri sforzi devono puntare a restaurare la pace, rimediare agli errori, mantenere gli impegni, e così promuovere il benessere degli individui e dei popoli. Dobbiamo andare avanti insieme, come uno solo, in uno spirito rinnovato di fraternità e di solidarietà, collaborando generosamente per il bene comune”. “Noi, gente di questo continente, non abbiamo paura degli stranieri, perché molti di noi una volta eravamo stranieri. Vi dico questo come figlio di immigrati, sapendo che anche tanti di voi sono discendenti di immigrati”. “Quando lo straniero in mezzo a noi ci interpella, non dobbiamo ripetere i peccati e gli errori del passato”. “Il nostro mondo sta fronteggiando una crisi di rifugiati di proporzioni tali che non si vedevano dai tempi della Seconda Guerra Mondiale”. “Non dobbiamo lasciarci spaventare dal loro numero, ma piuttosto vederli come persone, guardando i loro volti e ascoltando le loro storie, tentando di rispondere meglio che possiamo alle loro situazioni. Rispondere in un modo che sia sempre umano, giusto e fraterno”. “Ricordiamo la Regola d’Oro: ‘Fai agli altri ciò che vorresti che gli altri facessero a te’”.

“Perfetto. Papa Francesco – ha commentato Sergio D’Elia, segretario di Nessuno tocchi Caino – ancora una volta ha dimostrato di essersi meritato appieno il premio Abolizionista dell’anno di Nessuno tocchi Caino”. “Il suo messaggio – ha aggiunto – non punta solo all’abolizione della pena capitale, ma anche alla pena di morte mascherata: l’ergastolo. Quella di papa Francesco vuole essere una riforma culturale giuridica e politica che lui stesso indica come necessaria e urgente per tutti quegli Stati che vogliono corrispondere in pieno allo stato di diritto, nonché al rispetto dei diritti umani universalmente riconosciuti da patti e convenzioni internazionali”. “Bergoglio ha ribadito così il suo pensiero su un tema – conclude D’Elia – che aveva già sollevato qualche giorno fa quando si era espresso a favore di un’amnistia”.

 

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