martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Siria. Il fronte russo e quello francese contro l’Isis
Pubblicato il 07-09-2015


Piloti russi contro ISISCi sono voluti centinaia di migliaia di profughi perché l’Occidente si ricordasse della guerra in Siria. Stamattina il presidente francese, Hollande, ha annunciato in una conferenza stampa all’Eliseo i primi raid francesi contro l’Isis in territorio siriano. “Domani inizieremo i primi voli di ricognizione contro lo Stato islamico (Is) sul territorio siriano”, aggiungendo che l’aviazione del suo paese passerà a raid veri e propri contro obiettivi militari di Daech. Hollande ha invece confermato che, al pari del passato, la Francia non invierà truppe per agire via terra. “In Siria vogliamo sapere cosa si prepara contro di noi e cosa si fa contro la popolazione siriana. Per questo ho deciso di organizzare questi voli di ricognizione, in collegamento con la coalizione”.

Ha precisato il presidente francese, riferendosi alla coalizione arabo-occidentale (Chammal), di cui fa parte il suo Paese, creata l’anno scorso dagli Usa e che riunisce una ventina di paesi, dal Canada all’Arabia Saudita, passando per diversi Stati europei. Hollande ha ribadito la propria posizione anche su Damasco: “Abbiamo sempre detto che la soluzione non può passare con il mantenimento di Bashar al-Assad al potere in Siria. Bashar Al Assad ha sparato sul suo popolo, ha usato armi chimiche, è lui che ha rifiutato ogni discussione”. “In Siria serve una soluzione. Ma non può passare da lui” ha aggiunto Hollande. I socialisti francesi tornano così a marcare le posizioni dei loro predecessori conservatori.

La ricognizione aerea francese porta subito a un déjà vu, molti infatti ricordano quanto accadde nel 2011 quando la risoluzione Onu autorizzò la chiusura dello spazio aereo libico aprendo la strada all’intervento militare dall’esterno, fortemente voluto dalla Francia di Sarkozy (in campagna elettorale per le presidenziali), con l’accordo degli inglesi. I diplomatici francesi prima della riunione del Palazzo di Vetro chiarirono che la Francia e il Regno Unito erano già pronti per sferrare gli attacchi aerei notturni sulle posizioni dell’esercito libico che infatti ebbero luogo immediatamente dopo il voto. Anche allora su Gheddafi e sulla possibilità di trovare delle soluzioni alternative, i francesi furono inflessibili.

Così mentre da una parte la Francia decide di capeggiare un “intervento dall’alto” contro il sedicente Stato islamico, dall’altro la Russia, dopo aver fatto più volte appello ad appoggiare il suo alleato Assad contro l’Isis, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe passata all’azione e in queste ore le truppe russe avrebbero ripreso il controllo dell’aeroporto della città costiera di Latakia.
I due “fronti”, quello francese e quello russo, rischiano di scontrarsi, se n’è accorto anche il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, che ha lanciato un appello ai membri dell’Onu perché “guardino al di là degli interessi nazionali e smettano di bloccare qualsiasi iniziativa del Consiglio di sicurezza sul conflitto in Siria, poiché il flusso dei rifugiati in Europa ha raggiunto livelli mai toccati in precedenza”. L’appello, anche se implicito, sembra una richiesta nei confronti di Russia e Cina affinché non esercitino il diritto di veto nelle risoluzioni contro il Presidente siriano, Assad.

“Abbiamo bisogno di solidarietà, e di unità di intenti e di risorse in particolare tra i membri permanenti del Consiglio di sicurezza, perché quando sono divisi è estremamente difficile, per l’Onu, decidere e deliberare”, ha detto il segretario generale. “Per questo sollecito i membri del consiglio a guardare al di là degli interessi nazionali e ad avere come obiettivo l’interesse globale. Quando sono stati uniti, come nel caso dell’inchiesta sull’uso delle armi chimiche in Siria, le questioni sono state affrontate rapidamente e con la massima efficacia”.

Maria Teresa Olivieri

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