mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Verso la conferenza
programmatica del Psi
Pubblicato il 28-09-2015


FgsTre miei contributi per il quotidiano Avanti! in vista della conferenza programmatica. Questo è sull’Azione già programmata della FGS, ma mi permetterò anche di mettere in evidenza il contorno e gli avanzi del dibattito interno alla giovanile.

“Esterina i vent’anni ti minacciano”, scriveva Montale. La minaccia del terzo decennio era, in quella poesia, tutta una corrusca e fumida atmosfera infernale, tra venti ustionanti, ceneri e ombre. Eccoci novantanni dopo Ossi di seppia, pubblicata dal Gobetti è giusto ricordarlo (dato chi mi ospita) almeno come nota parentetica, ed è superfluo menarla su come mai i vent’anni di ieri siano i trenta, se non i quaranta, d’oggi: l’adolescenza lunga, stiracchiata fino a dinoccolare le articolazioni psico-socio-crono-infomeccaniche (ay!) e tauto-gastrologiche (ay!) dell’Essere Umano, è una materia fin troppo nota e sviscerata dai salonnier di qualsivoglia cercle. Per quanto riguarda l’analisi mi permetto, ancora ed ancora, a rimandarvi (cocciutamente) alla mozione  ed in particolare al Preambolo ed al lungo capitolo su Lavoro ed Istruzione: senza dilungarmi troppo in dottrina, ribadisco che voglio solo parlarvi dell’azione della FGS per il prossimo autunno.

Lavoro e istruzione – Partiamo non con da punto del programma ma con un asterisco, anzi con un obelisco (tipografico †, s’intende) dal meglio della tradizione piduista: l’abolizione della validità legale del titolo di studio. Non ne faremo una campagna, il sistema educativo italiano, fra ambiti già riformati, campi da riformare e latebre irriformabili non offre in questo momento spazio per azioni politiche puntuali, organiche e serie sull’argomento. Pensiamo però che scardinare l’automatismo titolo-lavoro sarà il passo nodale per la realizzazione di una Scuola dell’Uomo, a compimento felice d’un percorso iniziato con la risorgimentale Scuola di Patria e proseguito poi con la gentiliana Scuola di Classe e la sessantottina Scuola del Cittadino.

Dal confronto su questo tema ci si potrà muovere poi su altri feticci delle illusioni democratiche, a partire dalla Graduatoria, grande equivoco in cui persino la meritocrazia appare mortificante per intere generazioni lì stratificate che, aspettando Godot, continuano a “formarsi” in una folle corsa al titoloichio per accaparrarsi l’utile punticino per scalare qualche chilometro verso la vetta. Un perverso sistema di speranza disperante in cui lo Stato, ingombro e ingombrante, tiene i giovani in sospeso. Da qui si apre un mondo: da meriti e bisogni a bisogno di talenti, per salvare una democrazia che, non per dare ragione a Guénon e Spengler, sembra salvaguardare sempre più la mediocrità e ci circonda di brutto, facendo quasi rimpiangere i principati le cui vestigia non grondano più sangue e veleno e ci appaiono così dannatamente superiori.

Ci sarà a novembre un seminario che organizzeremo a Roma con Mondoperaio e la RUN, la grande rete nazionale di studenti universitari di cui la FGS è fondatrice. Sarà l’occasione per parlare di avanguardismi tematici (la roba di cui ho sproloquiato poc’anzi) ma anche per fare il punto sulla ‘Buona Scuola’ proprio tra le organizzazioni giovanili, politiche e studentesche, che fan parte dell’evergure governativa (si ride), senza gli equivoci ideologici dell’antagonismo ed i rilanci farseschi dei populismi. Non c’è stato alcun dialogo tra queste organizzazioni durante il dibattito sulla Buona Scuola, ed è evidente che il percorso riformatore ha sofferto di questa mancanza di dialogo tra chi ne è direttamente interessato; ma anche se l’attenzione mediatica è passata oltre, adesso c’è la parte più delicata, quella dei decreti attuativi e lì, senza le telecamere puntate sul ministero con gli inneschi terribili di vanità e oltranzismo che esse generano, avremo l’occasione di svolgere un lavoro decisamente produttivo al fianco dei nostri parlamentari.

Una campagna già pronta invece è quella sulla liberalizzazione degli Ordini Professionali, la riforma della SIAE, la tutela dei lavoratori a partita IVA e la parità di retribuzione: Disordine Professionale la abbiamo chiamata. Sarà il vessillo della FGS all’interno del patto generazionale che vogliamo stringere all’interno del Partito, insieme agli over 30 iscritti al PSI, tasselli nuovi nel mosaico delle politiche FGS sul lavoro, dopo le nostre campagne a sostegno di Garanzia Giovani (†) e contro il precariato. La campagna informativa sulla rete partirà a fine mese mentre ad ottobre cominceremo il lavoro su embrioni d’azione legislativa da proporre alla pattuglia parlamentare del PSI.

Diritti civili – Difenderci da chi ci accusa di voler distruggere la Famiglia Tradizionale dicendo “non è vero” sarebbe troppo facile e forse anche vigliacco. La famiglia deve essere una scelta privata e non un modello disciplinato dalla giurisprudenza, l’affettività è una realtà privata che lo Stato deve tutelare e non istituzionalizzare. Le istituzionalizzazioni dei sentimenti, scusate la Sehnsucht libertaria, sono orrori. Mentre qualcuno fa proposte aberranti, sia eticamente che lessicalmente, in materia di unioni di fatto, nella mozione noi siamo andati al nucleo del problema: abolizione del Matrimonio Civile. Questo negozio giuridico era un tempo una necessità, erano tempi in cui ogni convivenza fuori dalla Grazia di Dio era considerata concubinaggio, causando gravi conseguenze per la vita sociale, persino lavorativa, della coppia. Oggi lo Stato può tutelare una convivenza senza fare la parodia giacobina dei riti cristiani, non è più quindi questione di disciplinare dei ghetti giuridici per le coppie di fatto (eterosessuali od omosessuali che siano) ma di rendere le unioni civili l’unica norma, da incasellare, all’occorrenza, nelle celebrazioni religiose.

Chiaramente, e gradualisticamente, la prima necessità è l’eguaglianza, continuerà quindi il nostro impegno affinché, oltre al riconoscimento delle coppie di fatto, ci sia anche la possibilità per gli omosessuali di sposarsi finché questo istituto sarà previsto per gli eterosessuali. Chiudendo qui, momentaneamente, la porta dell’Amour Libre, prima ch’io mi perda sulla controversa recente riemersione delle istanze poligamiche, veniamo alla seconda ormai storica battaglia della FGS in materia di diritti civili: Ius Soli. È giunto il momento che la FGS faccia una dimostrazione e sventoli letteralmente le proprie bandiere. L’esplosione dell’immigrazione in Europa, il riaccendersi delle contraddizioni sociali e della xenofobia, per non parlare della crisi del multiculturalismo, mettono nuova luce su questa istanza che rivendichiamo come fondamentalmente nostra e che oggi ampliamo anche all’ambito delle naturalizzazioni. Da qui a dicembre faremo sentire, puntualmente e costantemente, la nostra voce ai fratelli che subiscono umiliazioni non tanto dallo Stato quanto dalla Società stessa. Non più nemici non più frontiere sono i confini rosse bandiere. Per il resto, prima della conferenza programmatica, c’è da discutere delle quattro proposte di dibattito sintetizzate in agosto dal Direttore. Una volta fatto ciò, nel mio ultimo contributo della serie mi concederò a qualche mio capriccio personale, zero pathos ma viel zu viel bathos.

Roberto Sajeva

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Commenti all'articolo
  1. Articolo interessante. Tocca problemi dei quali la società vuole la soluzione. Come ex-professore di materie scientifiche vorrei contribuire a risolverne due: valore legale del titolo di studio ed eliminazione degli ordini professionali. Entrambi richiedono un approfondito dibattito che non è possibile con un commento. Per quanto mi riguarda esprimo solo la mia opinione un po’ “tranchant”. Sono per l’eliminazione del valore legale e degli ordini professionali.

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