domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Il nuovo inizio dell’Italia dei diritti
Pubblicato il 10-09-2015


Diritti civili_Patanè_Locatelli_Iorio_Locatelli_Cirinnà_RoccellaÈ stato Luigi Iorio, responsabile nazionale diritti del Psi, ad aprire il dibattito ricordando che il partito socialista è stato sempre il partito “dei lavoratori, ma anche dei diritti civili”. “Sempre all’avanguardia”.
Certamente, come ha ricordato Iorio, “oggi al centro dell’agenda politica c’è il ddl Cirinnà sulla Unioni Civili, ma sono decenni che la politica non se ne occupa. L’Italia è ferma agli anni ’70 in tema di diritti civili, ad oggi in questa seconda Repubblica siamo ancora ostaggi di forze politiche di ispirazione neoguelfa e neofascista.

Negli anni ‘70 la politica ha fatto delle cose, ha lavorato su questi temi, basti pensare alla riforma del processo civile, alla legge sull’aborto e a quella sul divorzio, ma dopo? Il vero spread oggi tra l’Italia e l’Europa, è quello dei diritti civili”.
Si parla di un Parlamento che oggi è più giovane di quelli del passato, il più ‘laico’ della storia repubblicana, dunque è questo Parlamento che deve ridurre questo gap.
Io, come esponente socialista, chiedo alla maggioranza di governo quali sono i tempi per dare delle leggi sui diritti civili delle persone e sono anche curioso di sapere cosa accadrà al ddl Cirinnà? Vorrei che avessimo una legge che tuteli l’amore e non solo che accontenti il Vaticano o una piccola parte dell’opinione pubblica”.

“Certamente – sottolinea introducendo il dibattito il giornalista de La Stampa, Fabrizio Maesano – la proposta di legge più discussa, quella di cui si parla con i toni più accesi, è quella sulle unioni civili presentata da Monica Cirinnà, senatrice del Pd. È un tema – dice rivolgendosi alla relatrice del ddl, Cirinnà – molto divisivo, che a tratti provoca scontri nella stessa maggioranza di governo, in particolare tra alcuni esponenti del Ncd e del Pd. Che fine farà il suo ddl?”

“Il ddl – risponde l’esponente del PD – è tranquillamente incardinato in commissione giustizia. Facciamo delle sedute lunghe e abbiamo chiesto ai colleghi, soprattutto a quelli del NCD, di dare un segnale di dialogo, di ritirare gli emendamenti ostruzionistici”.
La senatrice ribadisce la volontà di non derogare da alcuni punti fermi come quello di riconoscere tutti i diritti di coppia, anche quelli previdenziali e fiscali, con una legge di rango costituzionale. Vogliamo anche che tutte le coppie, dunque anche quelle tra omosessuali, abbiano la possibilità di avere una responsabilità genitoriale, dunque anche quella che qualcuno chiama ‘stepchild adoption’. E questo obiettivo può essere raggiunto anche con una maggioranza diversa da quella governativa. “Stiamo parlando della vita delle persone, di tante coppie, del futuro dei bambini”.

“Le è stato rimproverato – dice il moderatore rivolgendosi alla parlamentare del NCD- Area Popolare, Eugenia Roccella – di fare ostruzionismo, contro quelli che molti anni fa il cardinal Ruini chiamò ‘diritti immaginari'”.

“Non è vero. Noi non affrontiamo questi provvedimenti con un’ottica cattolica, ma laica”. L’NCD proprio sul fronte degli immigrati ha pagato prezzi altissimi, dice, vengo da una cultura radicale e allora avevo sempre vicino molti socialisti mentre il PCI parlava di ‘diritti borghesi’. “Se si volesse fare una legge per i diritti delle coppie basterebbe una settimana”. Per Roccella invece si vuole fare altro, e pensa al nodo più controverso, quello dell’adozione da parte delle coppie omosessuali e della procreazione attraverso una madre terza, col cosiddetto GPA, l’utero in affitto, per avere bambini commissionati come un qualsiasi prodotto commerciale.

Sull’utero in affitto il dibattito si accende. La senatrice Cirinnà chiede se la collega pensa a quanto avviene negli Usa dove si privatizza qualunque cosa, e se invece non dovrebbe invece riflettere sulla necessità di regolare una questione così delicata così come avviene in California o in Canada. “Anche la Svizzera – dice Cirinnà – ha la legge sul fine vita. Alcuni Paesi sono più avanti di noi. Se qualcuno vuole farlo noi non possiamo negarglielo”. Poi se la pratica dell’utero in affitto è l’abominio che si dice, allora dovremmo anche interrompere i rapporti col Canada e la California.

“Il problema – interviene Roccella – è nell’utero in affitto, io dico che è sbagliato farlo, perché è una pratica barbara che tratta le donne alla stregua di ‘contenitori'”.

“Ma il Governo si è impegnato a fare una legge sulle unioni civili?” chiede Maesano passando il microfono a Ivan Scalfarotto, del Pd, sottosegretario alle Riforme costituzionali.

“Il governo – risponde – c’entra pochissimo in questo caso. Ci sono posizioni diversissime. Il mio partito, il Pd, ha fatto un Congresso e vennero presentate tre mozioni e quella che prevedeva una legge sul modello tedesco, ottenne il 70% dei voti. Il mio partito porta avanti questo modello”. “Non c’è un ddl del Governo” anche perché, come avvenne ai tempi del divorzio, nella maggioranza ci sono posizioni assai diverse. Dunque su questo tema le maggioranze possono essere variabili. “Lo stesso Alfano – ricorda – ha detto che questo tema non ha nulla a che vedere con la vita del governo”.
Secondo Scalfarotto, Roccella e Iorio, hanno posto un problema interessante, quello dei nuovi diritti individuali e su questo l’Italia “ha un ritardo pazzesco”.
“Quando si parla di come si nasce, di come si muore, di come si fanno bambini” si parla di libertà essenziali, di autodeterminazione dell’individuo e su questo la politica in Italia crolla. “Noi siamo cittadini adulti e finché non tocchiamo la libertà degli altri, dobbiamo essere liberi della nostra vita”. Scalfarotto termina il suo intervento ricordando un episodio doloroso della sua vita, la morte del padre suicida. “Io voglio – dice – una legge come quella della Svizzera”.

“A distanza di parecchi anni – interviene Paolo Patanè già presidente Arcigay – è significativo ritrovarsi a discutere degli stessi argomenti”. Secondo Patanè, che si riferisce a quanto affermato da Roccella a proposito della stepchild adoption, è sbagliato utilizzare immagini forti, per influenzare l’opinione pubblica e che sono “parificabili a strumenti di terrorismo psicologico”.
“Piaccia o no – dice riferendosi al tema delle unioni tra omosessuali – qualunque forma di reciproca assunzione di responsabilità contribuisce al bene comune, al bene della società e questa è l’unica cosa che deve contare per il legislatore che deve fotografare questa realtà, il diritto della coppia ad essere famiglia”.

È la parlamentare socialista Pia Locatelli a chiudere ricordando la sua provenienza da una cultura riformista e gradualista che la spinge ad accettare anche passaggi intermedi non per ‘una mediazione al ribasso’ se questo significa compiere un passo verso un matrimonio egualitario. “Voglio – dice – un’equiparazione per le coppie omo ed etero” e invece ci sono nella politica lentezze ingiustificabili.
“Perché – si chiede – si discute con toni così accesi sul tema dell’utero in affitto, perché si parla di unione civili omo e non etero? Perché c’è un problema di omofobia”.
Locatelli ricorda un articolo di Cristina Obber, “Anche io ho sofferto di omofobia lieve”. “Quando parliamo di coppie omo quasi tutti noi soffriamo di un certo disagio”. “L’omofobia è una paura che non ha un fondamento oggettivo, ma la subiamo. Forse è questa la ragione per cui alcuni ostentano un’amicizia con omosessuali, perché subiscono questa forma di ‘omofobia leggera’. “Dobbiamo essere capaci di riconoscere questa nostra debolezza”.

Lorenzo Mattei

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