giovedì, 8 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Il Papa saluta gli Obama
e se ne va su una Fiat 500
Pubblicato il 23-09-2015


Obama_Papa_500Accolto con tutti gli onori alla base militare di Andrews dal presidente Obama circondato da moglie, figlie e suocera, Papa Francesco dopo i saluti di rito è salito su una modesta Fiat 500L, con la targa del Vaticano, e si è trasferito alla Nunziatura dove risiederà.

Usa_Papa_500È cominciata così, con un’immagine ‘forte’ la visita di sei giorni di papa Bergoglio negli Usa, un Papa che dimostra ancora una volta di saper maneggiare con grande efficacia la comunicazione. Con Obama ha ricordato le sue radici, figlio di una famiglia di emigranti, sottolineando come l’America stessa sia stata in grandissima parte edificata da immigrati mentre il presidente Usa lo ha ancora una volta ringraziato pubblicamente per il suo impegno diplomatico che ha portato alla fine dell’embargo Usa verso Cuba e ha poi sottolineato l’impegno ecologista contenuto nella ultima enciclica papale: “Voi ci ricordate che abbiamo un obbligo sacro di proteggere il pianeta, dono magnifico di Dio. Noi appoggiamo il vostro appello rivolto a tutti i leader mondiali per sostenere le comunità più vulnerabili al cambiamento climatico e per unirci per preservare il nostro prezioso mondo alle generazioni future”.

Usa_Papa_ObamaPrima di atterrare sul suolo americano ha anche però voluto rispondere a quanti, soprattutto tra i conservatori americani, lo accusano di essere ‘comunista’, peronista’, poco credente e addirittura ‘antipapa’. “Mi chiedete se sono cattolico? Se è necessario posso recitare il Credo…”. “Sono certo – ha detto ai giornalisti – che non ho mai detto una cosa in più che non fosse nella Dottrina sociale della Chiesa”. Forse “l’Enciclica, ha dato l’impressione di essere un po’ più ‘sinistrina’, ma è un errore di spiegazione”. “No, la mia dottrina su tutto questo, nella Laudato Sì, sull’imperialismo economico, è quella della dottrina sociale della Chiesa”.
Quanto al suo intervento al Congresso – la prima volta di un Papa – senza anticipare i contenuti del discorso, ha spiegato che per quanto riguarda Cuba toccherà piuttosto il tema degli “accordi bilaterali come segni di progresso e di buona convivenza”. A proposito della battaglia per la libertà di tanti cubani ha poi spiegato che “la Chiesa di Cuba ha fatto liste di detenuti cui concedere l’indulto. E continuerà a farlo”. “Quello della Chiesa Cubana è un lavoro di liste di indulti. Prima del mio arrivo ci sono stati oltre 3 mila indultati, solo in parte chiesti dalla Chiesa, e ancora ci sono casi in studio”. Pressato dalle domande su questo delicato aspetto della sua visita ha spiegato di non aver incontrato delegazioni di dissidenti perché “nessuna persona che ho salutato si è qualificata come dissidente” ma che comunque era stato deciso di “non dare udienze, né ai dissidenti né ad altri, perché questa era una visita a un Paese, e solo questo”. Quanto alla notizia che 50 dissidenti che volevano incontrarlo siano stati arrestati fuori dalla Nunziatura ha detto di “non avere notizie di quanto è successo”.

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento