domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Il Pd caccia chi sfiduciò
il sindaco renziano
Pubblicato il 16-09-2015


Pd espelle Sara BiagiottiLo scorso luglio otto consiglieri “ribelli del Pd” hanno prima proposto e poi votato una  mozione di sfiducia con la quale il sindaco renziano Sara Biagiotti è stata costretta a lasciare il suo incarico. Ebbene ora gli otto consiglieri sono stati espulsi dal Pd. Il tutto è accaduto a Sesto Fiorentino in provincia di Firenze. A decidere le espulsioni, la commissione di garanzia del Pd metropolitano di Firenze, con tre voti favorevoli e due contrari. La decisione, viene spiegato dal partito, è dovuta alla “gravità del comportamento dei consiglieri” che hanno creato “un danno all’immagine del Pd”.

Prima di diventare sindaco di Sesto Fiorentino, Biagiotti era stata con Maria Elena Boschi e Simona Bonafè coordinatrice della campagna delle primarie per la segreteria del Pd di Matteo Renzi nel 2012. Quindi a stretto contatto con il presidente del Consiglio. Il provvedimento, spiega una nota diffusa dal partito, comporta “la cancellazione dall’anagrafe degli iscritti e dall’albo degli elettori di tutti e otto i consiglieri comunali, Diana Kapo, Antonio Sacconi, Giulio Mariani, Laura Busato, Gabriella Bruschi, Maurizio Ulivo Soldi, Aurelio Spera e Andrea Guarducci”, che hanno promosso la mozione di sfiducia assieme a quattro consiglieri di Sel e ad uno del gruppo misto, fuoriuscito dal movimento cinque stelle.

“Tutti i tentativi di conciliazione e mediazione messi in atto dalla segreteria metropolitana, di concerto con quella Regionale ed infine dal Commissario del Pd sestese, Lorenzo Becattini, sono stati tutti rifiutati da parte degli otto consiglieri”, spiega la commissione.
L’ex sindaco, che  nei mesi scorsi aveva invocato l’espulsione dal partito dei consiglieri dissidenti, ha commentato l’allontanamento affermando che “quello svolto dalla commissione dei garanti del Pd è stato un lavoro nel pieno rispetto delle regole”. “Sono stati ascoltati tutti – ha detto – è stato un lavoro lungo due mesi e quindi i componenti sono arrivati a questa conclusione”.

“Un disposto chiaro – ha affermato il segretario  metropolitano del Pd, Fabio Incatasciato – che conferma in pieno le ragioni del deferimento. E’ una sconfitta per tutta la politica e un  momento di grande amarezza. Ma la commissione ha giustamente valutato  come un atto grave quale è una mozione di sfiducia ad un Sindaco, in assenza di questioni amministrative di rilievo, non abbia avuto nessun passaggio negli organi di Partito e soprattutto nel gruppo consiliare. Si è trattata di un’operazione politica tutta costruita con Sel, a  Sesto forza di opposizione sin dalle elezioni del 2014, che ha visto l’ostinato rifiuto a qualsiasi tentativo di mediazione che prima il  sottoscritto con segretario regionale, poi il commissario Lorenzo  Becattini, avevano portato avanti”.  Anche quella che ha sfiduciato Letta per portare Renzi a Palazzo Chigi è stata un’operazione politica, di altro livello, ma pur sempre un’operazione politica.

Una vicenda che non poteva passare inosservata e che ha suscitato il commento del deputato della minoranza del Pd Alfredo D’Attorre: “Se si pensa di risolvere i problemi nel Pd con le espulsioni, auguri”. “Il problema è  che dovremmo pensare ai tanti iscritti ed elettori che se ne sono andati in questi mesi dal partito. Mi preoccupano le autoespulsioni, piè che le espulsioni dei dissenzienti”.

Redazione Avanti!

 

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