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Opinioni e commenti
 

Immigrati. Blocco al Brennero per aiutare la Germania
Pubblicato il 02-09-2015


Profughi-BrenneroBerlino chiama, Roma risponde. L’Italia blocca così l’arrivo dei profughi diretti in Germania al Brennero dopo l’appello della Cancelliera Merkel, così come avvenuto lo scorso anno, quando a giugno, in vista del G7, la Germania sospese il tratto di Schengen e Bolzano divenne per tre settimane una sorta di piccola Lampedusa.

Dopo i numerosi arrivi registrati ieri nella Baviera, il Governo italiano ha risposto alla “richiesta della Germania comunicando la disponibilità a reintensificare, nel rispetto degli accordi di Schengen, i controlli al confine del Brennero, analogamente a quanto avvenuto in occasione del G7”. Lo spiega la Provincia di Bolzano, annunciando la disponibilità ad accogliere per qualche giorno – come misura temporanea per permettere alla Baviera di riorganizzarsi e fronteggiare l’emergenza – un numero di profughi stimati tra i 300 e i 400. “Non si tratta di una sospensione degli accordi di Schengen al Brennero, ma esclusivamente di un’intensificazione dei controlli”, ha precisato il governatore Arno Kompatscher, rettificando così un comunicato stampa della Provincia autonoma di Bolzano.

Il Governo italiano, ancora una volta, e in nome dell’Europa, accetta le richieste tedesche, anche se le spese per questo intervento umanitario straordinario saranno a carico dello Stato. Ma a far discutere è un altro punto, dopo mesi di braccio di ferro a Bruxelles, sulla questione “quote” quasi sempre osteggiata da Francia e Germania, ora è proprio Berlino, in seria difficoltà a fare appello alle “quote immigrati”. Il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier ha annunciato, parlando oggi a Berlino, un’iniziativa congiunta di Francia, Italia e Germania per “una più giusta distribuzione” dei migranti nell’Ue al prossimo incontro dei ministri degli Esteri a Lussemburgo.

Ancora più assurdo risulta che mentre in Ungheria si continuano a respingere i migranti e a bloccare nella stazione di Budapest quelli con regolare biglietto e mentre addirittura la polizia ceca decide di segnare i migranti in arrivo al confine con l’Austria un numero scritto a pennarello sul braccio, per identificare il treno e il vagone, il dito dell’Ue venga ancora una volta puntato sull’Italia. La Corte di Giustizia europea ha condannato l’Italia stabilendo che le spese che il nostro Paese fa sostenere ai migranti per il rinnovo del permesso di soggiorno sono troppo alte (tra gli 80 e i 200 euro).

Non solo, ma l’Unione Europea ha anche chiesto conto all’Italia di 63mila migranti spariti, ovvero non identificati. Sono i migranti che risultano ufficialmente entrati in Italia nei primi sette mesi di quest’anno di cui non c’è traccia sui registri di identificazione, la differenza fra i 92 mila accolti e i circa 30 mila registrati. La Commissione Ue ha scritto al governo Renzi per intimargli di far luce sui profughi spariti, sottolineando che la mancata raccolta dei dati dei migranti costituisce una violazione degli accordi europei e si chiedono ragguagli entro il 10 settembre.
Intanto l’Italia, comincia a fare fronte comune con Francia e Germania. I tre Paesi vogliono “una forte risposta” Ue sul fronte dell’immigrazione. Lo chiedono Paolo Gentiloni, Frank-Walter Steinmeier e Laurent Fabius, che hanno inviato un documento comune all’Alto Rappresentante Federica Mogherini con la richiesta che dell’argomento si discuta il 4-5 settembre a Lussemburgo.

Intanto in Germania la questione profughi viene presa sempre più di petto, tanto che il ministro dell’Interno Thomas De Maiziere sta verificando la possibilità di una modifica della Costituzione tedesca per poter gestire meglio l’emergenza profughi in Germania e velocizzare le procedure. Il ministro ha sottolineato: “Non abbiamo tempo da perdere la questione richiede decisioni rapide…”. Già il 24 settembre, la cancelliera Angela Merkel (CDU) incontrerà il Presidente per valutare la ripartizione degli oneri tra le autorità federali, statali e locali. In sostanza però i richiedenti asilo saranno divisi tra profughi (esempio i siriani) e immigrati (esempio i senegalesi).

Maria Teresa Olivieri

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