martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Immigrati. Schulz: “L’Ue rischia di dividersi”
Pubblicato il 03-09-2015


Ungheria-muro-anti immigratiSull’immigrazione l’Europa si trova ormai con le spalle al muro e non può più fingere di non vedere. Nella stazione della capitale ungherese continuano i disordini dopo l’assalto ai treni da parte dei profughi a cui è stato impedito da giorni di poter lasciare Budapest per la Germania e l’Austria. Un treno carico di profughi è partito in direzione del confine austriaco ma è stato fermato nella città di Bicske, dove l’Ungheria ha un centro di accoglienza per migranti. A Bicske la polizia ha cercato di trasferire i migranti in un centro di accoglienza, ma ha incontrato una forte opposizione e ha fatto risalire gli immigrati sul treno, ancora bloccato sui binari.

Orban: I leader europei non hanno saputo gestire la situazione
Mentre la situazione è ancora nel caos per gli immigrati in Ungheria, il presidente Viktor Orban, oggi a Bruxelles per una serie di incontri con i vertici comunitari per discutere dell’emergenza immigrazione, ribadisce la sua presa di posizione sulla gestione dei flussi migratori:”I leader europei hanno dimostrato chiaramente di non essere in grado, di non avere la capacità di gestire la situazione”. Aggiungendo: “È noto che tocca ai singoli Paesi controllare le frontiere esterne. E questo sta facendo l’Ungheria. Il trattato di Schengen è minacciato. Noi vogliamo mantenere libertà di movimento, per questo vogliamo difendere le frontiere. Senza un controllo severo delle frontiere è inutile parlare di quote”. “Detto tra noi – ha aggiunto il premier ungherese -, il problema non è europeo, è un problema tedesco. Tutti vogliono andare in Germania. Nessuno vuole restare in Ungheria, Slovacchia o Estonia. Vogliono andare tutti in Germania”.

Shulz: Egoismo europeo a risposte che dovrebbero essere comuni
Preoccupato è invece il Presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, che al al termine del suo incontro con il premier ungherese Viktor Orban, ha detto: “Quello che vedo è egoismo invece di risposte comuni, e non possiamo gestire la questione migratoria senza rispettare i principi europei”. Schulz non nasconde che si tratta di “un momento cruciale per l’Ue, che se continua così, rischia di dividersi”.

Il problema delle quote. Intesa Francia,Italia e Germania
Ma la linea di fermezza del premier ungherese è stata ribadita anche in un editoriale scritto per il quotidiano tedesco Frankfurt Allgemeine Zeitung, dove sostiene: “Il flusso di migranti in Europa minaccia le radici cristiane del continente e i governi dovrebbero controllare le loro frontiere prima di decidere quanti richiedenti asilo possano accogliere”. Orban sostiene inoltre: “La gente vuole che noi gestiamo la situazione e proteggiamo i nostri confini. Solo quando avremo protetto le frontiere ci si potrà chiedere quanti rifugiati possiamo accogliere o se ci debbano essere quote”.

Proprio intorno alla questione delle quote si è aperto l’incontro tra i ministri degli Esteri di Italia, Francia e Germania che ieri hanno firmato un documento comune per chiedere di rivedere le regole europee in materia di asilo e “un’equa ripartizione dei rifugiati sul territorio europeo”. Il documento, spiega la Farnesina in una nota, “mette in rilievo come, alla luce dei limiti e delle manchevolezze chiaramente mostrati dall’attuale sistema di regole europee in materia di asilo, creato ormai 25 anni fa, occorra rivederne contenuti e attuazione”. “Il documento è stato inviato all’Alto rappresentante dell’Unione europea, Federica Mogherini, con la richiesta che dell’argomento si discuta il 4-5 settembre a Lussemburgo in occasione della riunione informale dei ministri degli Esteri dell’Unione”, prosegue la nota. Ma anche questa volta la “grande esclusa” alla fine resta l’Italia perché alla fine la proposta che arriva a Bruxelles viene firmata dal duo Merkel-Hollande. I due leader suggeriscono le quote di migranti obbligatorie, “hanno deciso di trasmettere fin da oggi proposte comuni per organizzare l’accoglienza di rifugiati e una ripartizione equa in Europa” e soprattutto “per migliorare l’accoglienza dei profughi”, in vista del nuovo piano della Commissione Ue atteso per martedì. Lo ha reso noto l’Eliseo, dopo una telefonata tra Merkel e Hollande.

Mentre il presidente del consiglio italiano, Matteo Renzi, ribadisce da Firenze, il dovere che ha l’Europa: “Bisogna recuperare un ideale europeo che non è quello dell’accogliere tutti indiscriminatamente, perché non è possibile, ma del tentare di salvare tutti, e questo è un dovere”. “L’Europa – ha aggiunto Renzi durante un incontro a Firenze con il premier maltese Joseph Muscat – non può essere solo regole e astratte discussioni burocratiche. L’Europa è in quel Tir di Vienna, nelle stive delle navi, negli occhi delle persone che vogliono raggiungerla”.

Piano Ue: Redistribuire gli immigrati e sanzioni per chi non accoglie
Il vertice europeo si terrà il 14 settembre e parteciperanno i rappresentanti dei 28 paesi dell’Unione. Si discuterà dell’accoglienza dei migranti arrivati negli ultimi mesi nel continente. Intanto il Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, che mercoledì terrà il suo primo discorso sullo stato dell’Unione, annuncia che proprio il 14 settembre al vertice dei ministri di Interni e Giustizia, presenterà un piano per 120mila ricollocamenti intra-Ue in aggiunta ai 40mila già pianificati per Italia e Grecia, includendo anche l’Ungheria. Ognuno dei 28 Stati potrà dichiarare a priori se è disponibile ad accogliere una parte degli arrivi, ma se non vorranno fare la loro parte dovranno versare un contribuito economico che servirà a sostenere le spese dell’accoglienza negli Stati che si sono detti disponibili a concederla. Un modo anche per superare l’individualismo britannico dettato dal Premier David Cameron che però ora gli si sta ritorcendo contro. In queste ore l’opinione pubblica inglese mette sotto accusa il Premier per l’atteggiamento assunto nei confronti dei rifugiati, a dettare la linea non è solo la stampa Labour, ma anche quella di stampo conservatore. “David Cameron si sta mettendo dalla parte sbagliata della storia“, si legge ad esempio sul Telepraph.

Donald Tusk: Essere cristiani è amare gli altri senza distinzioni
Nel frattempo però si rischiano ulteriori crepe all’interno dell’Unione europea, il premier polacco Ewa Kopacz, sulla scia ungherese, ribadisce che il suo Paese non può permettersi di accettare migranti economicie sui richiedenti asilo, la Polonia è contraria alle quote di ripartizione automatica. In contrapposizione è invece un altro rappresentante polacco in Ue il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk che riprende le parole di Orban per contrastarle e apre la sua dichiarazione davanti ai giornalisti e durante la conferenza stampa con il premier ungherese affermando: “Io sono profondamente cristiano. Per me la cristianità sta nel principio fondamentale di ‘amare il prossimo tuo come te stesso’, cioè aiutare chi è in difficoltà senza distinzione di razza o di religione”.

Liberato Ricciardi

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