domenica, 11 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Immigrati. Vienna chiude i confini con l’Italia
Ultimatum della Merkel: hot spot o niente quote
Pubblicato il 15-09-2015


>>>ANSA/IL PARLAMENTO UNGHERESE APPROVA IL MURO ANTI-IMMIGRATIMentre l’Austria chiude i confini con l’Italia (il presidente della repubblica Sergio Mattarella sarà domani in visita ufficiale a Vienna), Angela Merkel dà un ultimatum all’Italia – hotspot subito o niente quote – il Governo ungherese sta progettando di estendere la barriera “anti-migranti” anche al confine con la Romania, in aggiunta a quella già esistente alla frontiera serba, e intende avviare i lavori preparatori. Ad annunciarlo ufficialmente, questa mattina, il ministro Peter Szijjarto mentre è entrata in vigore la legge che spedisce in carcere gli immigrati (174 profughi arrestati fino a oggi pomeriggio).Il Governo austriaco ha poi comunicato alla Commissione Ue che dalla mezzanotte di oggi saranno effettuati controlli sugli ingressi ai confini con Italia, Slovenia e Slovacchia. Ieri il governo austriaco aveva annunciato l’avvio di controlli temporanei solo sul confine con l’Ungheria, avvertendo però che avrebbe potuto avviarli anche nei confronti di altri Stati confinanti.


L’avevano annunciato tutti, da Viktor Orbàn a Peter Szijjarto, ed ora è diventata una triste realtà. Da oggi entrano in vigore le nuove leggi anti-migrazioni, che prevedono, tra l’altro, l’arresto di chi entrerà illegalmente nel Paese e con condanne fino a tre anni di reclusione. Inoltre, il muro ai confini con la Serbia è stato ultimato. La polizia ungherese sorveglia tutti i tratti dei confini con la Serbia per un totale di 175 chilometri, che è anche la lunghezza del muro anti migranti. Nonostante il vertice straordinario di Bruxelles di ieri, che si è chiuso senza un accordo sulle quote, l’Ungheria ha fatto una scelta ben precisa: respingere l’esodo umano e scavalcare il Trattato di Schengen. Dalla mezzanotte di oggi sono già stati arrestati 9.380 migranti entrati dalla Serbia, e chissà quanti ne verranno ancora ammanettati.

La nuova legge, oltre prevedere la reclusione per chi entra in modo irregolare, punisce chiunque tenti di danneggiare la barriera di filo spinato alta 4 metri. Il primo ministro Orbàn ha messo in allerta trenta giudici per processare per “direttissima” tutti i trasgressori. La riforma del codice penale ungherese, compiuta a fine agosto, prevedeva in questi casi, il carcere solamente per i trafficanti di esseri umani. Il giro di vite è stato deciso da quando, a inizio settembre, una marea umana di migranti attraversa il Paese magiaro per giungere in Germania.

Ieri i Paesi dell’Est Europa (Ungheria, Slovacchia, Repubblica Ceca e Romania) hanno spaccato l’Unione non concordandosi sui 120mila profughi da ricollocare. Anche la Polonia, con la premier Ewa Kopacz, ha dichiarato l’inutilità della ripartizione in quote. C’è una larga maggioranza di Stati, certo, ma non vi è l’unanimità. Un nuove vertice è stato indetto per l’8 ottobre. Fino a quella data possono, però, aggravarsi sia il flusso migratorio sia i sentimenti nazionalisti e xenofobi di molti partiti e movimenti europei, sfociando in episodi denigratori e di violenza. Tuttavia un barlume di speranza si è acceso. Infatti, i 28 Stati hanno dato il nullaosta per l’avvia della “fase 2” della missione navale EuNavFor Med che prevede l’uso della forza contro gli scafisti nel Mediterraneo.

La Francia intanto, attraverso le parole del ministro Bernard Cazeneuve, ha minacciato di percorrere la stessa strada dell’Ungheria qualora l’Italia non riuscisse a controllare i propri confini. La maggioranza qualificata per approvare il “piano immigrati europeo” ci sono. Ovviamente sarebbe preferibile l’unanimità per questioni di responsabilità oggettiva e di prestigio internazionale. Federica Mogherini, l’Alto Rappresentante Ue, è fiduciosa per un accordo collettivo e condivisibile da tutti i 28 Paesi membri.

Manuele Franzoso

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento