giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Immigrazione. Il nuovo inizio per l’Unione europea
Pubblicato il 10-09-2015


Immigrazione-Meloni-Craxi“Immigrazione. Il nuovo inizio per l’Unione europea”. Questo il titolo del dibattito che si è svolto alla Festa dell’Avanti!, in corso a Villa Osio, a Roma. Moderati da Andrea Pancani, vicedirettore del TgLa7 sul tema si sono confrontati Gianni Pittella, presidente del gruppo parlamentare S&D al Parlamento europeo, Bobo Craxi della segreteria nazionale Psi, Sandro Gozi, sottosegretario agli Affari europei, Ernesto Carbone, responsabile nazionale PA del Pd e Giorgia Meloni, presidente di “Fratelli d’Italia”.

PITTELLA: BENE IL PIANO JUNCKER – Dopo aver ricordato che le proposte dell’Ue sull’emergenza immigrazione si erano bloccate ai tavoli dei governi europei la scorsa primavera – facendo emergere un approccio miope dell’Europa – Pittella ritiene che le proposte della Commissione Juncker (di ridistribuire 120mila profughi, ndr) “vanno nella direzione giusta e puntano a smantellare gli egoismi di alcuni Governi”. “Il passo successivo – rileva Pittella – deve essere però la costruzione di una politica europea dell’immigrazione legale, che stabilisca diritti e doveri per i migranti, e di una strategia di lungo periodo per stabilizzare l’Africa.

GOZI: NON CI FERMEREMO SE VETO CONSIGLIO UE – E’ poi intervenuto Sandro Gozi, sottosegretario agli Affari europei che avverte che, in caso di veto al Consiglio Ue del prossimo 14 settembre – che deciderà sui migranti a maggioranza qualificata, – “il governo italiano non si fermerà: la responsabilità e la solidarietà sono a doppio senso. Non si può chiudere sui migranti e poi invocare i fondi regionali” ha aggiunto Gozi, ricordando che “affrontare il dramma dei profughi in fuga dalla guerra può diventare una opportunità per far ritrovare all’Europa le sue radici, la sua identità e dare risposte concrete”.

MELONI: MIGRANTI PER MANODOPERA A BASSO COSTO – Durante il suo intervento, Giorgia Meloni ha insistito su un concetto secondo cui “non è esatto che i migranti fanno lavori che gli italiani non intendono più fare”. “I migranti – continua il presidente di “Fratelli D’Italia” fanno lavori a condizioni economiche che gli italiani non accettano”. “In questa ottica – conclude Meloni – sono gli imprenditori che vogliono i migranti per avere manodopera a basso costo”.

CARBONE: ITALIA NON INFERIORE A GERMANIA – Il responsabile nazionale PA del Pd ha voluto sottolineare che – come spirito di accoglienza e solidarietà – “il nostro Paese non è inferiore alla Germania. Quanto accaduto oggi lo chiediamo da anni”.

CRAXI: IMMIGRAZIONE FATTORE DI CRESCITA ECONOMICA E SOCIALE – Al dibattito è intervenuto Bobo Craxi membro della segreteria nazionale Psi, spiegando che “l’Europa avrà un vantaggio non uno svantaggio dall’immigrazione. La gente ha paura? Ma siamo di fronte a numeri residuali, rispetto al Libano che ha accolto 800mila siriani e alla Tunisia che ha accolto un milione di libici”. L’esponente socialista ha poi aggiunto che il nostro Paese deve operare in due direzioni: in primo luogo contribuire a risolvere il conflitto tra sciiti e sunniti, e poi contribuire a risolvere il conflitto israelo-palestinese “senza dare l’impressione di essere di parte”. A margine della Festa, Craxi ha detto che “quando si sarà spenta l’eco dell’emergenza e delle strumentalizzazioni politiche e si svilupperà una coerente azione di governo sull’immigrazione, si scoprirà che, a lungo termine, essa sarà un fattore di crescita, economica e sociale, per l’intera Unione europea”. “Sul tema dell’immigrazione – continua l’esponente socialista – “è evidente che l’emergenza sia proporzionale alle responsabilità pregresse dell’Occidente nell’aver sostenuto i processi di disgregazione nel Mediterraneo e in Medio Oriente. L’Italia, tuttavia, ha un compito”, prosegue Craxi “che non è solamente quello di riorganizzare il proprio sistema di accoglienza, ma un obiettivo politico d’eccellenza: quello di essere una nazione attiva sul piano diplomatico, per incrementare un possibile dialogo tra le fazioni arabe in lotta fra loro, nonché quello di considerare ancora la pace in Medio Oriente, tra Israele e Palestina, come prioritaria e decisiva rispetto all’evoluzione del quadro politico dell’area. Non saremo travolti dall’emotività”, conclude l’esponente Psi, “se saremo capaci di lavorare sia sul fronte interno, sia sul piano politico”.

Silvia Sequi 

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