martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Inps. Volontaria: entro
il 30 settembre
il versamento
Pubblicato il 15-09-2015


Scade mercoledì prossimo – trenta settembre – il termine ultimo utile per corrispondere all’Inps i contributi volontari relativi al secondo trimestre di quest’anno (aprile – giugno 2015). Al riguardo è appena il caso di precisare che nel 2015 per coprire un anno di contribuzione volontaria occorre una spesa minima di 2.909 euro. E se si è stati autorizzati dopo il 31 dicembre del 1995 si dovrà addirittura spendere 523 euro in più. Il 30 settembre – come già indicato in apertura – scade appunto il termine per il pagamento riferito al trimestre aprile – giugno, il secondo dei quattro appuntamenti previsti per il corrente anno (gli altri due sono rispettivamente fissati al 31 dicembre e 31 marzo 2015). L’aumento, in confronto al 2014, è dovuto alla consueta lievitazione delle retribuzioni di riferimento, aggiornate all0 0,20% per via dell’inflazione. La «volontaria» – si ricorda – coinvolge numerosi ex lavoratori (soprattutto donne) che hanno scelto di continuare l’assicurazione provvedendo in proprio, con lo scopo di maturare comunque il diritto alla pensione. Da un’occhiata sommaria alle tabelle, i cui vigenti parametri sono indicati in un’apposita, specifica  circolare Inps, si nota facilmente come costa sempre di più «farsi» una prestazione pensionistica da soli, per chi si è ritirato prima del tempo dall’attività lavorativa. Non solo, ma in passato – si sottolinea – la sola autorizzazione al versamento ha costituito un ottimo scudo per difendersi dalle novità progressivamente introdotte in materia di requisiti pensionistici. Anche se, dopo la riforma Monti-Fornero, ora non è più così.

Valori 2015. Le somme da corrispondere differiscono a seconda della decorrenza dell’autorizzazione: prima o dopo dicembre 1995. L’ammontare del contributo volontario si ottiene, infatti, applicando alla retribuzione di riferimento (quella dell’ultimo anno di lavoro) l’aliquota contributiva vigente che per gli ex dipendenti è pari al 27,87%, se autorizzati sino al 31 dicembre 1995, e al 32,87% (33% per le quote eccedenti i 46.123 euro annui) per le autorizzazioni successive.

Esiste anche una retribuzione base (minimale), pari al 40% del minimo di pensione mensile. In altri termini, per il 2015, con un minimale di retribuzione settimanale pari a 200,76 euro, il contributo non può essere inferiore a 64,85 euro per i soggetti autorizzati sino al 31 dicembre 1995 e a 55,84 euro per le autorizzazioni successive.

Il pagamento dei contributi volontari può avvenire in tre modi diversi:

1) utilizzando il bollettino Mav (pagamento mediante avviso);

2) online, sul sito internet;

3) telefonando al numero verde gratuito 803.164, utilizzando la carta di credito

Una protezione vulnerabile. La possibilità di versare volontariamente in occasione delle precedenti riforme ha sempre costituito una vera e propria polizza assicurativa. A cominciare dall’elevazione del minimo di contributi richiesto per la vecchiaia, innalzato da 15 a 20 anni dalla riforma Amato del 1993, dove è prefigurata la conservazione dei «vecchi» 15 anni in favore dei soggetti autorizzati alla volontaria entro il 31 dicembre 1992. Per non parlare dei famosi «blocchi» temporanei delle pensioni di anzianità, avvenuti più volte tra il 1994 e il 1998, che in questi casi non hanno trovato applicazione,

Adesso la musica è cambiata. Soltanto un ristretto numero di contribuenti volontari è infatti rientrato nella schiera dei cosiddetti “salvaguardati” dall’inasprimento dei requisiti pensionistici della riforma Fornero. Ciò non toglie che la richiesta di autorizzazione alla prosecuzione volontaria, inoltrata alla cessazione o sospensione del servizio lavorativo, sia inutile. Non costa nulla e non è soprattutto impegnativa (nel senso che non si è affatto obbligati a continuare a versare fino alla quiescenza).

L’INIZIATIVA “IN AGOSTO INSIEME ALL’EXPO” CONTINUA A SETTEMBRE

Sono 45mila le attestazioni rilasciate dall’Inps a pensionati e lavoratori che, grazie a “In agosto insieme all’Expo”, l’iniziativa congiunta di Inps ed Expo 2015 attuata anche con la partnership di Trenitalia, potranno visitare gratuitamente Expo Milano 2015. Per consentire infatti a tutti i richiedenti di partecipare all’iniziativa, si è deciso di estenderne il periodo di fruizione: queste persone avranno difatti anche tutto settembre per visitare l’Esposizione Universale. Analogamente, in settembre, Trenitalia continuerà ad offrire, a coloro che possiedono l’attestazione Inps, uno sconto del 50% sul prezzo del biglietto per raggiungere Milano. Sono stati 15.910 gli aventi diritto che nel mese di agosto si sono recati a Expo. Oltre il 60% di questi visitatori è arrivato da Lombardia, Piemonte e Veneto; circa tre quarti hanno un’età inferiore ai 65 anni. Tra i pensionati, nove ultranovantenni hanno sfruttato questa opportunità. L’iniziativa era rivolta ai pensionati che nel 2014 hanno percepito una pensione lorda inferiore a 10mila euro e ai lavoratori iscritti alle gestioni Inps che, sempre nel 2014, hanno avuto un imponibile previdenziale inferiore a 10mila euro. Per avere il biglietto gratuito di ingresso a Expo Milano 2015, le persone interessate hanno seguito l’apposita procedura on-line, attiva dal 15 luglio al 31 agosto all’indirizzo, per la quale occorreva disporre del Pin Inps, che si ottiene seguendo la consueta procedura disponibile sul sito dell’Istituto, oppure chiamando il numero verde o ancora recandosi presso una delle sedi territoriali dell’Ente. È invece possibile acquistare il biglietto del treno scontato del 50% presso tutte le biglietterie e le agenzie di viaggio abilitate, presentando l’attestazione Inps ricevuta per prendere parte all’iniziativa e un documento d’identità, o chiamando il call center Trenitalia. Il progetto ha promosso l’acquisizione del Pin da parte di un sempre maggior numero di utenti, circostanza che ora permette loro di fruire dei nostri servizi online. Sono quasi 100mila i nuovi Pin attivati dai potenziali beneficiari nel lasso di tempo interessato.

Inps. Effetti riduzione limiti retributivi 

Dal 1° maggio 2014 il livello remunerativo massimo onnicomprensivo annuo di chi riceve emolumenti o retribuzioni a carico delle finanze pubbliche è fissato in 240mila euro, limite riferito al primo presidente della Corte di cassazione (articolo 13 del decreto-legge n. 66 del 2014 convertito con modificazioni dalla legge n. 89 del 2014). La riduzione dei trattamenti economici ha effetto sul calcolo dei trattamenti di quiescenza, di fine servizio e fine rapporto, con riferimento alle anzianità contributive maturate dal 1° maggio 2014, degli iscritti alla gestione dipendenti pubblici dell’Inps. La circolare 153 del 24 agosto 2015 fornisce le istruzioni operative, analizza la normativa vigente, ne stabilisce l’ambito di applicazione e spiega gli effetti del limite ai fini previdenziali.

Inps, edilizia: riduzioni contributive 2015

Con messaggio n. 5336 del 17 agosto 2015 si comunica che, a decorrere dal 1° settembre 2015, le aziende del settore dell’edilizia potranno inoltrare istanza finalizzata alla riduzione contributiva applicabile sui periodi di paga da gennaio a dicembre 2015, con accesso al beneficio nella misura fissata per il 2014, pari al 11,50%. Destinatari dell’agevolazione contributiva sono i datori di lavoro classificati nel settore industria con i codici statistici contributivi da 11301 a 11305 e nel settore dell’artigianato con i codici statistici contributivi da 41301 a 41305, nonché caratterizzati dai codici Ateco 2007 da 412000 a 439909. Le istanze relative al 2015 dovranno essere inviate esclusivamente in via telematica. Per le modalità di determinazione della contribuzione su cui operare la riduzione e dei soggetti aventi diritto, vai alla circolare n. 75 del 10 aprile 2015.

Carlo Pareto 

                                                                   

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