venerdì, 2 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Intercettazioni, la Camera dice sì tra le proteste
Pubblicato il 23-09-2015


IntercettazioniIl disegno di legge che riforma il processo penale è stato approvato stamattina dalla Camera e passa al Senato. A Montecitorio ha avuto 314 voti a favore, 129 contro mentre in 51 si sono astenuti. Lo scoglio maggiore che ha provocato un intenso dibattito con proteste vivaci delle opposizioni, è nella parte del dl che dà una delega al Governo per legiferare in tema di intercettazioni. Però non c’è “nessuna delega in bianco”, ha tenuto a precisare il ministro della Giustizia, Andrea Orlando. L’opposizione più dura è stata quella del Movimento 5 stelle, di Lega e SEL, mentre i parlamentari di Forza Italia si sono astenuti.

I deputati grillini con la bocca chiusa da un bavaglio, hanno protestato in Aula alzando dei cartelloni con la scritta ‘legge bavaglio’ contro le nuove norme che arrivano a prevedere il carcere per le cosiddette ‘registrazioni fraudolente’. Critiche anche dalla Federazione Nazionale della Stampa (FNSI), il sindacato dei giornalisti. A proposito delle intercettazioni che possono essere definite fraudolente e quindi mandare in carcere chi le fa, Raffaele Lorusso, segretario della Fnsi, fa notare che non tutte le notizie di rilievo sono quelle penalmente rilevanti.

Forti riserve anche dall’Associazione Nazionale Magistrati (ANM) che ha definito la riforma “molto deludente”, un intervento “disorganico” e “senza coerenza”. È il giudizio del presidente dell’Anm, Rodolfo Sabelli, secondo cui “Ci sono molte ombre accanto a qualche luce. E chi si attende effetti risolutivi sui tempi della giustizia penale avrà una grossa delusione”. Le riserve riguardano in particolare la scadenza di 3 mesi, prorogabile di altri 3, per chiedere il rinvio a giudizio o l’archiviazione dopo che i pm hanno notificato la conclusa indagine e l’eventuale avocazione al pg.

Qui di seguito un riassunto dei punti principali della riforma:

ESTINZIONE REATO
Nei reati procedibili a querela il giudice dichiara estinto il reato, sentite le parti e la persona offesa, quando l’imputato ripara interamente il danno mediante restituzione o risarcimento ed elimina le conseguenze del reato. La regola è che il danno sia riparato prima che abbia inizio il dibattimento.

AMPLIAMENTO DIRITTI PARTE OFFESA
A 6 mesi dalla denuncia la persona offesa ha diritto di conoscere lo stato del procedimento, attribuendole così un potere di controllo e stimolo all’attività del pm. Alla persona offesa inoltre si dà anche più tempo per opporsi alla richiesta d’archiviazione, che nel caso di furto in abitazione dovrà in ogni caso esserle comunicata.

FURTI E RAPINE
Aumenta la pena minima per furto in abitazione (ora sarà da 3 a 6 anni), per furto aggravato (da 2 a 6 anni) e rapina semplice (da 4 a 10 anni) e aggravata.

VOTO DI SCAMBIO
Pene in aumento anche per il voto di scambio politico-mafioso, che dagli attuali 4-10 anni passerà a 6-12.

TEMPI INDAGINE
Il rinvio a giudizio o l’archiviazione dovranno essere chiesti dal pm entro 3 mesi, prorogabili di altri 3 dal pg presso la corte d’appello se si tratta di casi complessi, dalla scadenza di tutti gli avvisi e notifiche di conclusa indagine. Per i delitti di mafia e terrorismo il termine però sale automaticamente a 12 mesi. In caso di inerzia del pm c’è l’avocazione d’ufficio del fascicolo disposta dal pg.

APPELLO
Le parti potranno accordarsi su alcuni motivi d’appello condivisi, sempre con il vaglio del giudice. È prevista l’emanazione di linee guida da parte del pg presso la Corte di appello per i pm di udienza.
Nel caso di appello del pm contro una sentenza di proscioglimento per motivi attinenti alla valutazione di una prova dichiarativa (ad esempio una testimonianza) il giudice di appello dovrà rinnovare l’istruttoria.
Si rendono più rigorosi e specifici a pena di inammissibilità i motivi di appello, così come sono scanditi con maggiore puntualità i requisiti della sentenza in modo da rendere più agevole e al tempo stesso semplificare le impugnazioni.

DEFLAZIONE RICORSI
Il ricorso in Cassazione subisce un incisivo restyling. Da un lato aumentano le sanzioni pecuniarie in caso di inammissibilità dei ricorsi, dall’altro si introduce una disciplina semplificata per l’inammissibilità per vizi formali nei casi in cui non sia già stata dichiarata dallo stesso giudice che ha emesso il provvedimento impugnato. È poi previsto che in caso di ‘doppia conforme’ di assoluzione il ricorso per cassazione possa essere proposto solo per violazione di legge. Si allargano inoltre le ipotesi di annullamento senza rinvio.

PENA PECUNIARIA E DETENTIVA
Per incentivarne l’utilizzo si consente al giudice, nel determinare la pena pecuniaria in sostituzione di quella detentiva, di tener conto anche della condizione economica dell’imputato e si abbassa da 250 a 75 euro il valore di conversione di un giorno di reclusione.

INTERCETTAZIONI
Il governo dovrà predisporre norme per evitare la pubblicazione di conversazioni irrilevanti ai fini dell’indagine e comunque riguardanti persone completamente estranee attraverso una selezione del materiale relativo alle intercettazioni. Nessuna restrizione dunque quanto ai reati intercettabili, ma anzi si semplifica il ricorso alle intercettazioni per i reati contro la pubblica amministrazione. Nella delega non c’è previsione di pene carcerarie a carico dei giornalisti.

INTERCETTAZIONI FRAUDOLENTE
È prevista la delega per punire (fino a 4 anni) la diffusione di captazioni fraudolente di conversazioni tra privati diffuse al solo fine di recare a taluno danno alla reputazione e all’immagine. La punibilità è esclusa quando le riprese o registrazioni costituiscono prova di un processo o siano utilizzate per l’esercizio del diritto di difesa e del diritto di cronaca.

Redazione Avanti!

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