lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Intergruppo parlamentare
per eutanasia e fine vita
Pubblicato il 15-09-2015


Eutanasia

A 2 anni dalla presentazione della legge popolare depositata dall’Associazione Luca Coscioni, nasce l’Intergruppo parlamentare per l’eutanasia legale e il testamento biologico. La prima riunione è in programma mercoledì 16 settembre.

“Ci siamo rivolti ai parlamentari, con l’aiuto della sottosegretaria Ilaria Borletti Buitoni e delle onorevoli Pia Locatelli e Marisa Nicchi, per invitarli a partecipare alla costituzione di un Intergruppo parlamentare – spiegano Marco Cappato, Filomena Gallo e Mina Welby – per sollecitare una discussione in Parlamento”.

Alla Camera, oltre alla proposta di legge popolare, sono depositate altre Pdl, sul fine vita e sul testamento biologico, tra cui quella presentata da Pia Locatelli a inizio legislatura.

Alla riunione, che si terrà in Sala Salvadori alla Camera dei Deputati, hanno già aderito e preannunciato la propria partecipazione decine di parlamentari di ogni schieramento politico.


Un insopportabile ritardo
di Pia Locatelli

Il ritardo del nostro Parlamento rispetto ai diritti è noto. Spesso, troppo spesso, siamo stati chiamati a legiferare solo in seguito a interventi esterni: la Corte europea che ancor oggi ci sollecita una legge sui matrimoni omosessuali; o le sentenze della magistratura, come è avvenuto per il progressivo smantellamento della legge sulla procreazione assistita; o la realtà dei fatti, come è stato per l’approvazione del divorzio breve. Tra i grandi diritti violati quello su cui incombe il più assoluto silenzio, al punto che fino ad oggi nessuna delle proposte di legge presentate, in questa o in altre legislature, è mai stata calendarizzata, è quello della possibilità di scegliere come finire la propria vita. Tema delicatissimo che va dal testamento biologico all’eutanasia, attiva e passiva, sul quale ancora una volta il vuoto normativo rischia di essere colmato dai fatti.

Non dobbiamo dimenticare che mentre in gran parte d’Europa è prevista una normativa che permette ai malati terminali di avere una morte dignitosa, noi non riusciamo nemmeno ad approvare una legge sul testamento biologico, così che chi non è più in grado di esprimere la propria volontà, finisce per sottostare a ciò che è ritenuto opportuno dal medico curante o da altri, senza che quanto abbia espresso quando era cosciente sia vincolante per gli operatori sanitari e per i familiari.

Tutti noi ricordiamo i casi di Piergiorgio Welby e di Eluana Englaro, ma ignoriamo gli altri innumerevoli casi quotidiani, lasciati alla pietà dei medici o alle decisioni dei familiari, che sono lì a dirci che di fatto un’eutanasia silente, non dichiarata, in parte già esiste.

E’ di oggi la notizia che l’ospedale di Trento dà ai pazienti la possibilità di indicare ai medici se, in caso di un precipitare delle loro condizioni, vogliono o meno dare il consenso a trattamenti come l’alimentazione forzata o la ventilazione artificiale. Non è certo un testamento biologico giuridicamente valido, ma comunque qualcosa che gli si avvicina molto.

La prima proposta di legge che ho presentato all’inizio di questa legislatura riguarda proprio il fine vita, il diritto all’identità e al rispetto dei propri principi. Ognuno di noi può scegliere se e come curarsi ed è assurdo che questo diritto venga meno quando non si è più capaci di intendere. La pdl in sintesi prevede che chi abbia espresso la propria volontà in materia di cure sanitarie in forma scritta, con data certa e firma autenticata da due testimoni, la veda rispettata anche quando non sarà più in grado di confermarla.

Anche questa proposta non è mai stata calendarizzata. Per questo ho raccolto prontamente le sollecitazioni dell’Associazione Luca Coscioni a costituire un intergruppo parlamentare per arrivare a discutere di una legge sul fine vita. L’idea, lanciata prima dell’estate, ha trovato immediato riscontro tra numerosi parlamentari di diversi schieramenti, e ci auguriamo di riuscire ad arrivare in tempi brevi a predisporre un testo base e a far sì che venga discusso. Siamo consapevoli che su un tema così delicato non potrà esserci una convergenza di tutti: il nostro primo obiettivo è quello di costruire una proposta largamente condivisa, ma ben vengano anche proposte diverse. L’importante è che se ne discuta e che si legiferi. Non costringiamo i nostri cittadini e le nostre cittadine, come già sta avvenendo – e come è avvenuto per altri diritti -, a dover andare all’estero per avere una morte dignitosa.

Pia Locatelli

Eutanasia (e non solo) a Congresso
L’annuncio di Marco Cappato sulla nascita dell’Intergruppo parlamentare

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