domenica, 20 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Interrogazione presentata dai senatori Buemi e Longo
Pubblicato il 15-09-2015


Interrogazione

Ai Ministri dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e delle politiche agricole, alimentari e forestali. – Premesso che:

la Sardegna, seconda isola più estesa del mar Mediterraneo è ricca di montagne, boschi, pianure, corsi d’acqua, coste rocciose e lunghe spiagge sabbiose e per la varietà dei suoi ecosistemi l’isola è stata definita metaforicamente come un micro-continente;

in epoca moderna molti viaggiatori e scrittori hanno esaltato la sua bellezza, rimasta incontaminata almeno fino all’età contemporanea, nonché immersa in un paesaggio che ospita le vestigia della civiltà nuragica;

tra le bellezze naturali, a pochi chilometri da Cagliari, vi è il Complesso Forestale Marganai, composto da sei unità gestionali ricadenti nei comuni di Iglesias, Fluminimaggiore, Domusnovas, Buggerru, Gonnesa. Tra queste la foresta demaniale di Marganai, la cui superficie totale è di circa 5560 ettari;

il clima del complesso è quello tipico delle zone meridionali sarde con estati calde, lunghe ed asciutte ed inverni miti e moderatamente piovosi con surplus idrico da ottobre a maggio e con un deficit idrico nei mesi di luglio, agosto e parte di settembre. La vegetazione del complesso è rappresentata principalmente da macchia mediterranea, pascolo ed attività mineraria. Seguono in termini di diffusione i boschi di latifoglie a dominanza di leccio e corbezzolo. Le sugherete per lo più miste al leccio sono diffuse maggiormente nell’Inglesiente e nel Fluminese. Le aree artificiali sono rappresentate prevalentemente da rimboschimenti puri o misti di conifere. L’area del massiccio è altresì ricca di numerosi endemismi tra cui l’Helichrysum montelinasanum, Ophris holoserica subsp. chestermannii e Sesleria insularis subsp. morisiana, ed altre specie orofile. I corpi costieri di Funtanamare e Portixeddu rivestono un particolare interesse dal punto di vista ambientale-sistematorio, infatti rappresentano esempi notevoli di consolidamento dunale iniziati a partire dai primi anni cinquanta;

nel territorio vive una fauna molto interessante: cinghiali, martore, volpi, gatti selvatici, conigli, lepri, ma anche il raro geotritone del’Iglesiente, la raganella sarda e il discoglosso, poi pernici, colombacci, ghiandaie, merli, poiane, sparvieri, gheppi, falco di palude e pescatore, qualche coppia di aquila reale e falco pellegrino. Sono presenti anche mufloni e cervi, grazie al programma di ripopolamento intrapreso negli anni ’70;

tanto premesso per quanto concerne la ricchezza ambientale del citato territorio,

risulta piuttosto inquietante l’atteggiamento di certi amministratori locali, come il sindaco di Domusnovas (CI), che pretendono di trattare il bosco – nel caso specifico la Foresta demaniale del Marganai (Iglesias, Domusnovas, Fluminimaggiore) – come se fosse un banale deposito di legna da ardere o da biomassa;

non sono soltanto docenti universitari e professionisti del settore ad essere molto preoccupati per le nuove politiche forestali e, in particolare, quelle inerenti la Foresta demaniale del Marganai, ma soprattutto i cittadini, consapevoli dei gravi ed evidenti rischi di erosione;

il taglio della foresta causerà indubbiamente nefaste conseguenze ambientali, con gravi alterazioni al terreno, un incremento del ruscellamento e dell’erosione, la riduzione della capacità ricostitutiva della copertura vegetale, la scomparsa di alcune delle specie animali e così via;

il quotidiano “Il Corriere della Sera” del 7 settembre 2015 titola una delle pagine della cronaca “La selva preistorica del Sulcis che diventa legna da ardere“;

«tanto più che» riporta l’articolo di stampa «l’Europa è disponibile in questi casi a intervenire finanziando la conservazione di aree di particolare interesse…. E allora perché Comune ed Ente Foreste non scelgono questa alternativa? ….Forse per altri interessi?... Tesi della giunta: relazione sbagliata. «Il nostro territorio l’abbiamo sempre difeso», ha spiegato il vicesindaco «Ogni santo giorno in Comune c’è la processione. Non c’è lavoro, le persone non sanno come andare avanti. Noi dobbiamo dare una risposta». Di quanti occupati parliamo? «Su un taglio di 35 ettari di lecceta, 50/60 persone. Una boccata d’ossigeno per sette/otto mesi, poi per altri sei mesi potranno contare sul sussidio di disoccupazione». «Perché se contestate quei risultati non commissionate uno studio scientifico?». «Gli esperti bisogna pagarli e il Comune non ha soldi, siamo alla disperazione, con i disoccupati che vengono in municipio tutti i giorni. Non possiamo buttare i soldi per gli studi». Testuale. Come se un errore catastrofico non avesse poi conseguenze catastrofiche: desertificazione, frane, disastri ad ogni «bomba d’acqua»;

nel frattempo, L’Unione Sarda titolava scandalizzata sui fondi europei: «Por e Pac, Sulcis maglia nera: non sa spendere 58 milioni». Sintesi: «Nella provincia più povera d’Italia il 63% dei fondi assegnati non è stato ancora speso…». In compenso, il sindaco Angioletto Deidda e la sua giunta, quelli senza soldi per gli studi, hanno deciso di dare 3.647 euro a un avvocato perché quereli il giornalista Pablo Sole, che da mesi denuncia i rischi del disboscamento. Ha scritto qualcosa di falso? No, dice la delibera: ha «messo in cattiva luce l’operato dell’Amministrazione…»;

considerato che:

è stata in proposito presentata una petizione popolare, sottoscritta da più di 3.200 cittadini, al Presidente della Regione autonoma della Sardegna e al Commissario straordinario dell’Ente Foreste della Sardegna per fermare i tagli boschivi,

si chiede di sapere:

quali urgenti iniziative intendano intraprendere i Ministri in indirizzo, nell’ambito delle rispettive competenze, al fine di scongiurare il taglio di 540 ettari di bosco, che provocherà senza alcun margine di dubbio il peggiore disastro ambientale.

Enrico BUEMI, Fausto Guilherme LONGO

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