giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Interrogazione presentata in Consiglio regionale della Sardegna
Pubblicato il 15-09-2015


CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE PERRA, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di fermare il taglio di 540 ettari di bosco nel compendio di Marganai e porre rimedio ai gravi danni già provocati con il disboscamento di 35 ettari del territorio.
Il sottoscritto Consigliere,
PREMESSO CHE:
– mentre sempre più forte si afferma la coscienza universale della “sacralità” dell’albero e dell’inestimabile valore del patrimonio boschivo, rispetto alla tutela e alla preservazione del nostro pianeta, in Sardegna si sta consumando un gravissimo disastro ambientale con il disboscamento già realizzato di 35 ettari di bosco, che dovrebbero diventare 540 in sei anni, all’interno del compendio naturalistico di Monte Linas – Marganai, per ricavarne legna da ardere e materia prima per la produzione di pellet;
– la foresta demaniale di Marganai, la cui superficie totale è di circa 5560 ettari, rappresenta uno degli ultimi esempi di foresta mediterranea spontanea cresciuta su strati rocciosi formatisi in oltre 600 milioni di anni, un unicum, dal punto di vista naturalistico, per la diffusione di boschi di latifoglie a dominanza di leccio e corbezzolo, con la presenza di numerose specie endemiche, che costituiscono l’habitat per una grande varietà di fauna selvatica, tra cui cervi e mufloni, reintrodotti grazie al programma di ripopolamento intrapreso negli anni ’70;
– un patrimonio ambientale su cui Ente foreste e Comune di Domusnovas nel 2009 hanno predisposto un progetto che prevedeva di radere al suolo 300 ettari di lecceta (diventati 540) di proprietà regionale, acquistati nel 1979 dall’allora Azienda foreste demaniali con fondi pubblici per circa un miliardo di lire;
CONSIDERATO CHE:
– diverse autorevoli voci del mondo scientifico si sono levate per sollecitare il blocco del progetto, denunciando il pericolo che il taglio della foresta possa causare «nefaste conseguenze» ambientali, con «gravi alterazioni» al terreno, un «incremento del ruscellamento e dell’erosione», la «riduzione della capacità ricostituiva della copertura vegetale», la «scomparsa di alcune delle specie», effetti che, a seguito del disboscamento dei 35 ettari, sono già stati evidenziati nelle valutazioni relative alle direttive europee per la gestione del sito di importanza comunitaria (SIC), compreso nel compendio del Marganai;
EVIDENZIATO CHE:
– nei giorni scorsi il Corriere della Sera titolava a tutta pagina “La selva preistorica del Sulcis diventa legna da ardere” sottolineando anche lo spreco scellerato di una risorsa inestimabile per un presupposto e risibile ritorno economico proclamato dagli amministratori del comune di Domusnovas;
– i benefici annunciati sono palesemente illusori ed inesistenti rispetto all’immensità ed irreversibilità del disastro ambientale ed economico prodotto e potenziale, mentre risultano inutilizzati 58 milioni di fondi europei stanziati per il Sulcis e l’Unione Europea dispone risorse a favore della salvaguardia delle aree boschive;
– risulta quantomeno antieconomico realizzare un progetto per la produzione di legna da ardere sul compendio del Marganai, ove, anche a non voler considerare il valore del patrimonio boschivo, si considerino esclusivamente i costi finora sostenuti per la sua crescita e tutela;
– risulta ancor più antieconomico ed ingiustificabile il voler finalizzare il taglio di una foresta di grande rilevanza ambientale alla produzione di pellets, prodotto per il quale, come certificano senza alcuna eccezione tutte le aziende produttrici, “si esclude il bisogno di tagliare alberi: infatti i costi di una simile operazione renderebbe il prodotto antieconomico e dannoso per l’ambiente”;
SOTTOLINEATO CHE:
– enti regionali che gestiscono risorse pubbliche non possono avvallare progetti basati su scelte anacronistiche e contrarie in primis all’interesse dello stesso territorio che si vorrebbe beneficiare, e che si troverà per primo a subire le conseguenze del dissesto idrogeologico causato dal disboscamento;
– oltre 3000 cittadini hanno sottoscritto una petizione popolare, rivolta al Presidente della Regione e al Commissario straordinario dell’Ente Foreste della Sardegna, con la richiesta di fermare i tagli boschivi nel loro territorio;
CHIEDE
di interrogare il Presidente della Regione e l’Assessore dell’Ambiente per sapere:
1. se non ritengano necessario intraprendere urgenti iniziative, nell’ambito delle rispettive competenze, al fine di porre immediata fine al disboscamento della foresta del Marganai e porre rimedio ai gravissimi danni ambientali già prodotti dalla passata stagione di tagli;
2. quali provvedimenti intendano altresì adottare per scongiurare definitivamente il taglio di 540 ettari di bosco, al fine di evitare le ulteriori e ben più drammatiche conseguenze di un disboscamento di tale portata che determinerebbe la scomparsa di un quarto del patrimonio boschivo del compendio del Marganai, compromettendo gravemente l’intero territorio e con gravi ripercussioni per tutta la regione.

Cagliari, 11 settembre 2015

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