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Opinioni e commenti
 

La bambina che
parlava alla luna
Pubblicato il 24-09-2015


La bambina che parlava alla luna

La bambina che parlava alla luna

Sabato 19 settembre. Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli. La sezione Anpi Ragazze della Resistenza, con il presidente Andrea Barbetti, ospita Nunzia Volpe. Nunzia è una giovane scrittrice lombarda di origini napoletane e da pochi anni è entrata nel mondo della scrittura. Luca Granato e Elisabetta Fonti, volontari dell’Anpi, hanno presentato il suo primo romanzo: “La bambina che parlava alla luna”. Gabriella Foletto ha letto parti del testo, accompagnata dal ritmo incalzante e trasportatore della musica. La bambina protagonista del romanzo è Maria, trasferitasi ad Orcignano, paese d’invenzione, a casa dei nonni paterni, negli anni ’40. La pace idilliaca del paesino è spezzata dall’arrivo delle truppe naziste, dal rumore delle pallottole, dalle grida di amici e parenti. Dopo poche ore, di Orcignano non rimane quasi nulla. Tra i pochi superstiti la piccola Maria, salvatasi perché rimasta tutta la notte su un ulivo, simbolo di protezione e speranza.

Un tema riconducibile all’infanzia dell’autrice: “Sono cresciuta con mia nonna, che nell’estate del ’44 era poco più che una ragazzina. Viveva in provincia di Napoli, in un paesino sperduto, proprio come Orcignano. In seguito ai bombardamenti degli alleati su Napoli, molti fuggirono. Mia nonna e la sua famiglia ospitarono così molti disperati, prevalentemente donne e bambini. Questo romanzo è quindi legato alla memoria storica, al racconto orale”.

E a chi è indirizzato?
“Ai ragazzi, alle scuole. Quest’estate in cinque licei della Lombardia è stato assegnato agli studenti come lettura. E’ giusto che i ragazzi, e non solo, conoscano cosa è accaduto perché nessuno, oggi e domani, possa negare. Mi sono documentata per scriverlo, è stata dura, emotivamente molto impegnativo, anche perché ho deciso che non avesse senso privare il romanzo di una descrizione che fosse il più possibile realistica e dettagliata, descrizioni purtroppo che non hanno assolutamente niente di inventato”.

Non possiamo negare, purtroppo, che la storia si ripete. Come guardi a quello che succede oggi,  a questo arrivo in massa di migranti che fuggono da guerra e povertà e all’aperto razzismo di molti?
“Il mio obiettivo sono i giovani perché viviamo in un paese dove non c’è memoria storica. Più passa il tempo e più aumenta il rischio che questi fantasmi ritornino. Oggi in Italia stiamo correndo dei grossi rischi, non capisco come molti cancellino fette di storia. Bisogna, quindi, ricordare il passato per applicare gli insegnamenti al presente”.

Come è nata l’idea?
“E’ nata per caso, o forse no. Mentre mandavo curriculum – sono pur sempre una precaria – ho iniziato a scrivere di nascosto. In due anni e mezzo è nata “La bambina che parlava alla luna””.

È stato subito un successo: il romanzo è il secondo ebook vincitore della quinta edizione di “Io Scrittore”, torneo letterario promosso dal Gruppo Editoriale Mauri Spagnol. E’ stato inoltre segnalato dalla XXVIII edizione del Premio Letterario Italo Calvino.
Mentre in sala scorrevano immagini di testimoni sopravvissuti alle stragi naziste, l’applauso del pubblico ha abbracciato un’emozionata Nunzia.

Francesca Fermanelli

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