lunedì, 18 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

La Cascata delle Marmore
e i luoghi francescani
Pubblicato il 29-09-2015


Ponte romano a Narni

Ponte romano a Narni

Le iniziative per valorizzare il territorio italiano sono molteplici in tutte le regioni. Il Gal ternano ha indetto per settembre tre eco tour di fine settimana per giornalisti ed operatori turistici al fine di  far conoscere tutti i luoghi francescani della  provincia e decantare, non a torto, arte, enogastronomia e itinerari che trovano nella Cascata delle Marmore, con i suoi 165 m circa, l’espressione più alta di come due fiumi, Velino e Nera, si “uniscono con precipitosa disinvoltura”. Già dal tempo dei Romani la pianura reatina era fertilissima e il Velino vi spadroneggiava spargendo i detriti che ingrossavano il letto facendo di tutto il suo invaso un alveo ampio e lacustre.  Convogliato il fiume con ingegnose bonifiche a confluire sul Nera attraverso la famosa cascata tra le più alte d’Europa, si ebbe la possibilità di  eliminare gli allagamenti a macchia d’olio con il deflusso nel fiume sottostante  da cui prende il nome la Valnerina.

Il fenomeno, sia quando aprono a tempo le chiuse, sia durante la precipitazione, è straordinario con nebulizzazioni nell’aria che regalano spesso arcobaleni incrociati, tralignanti da un sole incerto nelle stagioni invernali ma sempre capace di dare gioia ai bambini e stupore ai visitatori. Il percorso si può iniziare dalle Mummie di Ferentillo, frati che  dopo l’editto di Napoleone vennero sepolti in massa nella cripta della chiesa di Santo Stefano e ritrovati durante il restauro quasi intatti, conservati dalla calce versatavi per evitare pestilenze. Nelle vicinanze maestosa c’è l’abbazia benedettina  del XII sec.  di  San Pietro in Valle, dolcemente adagiata su un pianoro del Monte Solenne a 400 m di quota, visibile dalla via Nerina. E’ un gioiello di architettura sobria, ad aula unica rettangolare, senza transetti: ricorda in piccolo la Cappella degli Scrovegni affrescata da Giotto a Padova. Per gli amanti del vino e dell’olio, nonché di una gastronomia semplice ma genuina, il viaggio si snoda lungo strade  costellate di vigne e cantine pronte a soddisfare qualunque palato.

Cascata delle Marmore

Cascata delle Marmore

Visitare Narni con il famoso ponte romano diroccato con la parte mancante adagiata sottostante sul greto del Nera, come una matrona sul triclinio in attesa dell’omaggio della storia, lascia perplessi: i ponti romani, e questo conferma l’eccezione alla regola, sono stati costruiti per sfidare i secoli.

La  storica cittadina, con le sue grotte ritrovate per caso da un gruppo di speleologi  nella seconda metà del secolo scorso, dopo l’abbandono per volere napoleonico e il successivo crollo di uno sperone del convento dei Domenicani, fa respirare entro le sue mura  ancora aria medievale. Il Gal nella persona del suo presidente Albiano Agabiati, coadiuvato dall’Organizzazione Alimo che ne ha curato ogni dettaglio logistico accompagnando  nei luoghi i partecipanti, ha offerto per una fruizione completa dei luoghi tutto ciò di cui disponeva, facendo partecipare le istituzioni delle città visitate che hanno accolto il gruppo di circa 50 invitati. Stoncone ed Amelia dal punto di vista architettonico sono da visitare ed offrono meraviglie nelle cisterne dell’acqua, nelle mura ciclopiche e nelle architetture intatte che parlano di tempi passati e di splendori ancora visibili in ogni palazzo di Amelia. Stroncone, più piccola, ma egualmente significativa dal punto di vista artistico e strutturale, domina la valle con un panorama più volte immortalato dai pittori stranieri che nell’Ottocento venivano nel ternano ad effigiare le meraviglie paesaggistiche. Lo stesso Corot ne suoi dipinti ce ne offre testimonianza. Da non dimenticare Arrone e il suo castello lungo l’itinerario prestabilito, e tanti altri luoghi pervasi di cultura, arte e storia in attesa di chi li visita e li racconta.

Guerrino Mattei

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