mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

MARCIA IN EUROPA
Pubblicato il 04-09-2015


Immigrati marcia Vienna

Diceva Seneca “Non si ferma il vento con le mani”. Così bloccati per giorni alla stazione di Budapest, alcuni immigrati hanno deciso alla fine di raggiungere l’Austria a piedi. Si tratta di circa 200 rifugiati partiti decisi a raggiungere Vienna (a 240 chilometri di distanza). Il gruppo, scortato dalla Polizia ungherese, ha attraversato il Danubio sul ponte Elisabetta e si dirige verso l’autostrada M1 (Budapest-Vienna).

L’Ungheria inasprisce le leggi contro gli immigrati
Per strada molti di loro cantavano ironicamente “Grazie signor Orban”. La decisione di partire è stata dettata non solo dalla necessità ma anche da un Governo con una linea sempre più dura nei confronti degli immigrati. Il Parlamento, dopo aver dato via libera al muro con la Serbia, ha anche approvato nuove leggi contro gli immigrati: tre anni e mezzo contro chi varca illegalmente il confine. Non meno gentile è stata la richiesta del ministro degli Esteri ungherese Sziijarto, che intimato gli immigrati di lasciare la stazione di Keleti, “Che non è un campo profughi”.

Altre 500 persone ancora ferme alla stazione di Bicske
La situazione ungherese resta nel caos anche per la situazione creatasi alla stazione ferroviaria di Bicske, 50 chilometri da Budapest. Un centinaio di profughi, giunti in treno per essere trasferiti nel campo per rifugiati che sorge in questo piccolo centro di 12mila abitanti, si rifiuta di seguire gli agenti ungheresi che vorrebbero trasferire i migranti in un campo rifugiati. Un blocco che ha causato le tensioni e i tafferugli con la polizia Scesi sui binari chiedono di essere lasciati liberi di raggiungere la Germania. Ciò che più temono gli immigrati è essere registrati, secondo gli accordi di Dublino, infatti, un richiedente asilo fa domanda e aspetta la risposta alla sua richiesta nel primo Paese dell’Unione europea in cui entra, oggi dopo le proteste con al polizia, circa 500 persone si sono rifiutate di abbandonare il convoglio mentre altre sono state trasferite al campo di accoglienza.

Si ammorbidisce la linea “dura” di Cameron contro gli immigrati
Mentre Orban continua con la linea dura, diversa è la situazione oltremanica: dopo aver visto l’opinione pubblica estremamente contraria alle sue politiche restrittive sull’immigrazione, David Cameron afferma di esser pronto ad assumersi le sue “responsabilità morali” e, secondo quanto riporta il sito del Guardian, sarebbe pronto ad annunciare l’accoglienza nel Regno Unito migliaia di rifugiati siriani in più, direttamente dai campi profughi dell’Onu.

Pentagono: la crisi durerà almeno vent’anni
La situazione non è passata inosservata agli occhi degli States, non solo la denuncia del New York Times contro la polizia ungherese, ma a intervenire sono anche le Istituzioni: il generale Martin Dempsey, capo di Stato Maggiore delle forze armate Usa si è detto seriamente “preoccupato” per l’emergenza profughi che ha definito “una crisi reale”, sottolineando la necessità per tutti di agire “sia unilateralmente che con gli alleati”, considerando ciò che sta avvenendo “come un problema generazionale” e mettendo sul piatto adeguate risorse che permettano di affrontare la crisi per almeno 20 anni.

Onu: Ue riaffermi i valori sui quali è stata costruita
Sempre dagli Usa arriva anche l’appello dal Palazzo di Vetro. L’Alto commissario per i rifugiati dell’Onu, Antonio Guterres, ha chiesto all’Unione europea una sistemazione per almeno 200.000 rifugiati e un “programma di dislocamento di massa” per coloro che godono di un “titolo valido per la protezione” in particolare per l’Alto rappresentate per i rifugiati occorrono “modifiche fondamentali” delle regole dell’asilo: non solo sistemazione logistica dei rifugiati ma anche programmi scolastici e riforma dei permessi per entrare legalmente in Europa. Guterres sostiene che l’Ue “non ha altra scelta che mobilitare tutta la forza che ha intorno a questa crisi. L’unico modo per risolvere il problema è mettere a punto e attuare una strategia comune, fondata su responsabilità, solidarietà e fiducia”, sottolineando che vanno aiutati quegli Stati, come Grecia, Ungheria e Italia, ai cui confini preme l’ondata di migranti. Infine Guterres ha bacchettato l’Europa sostenendo che “la solidarietà non può appartenere solo a pochi Stati”. Precisando: “Per l’Europa è arrivato il momento della verità e di riaffermare i valori sui quali è stata costruita”.

Salvini: Al Cara Mineo ospitiamo immigrati senza diritto di asilo
Mentre in Europa si tenta di trovare una soluzione alle quote tra i litigi dei Paesi membri, in Italia dopo la cordata di solidarietà seguita all’immagine del bambino trovato morto sulla spiaggia di Bodrum, Matteo Salvini, dopo aver inveito contro gli immigrati oggi si è recato al Centro accoglienza del Cara Mineo, spostando l’attenzione contro l’Isis: “Aprire corridoi umanitari in Siria? Sì li c’è la guerra, lì c’è il 40% del territorio occupato dal califfato islamico, quindi lì veramente bisognerebbe intervenire con le bombe per sterminare quelle bestie”.
Prima di entrare nella struttura, Salvini ha annunciato che indagherà sulla nazionalità dei presenti. Una volta uscito, il responso: “Ad oggi sono presenti 3.042 ospiti, di cui 2.900 uomini. Sulle nazionalità lascio a voi giudicare. Tra Eritrea, Libia e Siria ce ne sono due, solo due ospiti delle nazioni per cui l’Europa prevede il diritto d’asilo”.

Nencini: a festa Avanti manca solo Salvini, meglio litigare con lo specchio
Contro il leader della Lega le affermazioni del segretario del Psi, Riccardo Nencini che parlando della festa dell’Avanti!: “Una Festa dell’Avanti eccellente, la più importante del quinquennio. il tema ‘caldo’ dei diritti civili e il nodo migranti”. “Discuteremo di Italia ed Europa – ha proseguito Nencini – di riforme e di economia, di istituzioni e di migrazioni. In ogni dibattito verranno presentate le proposte socialiste. Sul palco mancherà solo Salvini. Invitato, ha declinato. Meglio litigare con lo specchio”, ha concluso.
Il tema dell’immigrazione è stato poi affrontato dal Vice ministro ai Trasporti durante il suo incontro stamane con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “È stato un incontro cordialissimo”, ha dichiarato Nencini al termine dell’incontro. “Ho rappresentato al Presidente la preoccupazione del fenomeno immigrazione e la necessità di fronteggiarlo, difendendo i diritti umani. Gli ho poi parlato del lavoro che stiamo facendo per le infrastrutture nel mezzogiorno e di Matera capitale europea della Cultura 2019”, ha concluso Nencini.

Maria Teresa Olivieri

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