sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

La ‘prescia’ di Renzi
Pubblicato il 17-09-2015


A Roma si chiama ‘prescia’, fretta in italiano. La prescia è quella del Presidente del Consiglio per approvare la cosiddetta riforma del Senato. Pur di ottenerla ci sta stressando tutti, lasciando intendere di essere pronto anche alle elezioni anticipate pur di ottenerla. Che di solito non è una buona cosa perché questo malmesso Paese ha bisogno di tutto fuorché di un’altra estenuante campagna elettorale condita di slogan e promesse irrealizzabili. E per di più ci andrebbe probabilmente con il ‘consultellum’, che potrebbe davvero riservare qualche sorpresa visto che è una legge di risulta, tutta proporzionale, dopo la sforbiciata della Consulta al premio di maggioranza e l’irrisolto quesito sulle preferenze.
Per quanto Renzi abbia l’attitudine al gioco d’azzardo, c’è davvero da dubitare che rischi di perdere l’uovo di oggi per una gallina che potrebbe non vedere mai domani.

Piuttosto l’aria è quella dell’ammuina, con un Paese frastornato dal rissoso dibattito attorno all’eleggibilità dei futuri senatori, quasi a coprire dietro una cortina di fumi massmediatici i nodi irrisolti del rilancio del Paese e della stabilizzazione dei conti pubblici. E di avere tra le mani una pistola pronta a sparare per tenere a bada i suoi oppositori, interni ed esterni.

Di certo si sta combattendo una battaglia fierissima tra i cosacchi che hanno occupato il Palazzo d’Inverno e i bolscevichi che vorrebbero riprenderselo. I ‘rossi’ rischiano di dover lasciare il Nazareno nelle mani degli ultimi arrivati, fino a ieri la ‘bianca’ minoranza del partito; e la riforma del Senato sembra l’ultima trincea prima della disfatta.

Che poi questa riforma, se rimane così com’è, col combinato disposto della nuova legge elettorale, finisca per aprire la strada a un possibile futuro regime, sembra quasi un particolare trascurabile. Che le nuove Camere di parlamentari per tre quinti di ‘nominati’ siano in condizione di esprimere con un quarto dei voti espressi maggioranze bulgare e di fare ‘cappotto’ nominando tutti i poteri di ‘controllo’, compreso il Presidente della Repubblica e i giudici della Consulta, pare questione secondaria. Stiamo azzoppando la democrazia liberale parlamentare, ma l’importante è fare presto, subito, di corsa.

“Gatta presciolosa fece gattini ciechi”, dicono a Roma. Qui pare cieca anche la gatta.

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Commenti all'articolo
  1. Auspico di andare alle elezioni con il “consultellum” perlomeno il popolo tornerà ad assumersi la responsabilità di chi va in parlamento. La tanto bistrattata (dalla casta) prima repubblica aveva governi che duravano poco, ma dietro c’erano i voti, oggi c’è l’amico dell’amico e chi non sta con me “peste lo colga”. Stanno costruendo una democrazia popolare anni ’60. Capisco che agli ex-comunisti e a quelli di cl possa star bene ma a noi?

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