lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

La sinistra fredda
Pubblicato il 14-09-2015


Una notizia buona e una cattiva. La buona: senza passione, senza toccare i sentimenti a sinistra non si vince. La cattiva: i laburisti riscoprono Marx cancellato dalla storia e diventano il primo partito alla ‘Podemos’ aderente al PSE. Delle due, temo sia la seconda a prevalere e temo che gli inglesi non gradiscano. C’è un però. La vittoria di Jeremy Corbyn apre una voragine su almeno un paio di riflessioni. Se si vince addirittura doppiando gli avversari deve esserci un motivo forte. Penso di conoscerlo. L’incapacità del socialismo europeo di leggere i radicali cambiamenti in corso, prigioniero com’è tra una SPD solo governativa e chiusa in un rapporto esclusivo con la Cdu anche al Parlamento Europeo e l’uso di una bussola incapace ormai di orientare in un mondo nuovo. Tecnocrati e burocrati quando dovremmo essere pionieri.
Oggi viviamo una formidabile fase di passaggio, in nulla diversa per dimensioni da quella che sconvolse la transizione della societa’ agricola verso quella industriale. Globalizzazione e società della conoscenza – tecnologica, mobile, flessibile, più fragile e meno strutturata – non si navigano con la bussola medievale degli amalfitani. Siamo stati sopraffatti, impreparati, da un mondo che ci è’ apparso all’improvviso e che invece incubava da tempo. La crisi del ceto medio e le trasformazioni nel mondo del lavoro hanno tolto alle socialdemocrazie la base più larga del consenso. Aggiungo che dentro la paura, dentro l’insicurezza è più facile per i populisti farsi spazio. Nel vuoto che si è aperto, siderale, si e’ infilato il passionale Jeremy Corbyn, il filo marxista Jeremy Corbyn. Vince in questo spazio bianco e vince sulle rovine del Labour, appena sconfitto da Cameron. Vince parlando al cuore di compagni delusi non alla testa degli inglesi. Vince per sfidare, non vince per competere. La passione e’ indispensabile ma da sola muore presto. Eppure, se alla via d’uscita scelta dal laburista eretico non si contrappone un’altra lettura, un secondo romanzo altrettanto passionale ma credibile e dunque realizzabile, il ribaltamento del Labour è un rischio che potrà essere vissuto anche da altri partiti socialisti.
Eccola là, tutta allineata, la sinistra italiana che aveva investito su Tsipras. Dallo stretto di Corinto alla Manica. Sempre alla ricerca di un papa straniero, ma pronta a tradirlo non appena il papa deve fronteggiare la dura realtà del governare. Da stasera gioisce: ha cambiato la foto sul comodino. E questa è la seconda riflessione.
Abbasso Corbyn, viva Corbyn.

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Segretario Psi - viceministro dei Trasporti

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Commenti all'articolo
  1. Condivido l’articolo.
    Domanda: anziché eliminare l’imu e la tasi ai ricchi non è più opportuno pagarla tutti secondo l’irpef e togliere tutte le tasse alle aziende per gli utili reinvestiti in azienda (lo diceva anche Karl Marx sarà che sono un marxista alla Corbyn).

  2. Segretario sommessamente mi permetto di fare qualche breve riflessione sull’articolo. Io credo che la vittoria di Corbyn possa aiutare tutto il Socialismo Europeo a ritrovare la sua ragione d’essere nelle società del XXI secolo. Un economista francese Thomas Piketty ha scritto un libro “Il capitale del XXI SECOLO” ebbene questo signore mi ha colpito quando sostiene che il problema del futuro non è la produzione della ricchezza, ma la sua distribuzione. Sono pienamente d’accordo con questa impostazione. Le diseguaglianze nel mondo crescono giorno dopo giorno. In Italia segretario, durante la crisi, i ricchi sono diventati sempre più ricchi. Dati Banca d’Italia dell’anno scorso hanno messo in luce, che il 50% della ricchezza nazionale è in mano ad appena il 10% degli Italiani. Papa Francesco più volte è intervenuto proprio su questo, dichiarando che la disuguaglianza è la radice di tutti i mali sociali. Negli ultimi anni in Italia si sono fatti strada politiche neo liberiste che nulla hanno a che fare con il Socialismo Italiano ed Europeo. Il ceto medio che ha abbandonato il Socialismo l’ha fatto perché non l’ha tutelato più nessuno. Obama che non è un Socialista, anche se qualcuno dice il contrario, ha messo in campo con grande determinazione, politiche di tutela del ceto medio americano. Il Socialismo è nato per tutelare i più deboli, coloro che non hanno voce, i lavoratori, le famiglie, una sanità ed una scuola pubblica, i diritti civili, lottare contro la corruzione e l’evasione fiscale che ammonta a cifre iperboliche nel nostro paese. Questo è il partito Socialista che io vorrei. Un piccolo esempio è equo togliere l’IMU e la Tasi sulla prima casa a Berlusconi ed a quelli come lui ?

  3. Caro Riccardo, condivido la Tua analisi e le considerazioni che fai sulla crisi del socialismo britannico. Ma le tue approfondite riflessioni dovranno essere di sprone per noi socialisti italiani per non commettere gli errori dei socialisti inglesi ed europei alla “Blair”, o meglio alla “Renzi”.
    Il socialismo democratico e riformista ha da tanto tempo messo in soffitta e rifiutato il marxismo e le sue varie interpretazioni. Oggi non possiamo condividere le idee della cosiddetta sinistra radicale, di Podemos, Siryza o, per restare più vicini a noi, di Sinistra Ecologia e Libertà di Vendola.
    Ma il rifiuto del radicalismo non deve farci commettere l’errore di rifugiarci in idee e/o azioni in netto contrasto e antitesi con i principi del socialismo democratico e riformista.
    Certo, caro segretario, una attenta riflessione per tutti quelli che in Italia si definiscono ancora socialisti e una analisi seria e approfondita per il nostro prossimo congresso che dovrà definitivamente sancire la scelta del liberal – socialismo per il futuro del nostro paese

  4. Santo Dio, ma non comprendiamo che un Gino Strada alla guida del Labour non riuscirà mai a governare? La società si cambia con le idee e i programmi utili a governare non con un radicalismo fuori dalla storia e dal senso comune del mondo attuale. Una sinistra confinata nell’angolino piace alle destre, meno dovrebbe piacere a chi vuole difendere le ragioni di chi soffre. I meriti e i bisogni, ricordate? E ‘ ancora questa la strada politica, mentre i problemi sono cambiati e si sono complicati di molto. Seguire la via inglese al socialismo sarebbe catastrofico e non solo per noi.

    • Ancora con questi meriti e bisogni!
      Si dimentica che sono passati quarant’anni e dobbiamo delle risposte a chi è nato negli anni ’90 e nel primo decennio del XXI secolo e le aspettative sono quelle del 2050. La tecnologia avrà un posto di primo piano e aiuterà il genere umano a risolvere i problemi della nostra “piccola astronave” TERRA. Tutto cambierà, ma sembra che per la nostra classe dirigente l’unico problema sia quello di mantenere lo scranno e per i nostalgici del craxismo di guardare con la testa rivolta all’indietro dimenticando che Craxi e il craxismo si rivaluta facendo i Socialisti e non i servi a renzi e al pd. Un cordiale saluto. Compagno Luigi Proia.

  5. Sarà pure che i laburisti inglesi hanno riscoperto Marx cancellato dalla storia, ma potrebbe anche essere, più semplicemente e senza scomodare il passato, che hanno letto questa intervista rilasciata dal Presidente degli Stati Uniti Barack Obama al New York Times il 24 luglio:
    “.. una delle cose interessanti di cui non parliamo abbastanza è il contrasto tra quanto avvenuto negli Stati Uniti e quanto avvenuto in molti altri paesi in via di sviluppo ed in particolare in Europa. Succede raramente di avere la fortuna di esaminare due approcci di politica economica, seguendoli lungo l’arco di molti anni e di vedere quale ha funzionato.
    E il fatto è che ci sono molti paesi europei che hanno seguito le prescrizioni che i Repubblicani della Camera stanno chiedendo ora, e questi paesi non solo stanno ben più indietro di noi in termini di crescita, in molti casi i loro debiti e deficit sono attualmente aumentati perché le loro economie sono effettivamente in recessione….
    Ma, in qualche modo, abbiamo qui una prova, un’evidenza. Non si tratta di argomenti astratti. Noi sappiamo cosa è necessario per far crescere la nostra economia ora e subito. E se facciamo crescere la nostra economia, e le famiglie della classe media stanno meglio, e crescono i prezzi delle case, e ci sono lavori a salari buoni, ecco cosa abbatterà i debiti e i deficit nel modo più veloce possibile.”

    Potrebbe essere allora che i laburisti Inglesi hanno semplicemente preso atto del fallimento delle politiche di austerità attuate in Europa.
    Il PSE ( ultimamente non pervenuto ) deve cominciare a mettere seriamente in discussione queste politiche che hanno creato solo recessione e, in ultima istanza, peggiorato i conti pubblici degli stati. Altrimenti lo faranno altri.
    I Socialisti europei devono tornare a porre con forza il tema dello sviluppo e della crescita, degli investimenti pubblici, del sostegno alla domanda, dell’occupazione e del lavoro, della redistribuzione del reddito come elemento di giustizia sociale e potente fattore di sviluppo.
    Forse è il caso di far capire ai nostri alleati del PD di ascoltare meno la Merkel e più Obama.

  6. Ha parlato il segretario del partito socialista più perdente della storia d’Italia dalla sua fondazione ultracentenaria. La candidata blairiana almeno è arrivata al 4%, pur essendo stata sonoramente battuta più di tutti nel Labour. Questo PSI invece non arriva all’1% e poi non è vero che la sinistra è fredda, perché Podemos, Syriza, la Linke e il Labour di Corbyn non sono affatto freddi, freddo è il PSE, mentre il PSI è surgelato.

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