lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Lavoro. La previdenza nella prossima Legge di Stabilità 
Pubblicato il 03-09-2015


Taglio della Tasi per le prime case e proroga per il 2016 della decontribuzione per le assunzioni. Nella «Finanziaria», (l’attuale legge di stabilità), con ogni probabilità ci sarà anche il rinnovo del contratto del pubblico impiego e la perequazione delle pensioni oltre al pacchetto-imprese.

Perequazione pensioni

Archiviata in via definitiva la questione dei rimborsi della perequazione non effettuata nel 2012 e 2013 lo scudo di protezione dei trattamenti pensionistici dalla svalutazione monetaria provocata dalla perdita del potere d’acquisto, si avvia alla normalità dei tre scaglioni prefigurati dalla legge 388/2000, con la copertura piena per le pensioni fino a tre volte il minimo, nella misura del 90% per le fasce da tre a cinque volte il minimo Inps e del 75% per i trattamenti eccedenti tale soglia reddituale. Scatterà dal 2017, come ha annunciato il ministro Pier Carlo Padoan, e con questo passaggio dovrebbe concludersi la perdurante, interminabile fase di interventi transitori di contenimento delle misure di indicizzazione degli assegni previdenziali derivati direttamente dalla crisi finanziaria. Restano comunque da reperire le copertura per il trascinamento 2016 e non è da escludere che si possa anche ipotizzare un ampliamento dello schema di perequazione su cinque fasi valido ancora un anno e che per giunta è sicuramente meno onerosa.

Più flessibilità e tutele ai lavoratori

Le formule allo studio sono differenti mentre è garantito l’impegno: per l’anno prossimo l’esecutivo licenzierà norme di maggior flessibilità per il pensionamento senza però pregiudicare gli equilibri finanziari del sistema previdenziale pubblico, contabilmente rafforzato con la riforma del 2011. L’anticipo sarebbe posto a carico di chi lo richiede con una decurtazione dell’assegno (tutta ancora da delineare) ma rimarrebbe da coprire numerariamente le uscite che si determinano sulla maggiore spesa. Tra le indicazioni suggerite dall’Inps una attiene in particolare i lavoratori over 55enni con una prestazione di sostegno al reddito in scadenza, per i quali si mirerebbe a una indennità economica di ultima istanza o “reddito minimo”. Il ministro Poletti ha poi anche preso impegni per un consolidamento ulteriore del programma di contrasto alla povertà in fase di sperimentazione nelle grandi città e al Sud. Si potrebbe partire, in quest’ultimo caso, con un incremento  graduale e progressivo dei fondi già stanziati fino al tetto di 1,5 miliardi nel 2016.

La decontribuzione verso il bis con un format più selettivo

I dati Inps sul mese di giugno confermano l’effettiva possibilità che a fine anno si consegua l’obiettivo di un milione di nuovi contratti che usufruiscono della decontribuzione triennale (fino a 8.060 euro). La stima è una maggiore spesa fiscale per 5 miliardi sulle competenze del 2016 (1,8 miliardi per il 2015), esattamente quanto prefigurato in Stabilità. Il gruppo di monitoraggio sull’attuazione del Jobs Act voluto da Giuliano Poletti sta facendo i primi conti. La decontribuzione 2.0 potrebbe essere prevista ma sarà un pò diversa da quella in vigore quest’anno con lo scopo precipuo di dare una spinta significativa a un mercato del lavoro congelato. Se la replica ci sarà, di certo sarà molto più selettiva, magari con un’attenzione al meridione e alle donne. E con ogni probabilità non ci saranno più clausole come quella che adesso permette l’accesso al beneficio contributivo soltanto se i neo-assunti non hanno avuto un contratto a tempo indeterminato per almeno sei mesi. Anche per questa misura, restano tutte da individuare le nuove fonti finanziarie.

Inps. Bando di concorso convitti Inps a gestione diretta 

All’esito del bando pubblicato in data 16 luglio 2015 con scadenza 20 agosto 2015, sarà pubblicato, per i posti ancora disponibili, un bando di concorso Convitti Inps a gestione diretta (Ospitalità residenziale e diurna) in favore di studenti frequentanti la scuola primaria e la scuola secondaria di I e II grado, figli di lavoratori o di pensionati del settore privato, figli di disoccupati o di inoccupati, figli di dipendenti o di pensionati del settore pubblico non iscritti o non utenti della Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali e della Gestione assistenza magistrale. Sarà possibile consultare il bando alla seguente pagina: Home>Concorsi e Gare>Iniziative welfare, assistenza e mutualità>Concorsi welfare, assistenza e mutualità>Bandi Nuovi. La domanda dovrà essere trasmessa esclusivamente in modalità telematica, accedendo dalla home page del sito internet istituzionale www.inps.it nell’area Servizi on line, dalle ore 12,00 del giorno 2 settembre 2015 e fino alle ore 12,00 del giorno 10 settembre 2015. Per presentare l’istanza bisogna disporre del Pin Inps. Chi non ne fosse già in possesso può richiederlo accedendo al sito dell’Istituto o chiamando il numero verde 803.164 oppure recandosi presso una delle sedi territoriali dell’Ente di previdenza. In sede di inoltro della richiesta sarà necessario dichiarare di aver presentato Dichiarazione Sostitutiva Unica (Dsu) utile ai fini del rilascio dell’attestazione Isee ordinario o Isee Minorenni con genitori non coniugati tra loro e non conviventi – anno 2015, qualora ne ricorrano le condizioni ai sensi delle vigenti disposizioni. L’attestazione Isee è rilasciata dall’Inps o dagli Enti Convenzionati (Caf, Comuni, etc.). Qualora non già in possesso di attestazione Isee 2015 in corso di validità, gli interessati sono invitati a inviare senza indugio la Dsu al fine di non compromettere la propria partecipazione al bando. Il bando rappresenta una novità nell’ambito delle politiche di welfare gestite dall’Istituto che tende sempre più a sostenere l’istruzione, l’alfabetizzazione e l’educazione di base, favorendo le famiglie con redditi modesti.

Lavoro. Cig luglio 2015: -26,9% rispetto a luglio 2014 

Nel mese di luglio 2015 sono state autorizzate complessivamente 52,4 milioni di ore di cassa integrazione guadagni (CIG), con una diminuzione del 26,9% rispetto a luglio 2014, mese nel quale le ore autorizzate erano state 71,7 milioni. I dati destagionalizzati, calcolati per le sole componenti Ordinaria e Straordinaria, evidenziano nel mese di luglio 2015 rispetto al mese precedente una variazione congiunturale pari a -8,7%. Dall’analisi nel dettaglio dei dati di luglio 2015 emerge che le ore autorizzate di cassa integrazione ordinaria (CIGO) sono state 16,4 milioni. Nel mese di luglio 2014 erano state 20,2 milioni: si è quindi registrata una diminuzione tendenziale del 19,0%. In particolare, la flessione è stata pari al 16,8% nel settore Industria e al 24,2% nel settore Edilizia.

Le variazioni congiunturali CIGO calcolate sui dati destagionalizzati registrano, rispetto al precedente mese di maggio 2015, una diminuzione del 6,8%. Il numero di ore di cassa integrazione straordinaria (CIGS) autorizzate a luglio 2015 è stato di 28,4 milioni, con una riduzione del 32,6% rispetto a luglio 2014, nel corso del quale erano state autorizzate 42,2 milioni di ore. Rispetto a giugno 2015 si registra una variazione congiunturale, calcolata sui dati destagionalizzati, pari a -9,8%. Infine, gli interventi in deroga (CIGD), si sono concretizzati in 7,6 milioni di ore autorizzate, con un decremento del 18,3% se confrontati con luglio 2014, quando erano state autorizzate 9,3 milioni di ore. La forte variabilità nel numero delle ore autorizzate di cassa integrazione in deroga, non dipendente da fattori di carattere stagionale ma dovuta ai tempi dei finanziamenti di queste misure, rende impossibile effettuare la destagionalizzazione dei dati.

Passando all’analisi dei dati relativi alla disoccupazione, si ricorda che dal 1° maggio 2015 è entrata in vigore la Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI) che sostituisce le indennità di disoccupazione ASpI e mini ASpI. Pertanto, le domande di prestazione che si riferiscono ad eventi di disoccupazione involontaria verificatisi entro il 30 aprile continuano ad essere classificate come ASpI e mini ASpI, mentre quelle che si riferiscono ad eventi successivi al 1° maggio sono classificate come NASpI. Inoltre, continuano a essere conteggiate anche domande che si riferiscono a licenziamenti avvenuti entro il 31 dicembre 2012, che vengono classificate come disoccupazione ordinaria. Nel mese di giugno 2015 sono state presentate 5.422 domande di ASpI, 2.482 domande di mini ASpI e 109.071 domande di NASpI. Nello stesso mese sono state presentate 219 domande tra disoccupazione ordinaria e speciale edile e 5.476 domande di mobilità, per un totale di 122.670 domande, il 29,3% in meno rispetto alle 173.477 del mese di giugno 2014. È da segnalare che sulla forte contrazione delle domande presentate nel mese di giugno 2015 può avere inciso la circostanza che si tratta dei primi mesi di entrata in vigore della nuova prestazione NASpI. Alla sintesi dei dati fornita dall’Inps, è stato opportunamente allegato un file più completo, che offre un “focus” sulla diversa tipologia di interventi, un’analisi più selettiva per ramo di attività economica e un’analisi più dettagliata per regione ed area geografica.

Carlo Pareto 

                                                                      

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