venerdì, 9 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

L’ortodossia ha fallito. Ricostruiamo l’economia UE
Pubblicato il 24-09-2015


Corbyn_Jeremy_Big_BenDavid Cameron sta attraversando l’Europa, apparentemente senza un’idea precisa di quello che vuole raggiungere nella sua annunciatissima rinegoziazione che precede il referendum del 2016 o 2017. Se il Primo Ministro pensa di poter indebolire i diritti dei lavoratori e al tempo stesso aspettarsi benevolenza dall’Europa per tenerci dentro l’UE, sta commettendo un grosso errore. Il supporto di Cameron ad un progetto di legge che indebolirebbe i sindacati, e il taglio delle detrazioni fiscali questa settimana, dimostrano che i diritti degli impiegati sono sotto attacco. Si può immaginare che i molti diritti che provengono dalla legislazione europea, che sostiene le ferie pagate, l’assicurazione sul lavoro, la maternità e la paternità, siano minacciati.

È opinione diffusa che  l’Europa sia più un club esclusivo che un forum democratico per il progresso sociale. Smantellare i nostri diritti sul lavoro rafforzerebbe questa opinione. Il partito Laburista si opporrà in ogni modo al tentativo del Governo conservatore di minare i diritti sul lavoro sia nella legislazione interna che in quella europea.

Il nostro Governo ombra ha chiarito che, quando noi saremo a Downing Street nel 2020, la risposta a qualunque cambiamento dannoso che risulterà dal negoziato di Cameron non sarà l’uscita dall’Unione Europea, ma piuttosto l’impegno a ribaltarli.

La difesa dei diritti  sul posto di lavoro è vitale sia per i lavoratori immigrati per evitare che vengano espulsi, sia per i lavoratori britannici per evitare che vengano sottopagati. Migliori diritti sul lavoro aiuterebbero anche anche i datori di lavoro onesti che altrimenti si troverebbero ad affrontare la concorrenza sleale degli altri imprenditori.

Resteremo in Europa per negoziare migliori condizioni per i lavoratori e per gli imprenditori.

Il dibattito sul referendum è stato fin troppo monopolizzato dagli xenofobi e dagli interessi dei consigli di amministrazione delle imprese mentre milioni di britannici che vorrebbero un reale dibattito sul nostro rapporto con l’Europa vengono lasciati fuori.

Non possiamo continuare a percorrere la strada di un mercato senza regole, che cerca di privatizzare servizi pubblici e di diluire i benefici sociali europei. La bozza delle regolamentazioni per le ferrovie che è stata attualmente presentata al Parlamento Europeo potrebbe implementare il modello frammentato e privatizzato che finora in Gran Bretagna è fallito.

L’accordo, negoziato a porte chiuse, per il commercio e gli investimenti tra Europa e Stati Uniti (TTIP), contro cui ci siamo battuti, è l’ennesimo esempio di approccio dannoso. Non c’è futuro per l’Europa se facciamo una corsa al ribasso. Dobbiamo investire nel nostro futuro e nelle capacità degli europei. Il modo in cui è stata trattata la Grecia ha sconcertato anche molti tra quanti si consideravano europeisti convinti. Il debito greco è semplicemente non rimborsabile, le condizioni sono insostenibili e insistere che ciò che non si può pagare deve essere pagato allarga la crisi umanitaria in Grecia e aumenta i rischi per l’Europa intera.

L’ortodossia in voga ha fallito. Abbiamo bisogno di un nuovo assetto economico.

Dobbiamo essere grati a Gordon Brown che in qualità di Cancelliere, ha tenuto il Regno Unito fuori dalla moneta unica mentre altri membri del Governo sostenevano il contrario. Dalla nostra posizione fuori dall’eurozona, possiamo e dobbiamo influenzare la riforma economica dell’Unione europea. Dobbiamo lavorare con le undici nazioni della UE che stanno collaborando per arrivare a una fiscalità europea.

Contrariamente all’attuale Cancelliere, che ha sprecato i soldi dei contribuienti in una fallimentare causa legale per bloccare le tasse, noi vogliamo prendere parte a negoziaziati per regolamentare al meglio il mercato finanaziario e per aumentare le entrate.

Noi laburisti siamo convinti che dobbiamo rimanere nell’Unione Europea. Ma vogliamo vedere le riforme. La scorsa settimana agricoltori provenienti da tutto il continente hanno manifestato a  Bruxelles. La politica agricola comune deve fare riforme in modo che le sovvenzioni vadano a supporto degli agricoltori e dell’economia rurale piuttosto ai proprietari. L’Europa è l’unico forum dove possiamo discutere tematiche fondamentali per il nostro Paese come i cambiamenti climatici, il terrorismo, i paradisi fiscali e più recentemente l’esodo di massa dei rifugiati  dalla Siria che cercano un futuro in Europa.

Non avremo alleati e non influenzeremo l’Europa se ci rifiutiamo di dimostrare il nostro peso. Il Partito Laburista vuole vedere cambiamenti in Europa che vadano a favore degli europei. Vogliamo essere soci migliori e unire le nostre esigenze per costruire un’Europa migliore. Lo faremo attraverso i nostri parlamentari a Strasburgo, i sindacati e i movimenti sociali in Europa.

Se Cameron fallirà o farà ridurre le conquiste che abbiamo ottenuto in passato in Europa, i laburisti rinegozieranno per ristabilire i nostri diritti e promuovere un’Europa socialmente avanzata.­

Jeremy Corbyn
Leader del Partito laburista

 

 

 

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento