lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Ma Fidel è immortale
Pubblicato il 22-09-2015


Dieci anni orsono aveva lasciato il potere al fratello Raul e quando un comunista lascia o è per ragioni di salute che nascondono liquidazioni politiche o perché è vicino alla morte. Di lui, visto che il leader maximo era insostituibile dalla rivoluzione del 1959, si pensò alla seconda condizione. Si disse che era in coma, che non sarebbe sopravvissuto che pochi giorni. Poi piano piano, la notizia che sia attendeva da un momento all’altro si dilatò. E si pensò che la sua morte fosse stata volutamente ignorata, che il regime l’avesse nascosta. Perché poi? In genere quando muoiono i dittatori si organizzano cerimonie fastose, riprese in diretta televisiva con masse gigantesche di cittadini addolorati davvero o per finta. Dunque? Fidel non era morto. Anzi ci teneva a vivere un po’ separato, ma sempre lucido e dopo dieci anni la rivelazione in occasione dell’incontro col papa. Si è reso noto che allora Fidel venne colpito non già da una malattia che non lascia scampo ma da una diverticolite intestinale. Bazzecole. Fidel è ancora in sella a quasi novant’anni e forse ancora collegato al fratello Raul che per gestire il governo cubano ha ancora bisogno di lui. Una sorta di dimostrazione che il potere non logora, nemmeno la salute, e come per Andreotti produce una vita (quasi) eterna.

Samuele

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