sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Migranti. 60% in Germania, Francia e Spagna
Pubblicato il 07-09-2015


Migranti-germania-europaC’è un piano della UE per distribuire i migranti in quote tra i diversi Paesi dell’Unione: il 60% andrà in Germania (31.433), Francia (24.031) e Spagna (14.931) mentre saranno 39.600 i richiedenti asilo che verranno ricollocati dall’Italia. L’intera questione dovrebbe essere discussa in un vertice straordinario dei leader. Renzi si congratula con la Merkel. Per la Germania accogliere i profughi siriani potrebbe rivelarsi un ‘affare’.

Non si ferma l’esodo dei migranti verso l’Europa, non solo siriani, ma quelli delle altre popolazioni afflitte da guerre e fame, afgani come eritrei, libici come nigeriani. L’Europa, all’inizio indifferente, sembra ora aver preso coscienza del problema che non può essere risolto né con gli slogan né con muri e filo spinato. Emergono i primi dettagli del piano della UE per distribuire i migranti in quote tra i diversi Paesi dell’Unione. Saranno 39.600 i richiedenti asilo che verranno ricollocati dall’Italia sui 160mila previsti dai due piani della Commissione Ue. Degli altri 120 mila – presenti in Italia, Grecia e Ungheria – andranno in Germania (31.433), Francia (24.031) e Spagna (14.931).

L’intera questione dovrebbe essere discussa in un vertice straordinario dei leader – su richiesta di Francia e Germania – che si terrà il 15 settembre dopo il consiglio straordinario dei ministri dell’Interno Ue.

Migranti-al-confine-italia-francia

Il dramma si è accentuato negli ultimi mesi mettendo sotto pressione quei Paesi che per ragioni geografiche, sono il primo approdo, Italia, Grecia e Turchia, e che ha costretto, i governanti europei a reagire. L’esempio più eclatante è forse quello della Germania, la meta agognata da decine di migliaia di profughi, soprattutto siriani. La cancelliera Angela Merkel, dopo una freddezza iniziale e nel più assoluto e imbarazzante silenzio dell’alleato socialdemocratico nel governo di coalizione, ha improvvisamente annunciato l’accoglimento dei profughi – quelli siriani – bloccati tra Ungheria e Austria e nel solo week end si calcola che non meno di 20 mila rifugiati siano stati accolti dopo aver passato il confine ungherese. Berlino interverrà con un totale di 6 miliardi di euro a favore di questa massa di disperati. Una ‘svolta’ destinata a dare il là a tutta l’Europa, soprattutto ai più recalcitranti Governi del nord e ancora più sorprendente dopo la durezza dimostrata nel caso della crisi del debito della Grecia.

Così dopo la Merkel anche il premier britannico David Cameron ha fatto sapere che il Regno Unito accoglierà fino a 20mila rifugiati siriani entro il 2020.

Non senza qualche ragione, il ‘falco’ Viktor Orban, il premier ungherese, invita a chiudere i confini europei o “il rischio è quello di milioni di arrivi”. La replica del commissario Ue all’immigrazione Dimitris Avramopoulos è che “Schengen è la conquista più grande dell’Ue, non è il problema. Se mettiamo in pratica tutti gli strumenti che prevede, l’Europa sarà più sicura e coerente e non avremo bisogno di barriere”.

Migranti Spagna

Non c’è che da complimentarsi per la grande intelligenza della cancelliera tedesca che non solo si è rifatta il look mediatico e si prepara così a stravincere le prossime elezioni politiche, ma ha costruito le basi per un ‘affare’ così come lo fu la fusione con la disastrata Repubblica Democratica Tedesca alla caduta del Muro. Tra i migranti, quelli siriani appaiono come la parte più istruita, spesso composta da professionisti, studenti, tecnici e dunque più facilmente ‘integrabile’; fuggiti da un regime oppressivo, ma ‘laico’ come lo erano l’Iraq di Saddam Hussein e la Libia di Gheddafi. Una bella differenza con i disperati che giungono dal Sudan, dall’Eritrea o dal Niger. “Tanti cittadini con il loro benvenuto ai migranti – ha detto – hanno mostrato un’immagine del nostro Paese che ci rende orgogliosi”. Il fenomeno migratorio di questi giorni “impegnerà la Germania anche in futuro, e cambierà il Paese”.

Il presidente del consiglio Matteo Renzi ha avuto un colloquio telefonico con la Cancelliera esprimendo grande apprezzamento per le posizioni tedesche e per quelle espresse in questi giorni da alcuni paesi europei: “C’è – ha detto – un cambio di segno e di passo significativo”.

Alvaro Steamer

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