venerdì, 9 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Migranti. Germania: “Noi anche 500mila l’anno”
Pubblicato il 08-09-2015


Juncker-immigrati-accoglienzaL’Europa continua a dividersi sulla questione immigrati e, in particolare, sul piano Juncker che riguarda le quote. Domani Jean-Claude Juncker, terrà il suo primo discorso sullo stato dell’Unione, annunciando che il 14 settembre al vertice dei ministri di Interni e Giustizia, presenterà un piano per 120mila ricollocamenti intra-Ue in aggiunta ai 40mila già pianificati per Italia e Grecia, includendo anche l’Ungheria. Ognuno dei 28 Stati potrà dichiarare a priori se è disponibile ad accogliere una parte degli arrivi, ma se non vorranno fare la loro parte dovranno versare un contribuito economico che servirà a sostenere le spese dell’accoglienza negli Stati che si sono detti disponibili a concederla (una multa dello 0,002% del Pil). Le sanzioni pagate dagli Stati membri confluiranno nel Fondo per asilo, migrazione e integrazione (Amif). Il piano Juncker potrebbe inoltre fornire strumenti per separare i rifugiati dai migranti economici, cioè i profughi che fuggono dalle guerre dai migranti economici alla ricerca di un lavoro.

La Polonia, come aveva già annunciato la settimana scorsa, non sembra disposta ad accettare le quote in maniera automatica: “In Europa si parla troppo di come combattere le conseguenze e poco di come sradicare le cause del problema. L’Europa si trova in una sorta di strada senza uscita”, ha detto il Presidente polacco Duda. La Spagna è invece pronta ad accogliere il numero di rifugiati che la Commissione europea affiderà al Paese iberico. Lo ha affermato la vicepremier Soraya de Santamaria dopo una riunione del governo. La Ue dovrebbe affidare alla Spagna 14.931 rifugiati, la terza quota più importante dopo quelle di Germania (31.443) e Francia (24.031).
Proprio il problema delle quote è stato anche al centro delle dichiarazioni della cancelliera Angela Merkel. Rispetto all’obiettivo di quote vincolanti di migranti “siamo purtroppo molto lontani e pensiamo che qualcosa debba cambiare”.

“Questo sistema europeo congiunto di asilo non può esistere solo su carta ma deve anche esistere in pratica: lo dico perché esso dispone standard minimi per ospitare rifugiati e il compito di registrarli”, ha detto la Merkel durante una conferenza stampa congiunta col premier svedese Stefan Lofven a Berlino, la cancelliera ha detto che gli Stati dell’Unione Europea hanno necessità di trovare una soluzione comune alla crisi dei rifugiati, piuttosto che minacciarsi a vicenda se non collaborano. “Io personalmente, e ne abbiamo parlato, sono dell’opinione che non dovremmo fare una gara a chi minaccia di più”, ha detto la Merkel, “dovremmo parlarci in uno spirito di mutuo rispetto”. “Sono ottimista che alla fine troveremo una soluzione comune. Non accadrà domani, né la prossima settimana, ma prima o poi ci arriveremo”, ha aggiunto Merkel.

Il vicecancelliere tedesco Sigmar Gabriel annuncia che la Germania può accogliere 500 mila migranti all’anno per alcuni anni. “Penso che possiamo farcela certamente con mezzo milione di persone, per alcuni anni”, ha affermato. “Non ho dubbi, forse anche di più”. Intanto Angela Merkel ha ribadito la necessità di aiutare Italia e Grecia. “Da sole non ce la fanno”, ha evidenziato.

Anche l’Italia inizia ad organizzarsi: è partita la circolare del Viminale ai prefetti per la pianificazione dell’accoglienza di altri 20 mila immigrati. La distribuzione è sempre per quote regionali che dovranno essere definite entro pochi giorni. I 20 mila nuovi migranti verranno “equamente distribuiti” in base alle intese sottoscritte nel 2014 nell’ambito della conferenza unificata Stato-Regioni.

La proposta di ridistribuire 120 mila persone da Italia, Grecia e Ungheria si baserà su un meccanismo temporaneo, per quote obbligatorie e saranno 15.600 i richiedenti asilo che verranno ricollocati dall’Italia. La cifra andrà ad aggiungersi ai 24 mila già previsti dal precedente schema (quello per 40 mila che a causa di forti resistenze col consiglio dei ministri dell’Interno Ue di luglio si era fermato a 32.600), totalizzando 39.600 profughi su 160 mila. Dalla Grecia ne saranno ridistribuiti 54 mila, e 66 mila dall’Ungheria.

Ma il problema non riguarda solo gli sbarchi in Italia, sempre più immigrati arrivano in Europa attraverso “la rotta balcanica”: chi riesce a sbarcare sulla terraferma grazie ai traghetti, passa in Macedonia e prende un treno per andare in Serbia, per poi finire in Ungheria, dove a bloccarli ci pensa la polizia ungherese.

Il Presidente Orban continua a con la politica dei respingimenti verso gli immigrati: “Poi parleremo di quote, adesso pensiamo a salvare i confini”. Ieri il ministro della Difesa ungherese Csaba Hende è stato costretto alle dimissioni per non aver finito il muro anti-migranti al confine con la Serbia, sostituendolo con Istvan Simicsko, finora responsabile per lo sport.

Intanto è stata approvata una risoluzione non legislativa sui diritti fondamentali dei richiedenti asilo in Europa.

I diritti fondamentali dei richiedenti asilo potrebbero essere violati dalle condizioni dei centri di accoglienza, dalle cosiddette “procedure di espulsione a caldo” e dalle altre misure di dissuasione, affermano i deputati in una risoluzione non vincolante approvata oggi. Il testo sottolinea anche l’impatto negativo delle misure di austerità sui diritti economici, civili, sociali e culturali.

La risoluzione non legislativa, approvata da 369 voti a favore, 291 contrari e 58 astensioni, offre un quadro generale sulla situazione dei diritti fondamentali nell’Unione europea per 2013-2014. I deputati affermano che l’UE e i suoi Stati membri dovrebbero mettere la solidarietà e il rispetto dei diritti fondamentali dei migranti e dei richiedenti asilo al centro delle politiche migratorie dell’UE. Gli Stati membri dovrebbero adottare misure obbligatorie per prevenire ulteriori tragedie in mare, aggiungono. Essi chiedono inoltre l’istituzione di un sistema di asilo comune efficace e un’equa distribuzione dei richiedenti asilo tra gli Stati membri. I deputati criticano per le procedure di rimpatrio “a caldo”, per l’accoglienza offerta ai migranti nei centri di detenzione e per gli stereotipi negativi e la disinformazione sui migranti. La risoluzione condanna anche le misure di sicurezza alle frontiere dell’UE, che ” che può giungere fino alla costruzione di muri e di sbarramenti di filo spinato” e chiede “controlli alle frontiere rispettosi dei diritti fondamentali”.

Infine deputati deplorano il modo in cui la crisi finanziaria ed economica, insieme alle restrizioni di bilancio, hanno influenzato negativamente i diritti economici, civili, sociali e culturali. Al momento di decidere e attuare misure correttive e tagli di bilancio, le istituzioni dell’UE e gli Stati membri dovrebbero eseguire una valutazione d’impatto sui diritti fondamentali e garantire che risorse sufficienti siano messe a disposizione per salvaguardarli, dicono i deputati. Essi aggiungono che si devono garantire “livelli minimi essenziali per il godimento dei diritti civili, economici, culturali e sociali, prestando particolare attenzione ai gruppi maggiormente vulnerabili e socialmente svantaggiati”.

Liberato Ricciardi

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento