domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Migranti. UE chiede sospensione di voto per Ungheria
Pubblicato il 23-09-2015


Migranti-sospensione votoAll’indomani della decisione dei ministri UE di ridistribuire 120 mila migranti in tutta Europa, si riaccendono le diatribe tra i vari Stati nazionali.
La decisione sulle cosiddette quote non è affatto piaciuta a est dell’Unione, tanto che hanno votato contro: Romania, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria. La Slovacchia oggi ha anche annunciato che ricorrerà legalmente contro la decisione Ue, mentre i cechi sono pronti a dire che porteranno l’intesa alla Corte di Giustizia. Da più parti intanto continuano le proteste contro il “modus operandi” di Orban nei confronti degli immigrati. Non solo i muri di recinzione in Ungheria ma oggi è anche passata una legge ad hoc scioccante, tanto che i principali esponenti dell’Alde, l’alleanza dei Democratici e Liberali europei hanno chiesto di sanzionare Budapest.

“Se continuiamo a tollerare che alcuni stati membri non rispettino le regole fondamentali, l’Ue perderà molta credibilità, per questo motivo è necessario che venga applicato l’articolo 7 all’Ungheria”, afferma Sophie In’t Veld, la vice-presidente del gruppo. Il secondo comma dell’articolo citato prevede che il Consiglio europeo, deliberando all’unanimità su proposta di un terzo degli Stati membri o della Commissione europea e previa approvazione del Parlamento europeo, può constatare l’esistenza di una violazione grave e persistente da parte di uno Stato membro, sospendendo temporaneamente il diritto di voto. È già la seconda volta che si punta il dito contro l’Ungheria con questa norma, la prima volta dopo che Budapest aveva tentato, di ripristinare la pena di morte.

L’Europa sta tentando di mettere fine all’emergenza profughi (anche se si tratta solo di 120mila persone) con un piano che mette già in luce i primi sintomi di scissione interna. Non solo tra Stati, ma anche all’interno dei gruppi parlamentari. Il capogruppo dei Socialisti e Democratici (S&d) al Parlamento europeo, Gianni Pittella, ha proposto oggi di sospendere dal Partito dei Socialisti europei (Pse) il partito del premier slovacco Robert Fico (Smer), che ha accusato di aver “imbarazzato l’intera famiglia progressista” con le sue affermazioni contro gli immigrati. Pittella, ha parlato durante il pre-vertice dei leader dei partiti progressisti nel pomeriggio a Bruxelles, che precede il Consiglio europeo straordinario di stasera dedicato alla crisi dei rifugiati, e ha citato in particolare le affermazioni di Fico secondo cui “l’immigrazione di massa di immigranti musulmani che cominceranno a costruire moschee non sarà tollerata”, e “la Slovacchia è stata fatta per gli slovacchi, non per le minoranze”.

“La persistente mancanza di volontà (da parte di Fico, ndr) di assumersi le proprie responsabilità e mostrare solidarietà nel contesto della crisi dei rifugiati contrasta con i nostri valori e le nostre convinzioni”, ha spiegato Pittella. “Non ci si può semplicemente chiamare progressisti senza mostrare che lo si è anche in quello che si dice e nelle proprie azioni. Per questo – ha detto il capogruppo S&D – propongo che il presidente del Pse Sergei Stanishev, dia inizio alla procedura per la sospensione dello Smer, e parallelamente inviti il signor Fico a chiarire la sua posizione di fronte al Pse”.

Il PSI chiederà misure sospensive per i socialdemocratici slovacchi dalla famiglia socialista europea, ha dichiarato Luca Cefisi, rappresentante del PSI nella presidenza del Partito del Socialismo Europeo “Il presidente del gruppo europarlamentare dei socialisti e democratici Pittella ha posto un problema vero e serio, il premier slovacco Fico ha creato imbarazzi ingiustificabili con le sue parole di chiusura ai profughi e alle decisioni europee, e il PES non deve mancare di difendere la sua vera identità di prima forza politica europea punto di riferimento per i diritti civili e per i valori della solidarietà, di fronte a eventuali tentazioni populiste, che siano frutto di provincialismo o di calcoli elettorali inammissibili. I socialisti italiani, del resto assieme alla più che schiacciante maggioranza dei compagni europei, non intendono lasciare spazio al populismo. Il socialismo ‘in un solo paese'” ha concluso Cefisi “senza spirito europeo e respiro internazionale non è mai stata una buona idea”.

E così mentre riaffiorano le questioni nazionali, identitarie e religiose anche da parte degli europarlamentari, aldilà dei confini europei la Turchia ospita quasi due milioni di profughi. Il piano della Commissione Ue auspica che siano stanziati ulteriori 4,7 miliardi per facilitare l’accoglienza fuori dall’Unione, in Turchia come in Libano e Giordania. “Vorrei sottolineare che la Turchia è un partner chiave nella gestione dei flussi e nell’accoglienza dei profughi – ha ribadito l’Alto Rappresentante per la Politica estera Ue, Federica Mogherini – nessuno deve dimenticare che ospita nel suo territorio due milioni di rifugiati”.

Maria Teresa Olivieri

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