venerdì, 2 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Migranti. L’Europa scopre
che l’Italia aveva ragione
Pubblicato il 30-09-2015


Migranti-Frontex-Alfano“Prima c’era l’Italia da sola, ora la realtà di questi ultimi mesi è cambiata”, così esordisce sul problema dell’immigrazione il ministro dell’Interno Angelino Alfano in un’audizione di fronte al Comitato parlamentare Schengen. Alfano ricorda infatti come solo con “la deflagrazione del fenomeno migratorio” e successivamente quando “flussi sono cambiati con la rotta balcanica, stiamo assistendo a un nuovo approccio dell’Europa”, che “sta lavorando per un riequilibrio dei flussi”, anche attraverso “l’egida di Frontex”.

Il Ministro riporta poi i dati del fenomeno migratorio in Europa: “Negli ultimi mesi secondo i dati delle agenzie europee, dall’inizio dell’anno al 31 agosto scorso sono 506mila le persone che hanno attraversato i confini esterni dell’Unione europea, il 213% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno passato”. Ma Alfano sottolinea poi come con il cambiamento delle rotte nel nostro Paese “gli sbarchi nel 2015 sono stati 864 contro gli 854 dell’anno passato”, gli arrivi di quest’anno in Italia “sono stati 130.577, circa 8.000 in meno rispetto allo stesso periodo del 2014”. Il titolare del Viminale nel ricordare il naufragio di Lampedusa, rievoca gli avvertimenti dati due anni fa dall’Italia all’Europa: “Noi avevamo avvertito l’Europa che ci sarebbero state altre porte” a cui avrebbero bussato “gli immigrati”. Nonostante poi “l’Italia abbia chiesto e ottenuto” dall’Europa il sistema delle quote “la ridistribuzione è destinata a crescere per via del meccanismo residuale”. C’è “l’Ungheria che si è detta contraria” e altre “54mila richieste” da ricollocare. Le misure adottate dall’Unione europea nel gestire il fenomeno vanno anche a sostegno dei “Paesi d’origine, oltre che con Paesi come la Turchia, il Libano e la Giordania”. Il ministro dell’Interno elenca la nazionalità degli immigrati sbarcati in Italia dall’inizio dell’anno, la maggioranza “quasi esclusivamente dalla Libia 130.577 migranti”. La nazionalità prevalente è quella eritrea (27%), seguono i migranti nigeriani (13%), somali (7%), sudanesi e siriani (6%).

Angelino Alfano afferma: “Siamo solidali e chiediamo solidarietà e collaborazione”, ma
nella gestione del fenomeno da parte dell’Europa devono “essere individuati tre pilastri fondamentali: solidarietà, hotspot e rimpatri. La solidarietà si esprime nella redistribuzione dei migranti, confermata dall’ultimo vertice: l’Europa si sta muovendo nella direzione giusta, il superamento del principio alla base del regolamento di Dublino non è ancora divenuto un fatto giuridico ma, di fatto, quel principio è saltato. Gli hotspot dovranno servire a distinguere chi ha diritto all’asilo da chi deve essere rimpatriato”.

“Non vogliamo essere facili profeti – ribadisce il Ministro – ma è chiaro che man mano accanto al numero di chi fugge da guerre e persecuzioni aumenterà quello di chi scappa dalla fame, in cerca di un futuro migliore. E se il meccanismo dei rimpatri dei migranti economici non funzionerà, l’intero sistema andrà incontro al collasso. Quanto ai rimpatri – ha precisato Alfano – deve essere l’Europa a farsi carico della responsabilità economica, politica e giudiziaria”. “Un conto – ha affermato – è che se ne occupi il singolo Paese, un altro è che a farlo sia l’Ue. Anche perché l’Ue potrebbe condizionare gli aiuti economici ai Paesi di origine dei migranti alla collaborazione assicurata da questi nei rimpatri”.  Focalizzando poi l’attenzione sull’Italia il ministro ha fornito i dati sull’accoglienza degli immigrati nel nostro Paese: “8mila sono ospitati nei centri governativi di primo soccorso e accoglienza, 20mila negli enti locali della rete Sprar (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) e 69mila nei centri di accoglienza allestiti in via temporanea in una logica di partenariato con regioni ed enti locali”. Particolare rilevanza è stata data alla rete Sprar “che accoglie anche i minori non accompagnati” e che vede un aumento “dai 3mila del 2012 agli attuali 21.817, sparsi nei 376 comuni che hanno garantito la loro adesione volontaria”. Nonostante la crescita però “la platea dei comuni coinvolti è ancora modesta”.

Per un reale cambio di registro e un aumento delle adesioni per il ministro Alfano “è necessario che funzionino bene le Commissioni territoriali chiamate a vagliare le domande di asilo”. Alfano infine fa il punto della situazione sulle domande esaminate quest’anno: “il 51% sono state respinte; al 5% è stato riconosciuto lo status di rifugiato, il 16% ha avuto la protezione sussidiaria, nel 24% dei casi gli atti sono stati trasmessi al questore per il permesso di soggiorno. Il 4% delle domande è stato archiviato per irreperibilità del richiedente”.

Maria Teresa Olivieri

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