sabato, 21 gennaio 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Morti bianche. Nessun calo
di decessi e infortuni
Pubblicato il 23-09-2015


Morti-biancheL’Osservatorio Indipendente di Bologna sulle morti sul lavoro ha pubblicato oggi i dati drammatici delle morti ed infortuni del 2015. L’Osservatorio venne fondato dal metalmeccanico in pensione Carlo Soricelli il 1° gennaio 2008 creato in memoria di Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo, Rosario Rodinò, Giuseppe Demani i sette giovani operai della ThyssenKrupp di Torino, morti nella notte del 5-6 dicembre 2007. Di seguito le morti per infortuni sui luoghi di lavoro nelle regioni italiane per ordine decrescente. Con le morti sulle strade e in itinere occorre almeno raddoppiare il numero di morti per infortuni che sono qui sotto segnalati. Tra parentesi () tutti i morti nelle varie Regioni compresi i morti sulle strade e in itinere (proiezioni statistiche che vedono segnalati anche i morti sulle strade che non dispongono di un’assicurazione INAIL.

MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO NEL 2015 – Dal 1 gennaio al 21 settembre. Infortuni sul lavoro di cui 496 morti sui luoghi di lavoro, e oltre 100 se si aggiungono i morti sulle strade e in itinere

Lombardia 66 (135). Toscana 53 (108). Campania 41(84). Veneto 38 (77). Sicilia 36 (67) Piemonte 31(63). Lazio 30 (61). Emilia-Romagna 28 (57). Puglia 25 (51). Abruzzo 17 (35). Liguria 15 (31). Trentino-Alto Adige 14 (30). Marche 13 (28). Umbria 12 (23). Molise 11 (23). Sardegna 9 (19). Friuli-Venezia Giulia 7 (16). Basilicata 6 (13). Calabria 9(19). Valle D’Aosta (1) (2). I lavoratori morti sulle autostrade, all’estero e in mare non sono segnalati a carico delle regioni. Sono le province di Brescia 21, Bari con 15 a guidare questa triste classifica delle morti per infortuni sui luoghi di lavoro. Segue Vicenza con 13.

“Altro che cali delle morti per infortuni sul lavoro – dichiara in una nota il presidente Carlo Soricelli, si sono solo trasferiti in categorie non tutelate direttamente dall’INAIL e dallo Stato Italiano”. L’allungamento dell’età pensionabile con la Legge Fornero, l’abolizione dell’articolo 18 per i nuovi assunti, il ‘Jobs Act’ e’l’alleggerimento’ delle normative sulla sicurezza degli ultimi governi stanno producendo questi risultati. Occorre tenere presente che nelle statistiche delle morti sul lavoro lo Stato considera morti sul lavoro anche i lavoratori che muoiono sulle strade e in itinere e che tantissime categorie come per esempio le Partite Iva Individuali, Vigili del Fuoco, Poliziotti, Carabinieri, lavoratori in nero, pensionati in agricoltura e tante altre non rientrano nelle statistiche ufficiali. L’INAIL ha registrato nel 2014 complessivamente 662 morti sul lavoro, di questi oltre 300 sono morti in itinere ma le denunce per infortuni mortali sono state 1107.

Noi nel 2014 abbiamo registrati ben 661 morti sui luoghi di lavoro (tutti documentati) se si aggiungono i morti sulle strade e in itinere si superano nel 2014 i 1300 morti. Come potete vedere i morti per infortuni sui luoghi di lavoro non sono mai stati così tanti da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio. In questi otto anni di monitoraggio delle vittime abbiamo registrato che i morti per infortunio si sono in larga parte trasferiti dall’INAIL a altre categorie. Sono aumentati i morti in nero, in grigio, ma soprattutto nelle Partite Iva individuali. Ma perché questa enorme differenza? L’INAIL occorre ricordarlo ancora una volta, registra le morti solo dei propri assicurati e in tantissimi non lo sono. Sta a noi che svolgiamo un lavoro volontario fare conoscere anche questo aspetto ai cittadini italiani.

Terribile la situazione in Toscana quest’anno, regione che vede già un aumento delle morti per infortuni sui luoghi di lavoro del 36% sull’intero 2014, anno che ha avuto 28 lavoratori morti sui LUOGHI DI LAVORO. Micidiale la sequenza delle morti causate dal trattore in Italia, sono già 99 dall’inizio dell’anno e 69 dal 1° maggio Festa dei Lavoratori e inaugurazione dell’EXPO che “nutre il pianeta”, ma anche il suolo italiano con il sangue dei nostri agricoltori. Non si possono certo inserire tra le morti per infortuni sul lavoro i casi come quello del bambino di 8 anni di Avezzano travolto dal mezzo guidato dal padre che probabilmente non l’ha visto mentre faceva manovre, o di quel giovane di 28 anni, anche lui schiacciato dal trattore, che faceva la gara con amici per poi postare la corsa sul web. A tantissimi sfugge che il trattore è il mezzo più pericoloso in assoluto, è per questo che abbiamo richiesto tantissime volte al ministro Maurizio Martina, di fare una campagna informativa sulla pericolosità del mezzo, senza ottenere nessun risultato. A chi lo guida, inoltre, occorrerebbe richiedere una patente d’idoneità psicofisica, soprattutto se hanno un’età avanzata. Ma è una misura impopolare. Piangere dopo non serve a niente.

Francesco Brancaccio

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento