lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Nucleare, Obama blinda
l’accordo con Teheran
Pubblicato il 03-09-2015


Obama-nucleare IranBarak Obama ha raggiunto quota 34 in Senato a favore dell’accordo sul nucleare iraniano e così si è messo al sicuro da un possibile blocco della ratifica del trattato siglato a Vienna alla metà di luglio. Anzi, sta cercando altri senatori per raggiungere quota 41 – ci sono tutt’ora una decina di indecisi – perché così l’opposizione repubblicana non potrebbe neppure proporre un dibattito sulla ratifica.
Il 34.mo Sì è arrivato dalla senatrice Barbara Mikulski, rappresentante dello Stato del Maryland. Per bloccare la ratifica del trattato, all’opposizione serviva la maggioranza dei due terzi, cioè 67 senatori su 100 e col voto di Mikulski ai repubblicani ne resterebbero solo 66.
La senatrice ha spiegato la sua posizione scrivendo in un comunicato che “nessun accordo è perfetto, specialmente se negoziato con il regime iraniano, ma questa è la migliore opzione disponibile per impedire all’Iran di avere una bomba nucleare”.

IL VETO PRESIDENZIALE
La battaglia in Congresso sul Trattato potrebbe svolgersi la prossima settimana quando i repubblicani faranno di tutto per provare a bloccarlo, ma pur avendo la maggioranza – alla Camera come al Senato – possono essere fermati dal Presidente che può opporre il suo veto e superare il No di deputati e senatori.
“Gli effetti dell’accordo – ha commentato il Segretario di Stato John Kerry – non dureranno per 10, 15 o 20 anni, ma per sempre, finché ci sarà un programma nucleare iraniano. Questo accordo rende gli Stati Uniti, Israele, i Paesi del Golfo e il mondo intero più sicuri”. “Due mesi fa, gli Stati Uniti e cinque altre nazioni hanno raggiunto un accordo per garantire la natura pacifica del programma nucleare iraniano. Tra una settimana il Congresso ne discuterà ufficialmente. Siamo convinti che riusciremo a raggiungere il nostro obiettivo e siamo in buona compagnia, tra premi Nobel ed esperti che hanno definito l’intesa efficiente, che darà la garanzia che l’Iran non svilupperà armi nucleari”.

Non la pensa così il governo israeliano che ha fatto di tutto per impedire l’accordo che riporta il governo di Teheran a occupare un posto di tutto rilievo tra le potenze regionali. Gli israeliani sono convinti che l’accordo sia un bluff e che in ogni caso gli ayatollah si doteranno dell’arma atomica per minacciare Israele.

BATTAGLIA DURISSIMA AL CONGRESSO
Il tema è stato condito da polemiche fortissime e tra i candidati alla prossime presidenziali americane c’è chi, come Marco Rubio della Florida, promette una volta eletto di stracciare il trattato anche se tutti sanno che questa eventualità è davvero improbabile perché tradizionalmente la politica estera è bipartisan e una volta imboccata una strada decisa, questa non è più  né dei repubblicani né dei democratici. “Noi – dice comunque Rubia – reintrodurremo le sanzioni; e difatti ho già avanzato questa proposta al Congresso, e le sosterremo con una credibile minaccia di usare la forza militare”.
Sulla stessa linea un altro candidato, Lindsey Graham, secondo cui il 34.mo Sì a favore “rappresenta una giornata molto buona per il regime iraniano.”“Gli iraniani hanno ora abbastanza voti in Senato per garantirsi la strada per costruire la bomba col missile per farla arrivare a destinazione e il denaro per pagarla. L’unica ragione per cui gli ayatollah e i suoi scagnozzi non stanno ballando nelle strade di Teheran è che non credono nella danza”.

Teheran Times su Usa e accordo nucleareGrande soddisfazione a Teheran dove si rivendica anche il sostegno del 34.senatore a Obama come un successo dei propri negoziatori che avrebbero costretto alla fine gli Usa a riconoscere i diritti dell’Iran.

Alvaro Steamer

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