domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Omicidio Anatolij. Su Facebook solidarietà all’assassino
Pubblicato il 07-09-2015


Anatolij-IanualeSta facendo ancora discutere il caso dell’omicidio di Anatolij Korov, il muratore ucraino ucciso mentre cercava di sventare una rapina in un supermercato a Castello di Cisterna. Nonostante la fiaccolata di oggi organizzata dai cittadini in memoria dell’uomo, su Facebook impazzano frasi ed emoticon di solidarietà sulla bacheca dell’assassino: Gianluca Iaconale.

Ianuale-Facebook

I due rapinatori, rei confessi, fermati dopo essere fuggiti a Scalea, in Calabria, sono fratelli e figli del boss Vincenzo Ianuale, attualmente detenuto e considerato il capo del rione della Cisternina, le case popolari della 219, un quartiere ad alto tasso criminale. Sono Gianluca Ianuale, 21 anni e Marco Di Lorenzo, 32 anni, ed è stato il più giovane dei due fratelli a uccidere il muratore ucraino, davanti alla propria figlia ed è sempre la figura del più giovane quella che risulta la più inquietante. Nascere in una famiglia di camorristi non è una colpa, ma una vita sul filo del crimine sì. Ianuale ha infatti sulle spalle una vicenda che lo ha visto finire in tribunale con l’accusa di aver organizzato ed eseguito uno stupro di gruppo.

L’omicidio di questi giorni, di cui si dice pentito, non è dunque il primo ‘incidente’ del giovane con la giustizia penale. A soli diciassette anni Gianluca insieme al suo fratello gemello e altri due coetanei è stato infatti accusato di aver organizzato e consumato una violenza di gruppo ai danni di una sedicenne. La ragazza, fidanzata con uno del “branco”, dopo aver trascorso il pomeriggio con lui, invece di essere accompagnata a casa viene portata in scooter nella stazione della Circumvesuviana di Castello di Cisterna, dove ad aspettarla c’era il resto del gruppo. In quattro avrebbero abusato di lei, filmando anche la violenza sessuale con i telefoni cellulari e ordinandole di essere lì il giorno seguente. Non solo, nonostante la denuncia, la sera successiva i quattro si presentarono davanti casa della ragazza, minacciandola. Il tribunale dei minori derubricò però il reato, trasformandolo in un delitto punibile amministrativamente. Niente carcere minorile dunque per Gianluca né per gli altri, ma solo il trasferimento in una ‘casa famiglia’ della provincia di Caserta. In ultimo anche la beffa perché per la sua rieducazione, che non sembra aver avuto un gran successo, il comune di Castello di Cisterna ha dovuto pagare 90mila euro e altrettanto per ciascuno dei suoi amici.

E oggi mentre per le strade della cittadina napoletana si è snodata una lunga fiaccolata di quasi duemila persone contro la violenza e in ricordo dell’eroismo del muratore ucraino, Anatolij Korol, un immigrato, sulla bacheca di facebook del ventenne si allungava la lista dei messaggi conditi di bacetti, cuoricini e frasi di solidarietà. La vittima sembra lui.

Liberato Ricciardi

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