domenica, 11 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Online la procedura per la richiesta del congedo a ore
Pubblicato il 07-09-2015


A partire dal 19 agosto scorso, è stata aperta la procedura on line per consentire al genitore lavoratore dipendente l’invio di una apposita richiesta per usufruire su base oraria del congedo parentale. Tale modalità di fruizione si aggiunge a quella mensile e giornaliera. Restano invece invariate le modalità di inoltro della domanda mediante uno dei seguenti canali:

Web – Servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite Pin dispositivo attraverso il portale dell’Istituto (www.inps.it – Servizi on line);

Contact Center Integrato – numero verde 803.164 (numero gratuito da rete fissa) o numero 06 164.164 (numero da rete mobile con tariffazione a carico dell’utenza chiamante);

Patronati, attraverso i servizi informatici offerti dagli stessi.

Al riguardo giova rammentare che il genitore ha l’onere di comunicare al datore di lavoro la fruizione del congedo parentale su base oraria con due giorni di preavviso indicando l’inizio e la fine del periodo di congedo. Con la circolare n. 152 del 18 agosto 2015 vengono fornite tutte le istruzioni operative. In un recente comunicato il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali interessato al riguardo ha proprio in proposito confermato quanto aveva già in precedenza precisato in una nota ufficiale del 23 giugno, e cioè che la disposizione relativa alla possibilità di fruizione del congedo parentale su base oraria, finora prevista per il 2015, sarà resa permanente – come, peraltro, tutte le altre misure per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro contenute nel Decreto legislativo 81/2015 – con la prossima approvazione, in via definitiva, del Decreto legislativo in materia di ammortizzatori sociali, con il quale viene prevista la copertura permanente dei relativi oneri. L’Inps dal canto suo ha chiarito che pur se il decreto attuativo non contempla un periodo transitorio, la disciplina introdotta rende assolutamente necessario l’adeguamento delle procedure amministrative e gestionali sia da parte dell’Istituto sia da parte dei datori di lavoro. Questo adeguamento è particolarmente complesso a fronte della nuova disciplina che pur introducendo una regola base contempla sempre la possibilità che accordi aziendali, anche di secondo livello, possano inserire una ulteriore disciplina di dettaglio che dovrà comunque essere gestita sia dall’Ente di previdenza che dalle Aziende. L’Inps, appena approvata la riforma, ha elaborato le linee di indirizzo amministrativo e sviluppato le implementazioni procedurali della nuova domanda di congedo parentale che, per mero errore materiale, sono state rese disponibili all’utenza in assenza del prescritto parere conforme del Ministero. Adesso, la Circolare Inps e la procedura di acquisizione delle domande sono state formalmente rilasciate. Per quanto infine attiene le attività pregresse, l’istituto per ogni opportunità ha, inoltre, reso noto che le domande già inviate in precedenza sono da ritenersi comunque valide ai fini della richiesta di autorizzazione e saranno istruite secondo le indicazioni contenute nella Circolare appena diramata.

Boeri: Crescita e occupazione merito del Jobs Act e decontribuzione 

La crescita dell’occupazione è legata anche all’introduzione del contratto a tutele crescenti e alla decontribuzione per le assunzioni a tempo indeterminato. Lo ha recentemente detto il presidente Inps, Tito Boeri in un’intervista a Radio anch’io rispondendo a una domanda sull’aumento dell’occupazione merito degli interventi del Governo Renzi su decontribuzione e Jobs act. «Sicuramente quando la disoccupazione cala è positivo. Sia la decontribuzione dei contratti a tempo indeterminato che il nuovo contratto a tutele crescenti hanno avuto un effetto» positivo. «Noi lo abbiamo visto dalle nostre statistiche perché c’è stato un rialzo forte delle assunzioni a tempo indeterminato da gennaio e poi un ulteriore incremento da marzo con le tutele crescenti», ha aggiunto.

Pensioni: più flessibilità in uscita aiuterebbe i giovani

La crescita dell’occupazione tra gli over 55 ‘«è associata anche all’inasprimento delle regole per l’accesso alla pensione», ha dichiarato il numero uno dell’Inps spiegando che a questo si associa la riduzione dell’occupazione nella fascia tra i 15 e i 34 anni. «Credo che un po’ più di flessibilità in uscita verso la pensione – ha sottolineato – sarebbe di aiuto per l’occupazione giovanile».

Poletti: la flessibilità in uscita è tema ineludibile

La flessibilità in uscita verso la pensione rispetto all’innalzamento netto dell’età introdotto con la legge Fornero sulla previdenza è un tema ”ineludibile” che sarà affrontato nella legge di stabilità. Lo ha ribadito il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. In una recente intervista al Corriere delle sera, il ministro ha particolarmente sottolineato quest’aspetto ed ha affermato, infatti, che: “Bisogna reintrodurre un certo grado di flessibilità sulle pensioni. Perché tenere le persone dentro le aziende è uno dei fattori che impedisce ai giovani di trovare un lavoro. E’ una delle cause per cui le aziende stesse faticano a tenere il passo con un mondo sempre più veloce”. Ma come si riesce a coniugare l’effettiva realizzazione della flessibilità in uscita con buona pace di coloro i quali sostengono che l’operazione di riforma delle pensioni, volta a favorire i pensionamenti anticipati, debba avvenire senza costi aggiuntivi per lo Stato?

Dati Istat

La fotografia dei dati che ci ha consegnato l’Istat e che il Jobs act, e la forte decontribuzione del lavoro stabile, stanno producendo i primi effetti, che sono effetti compatibili con il quadro economico attuale di lenta ripresa: da gennaio a luglio infatti gli occupati sono lievitati di 119mila unità. Non un numero elevatissimo, ma qualcosa si muove. Una crescita che interessa appunto soltanto i dipendenti (+183mila unità), mentre gli indipendenti rimangono sostanzialmente invariati. Più in dettaglio, Nel secondo trimestre 2015, i lavoratori a tempo pieno aumentano in misura sostenuta per il secondo trimestre consecutivo, con un incremento di 139mila unità (+0,8%). Ininterrotta dal 2010, prosegue l’avanzata degli occupati a tempo parziale (+1,0%, 41 mila unità nel raffronto tendenziale) ma in oltre sette casi su dieci questa riguarda il part time involontario, la cui incidenza arriva al 64,6% dei lavoratori a tempo parziale (era il 64,5% un anno prima). Questi dati indicano che una parte delle imprese sta facendo lavorare di più i propri dipendenti (e ciò è coerente con la diminuzione delle ore richieste di Cig segnalate dall’Inps), ma anche che ci sono larghe aree di territori ancora in sofferenza (dove risulta in rialzo il lavoro part-time involontario). L’incremento di 180mila occupati nel secondo trimestre 2015 merita poi due ulteriori riflessioni. La prima, è che questo aumento interessa entrambe le componenti di genere e coinvolge soprattutto il Mezzogiorno (+2,1%, 120mila unità, essenzialmente servizi). Al calo degli occupati 15-34enni e 35-49enni (-2,2% e -1,1%, rispettivamente) si contrappone il rialzo degli occupati ultra50enni (+5,8%), e qui probabilmente va aperta una riflessione. Inoltre, l’ascesa di 180mila occupati sta avvenendo a Pil che si alza lentamente. Il rischio è che lievita l’occupazione senza far avanzare la crescita, e quindi penalizzando la produttività.

Cida. Incontro col presidente Inps su posizioni dirigenti 

Si è svolto il 30 luglio scorso un incontro fra il presidente dell’Inps, Tito Boeri, e una delegazione Cida, Cosmed e Confedir, in rappresentanza del mondo della dirigenza e delle alte professionalità pubbliche e private. E’ quanto rende noto la Cida. “Scopo dell’incontro – è stato scritto in una apposita nota – è stato quello di illustrare al presidente Inps la posizione e le valutazioni del management italiano sui principali temi previdenziali: ipotesi di ricalcolo delle pensioni in essere, flessibilità di accesso al pensionamento, distinzione fra previdenza e assistenza, equità negli interventi sul sistema pensionistico, incentivazione della previdenza integrativa, ricongiunzioni delle posizioni contributive e reversibilità”. “I rappresentanti della dirigenza – è stato spiegato – hanno fornito a Boeri idee e proposte tese a valorizzare il loro ruolo di classe dirigente responsabile e hanno evidenziato la loro indisponibilità ad accettare approcci ingiustamente punitivi e penalizzanti dei trattamenti pensionistici da loro rappresentati. A tale riguardo, sono stati ricordati gli effetti negativi dei ripetuti blocchi e della perequazione a automatica e dei vari contributi di solidarietà”. Il presidente Inps, “nel ringraziare per le proposte e le osservazioni, alcune delle quali ritenute condivisibili, si è detto disponibile a continuare il confronto e a farsi interprete delle posizioni della dirigenza nei confronti del governo”. L’incontro, secondo i componenti della delegazione, “è servito anche a chiarire alcuni elementi controversi e ad evidenziare l’importanza, per la dirigenza, di politiche attive e non assistenziali a favore dei giovani per favorirne l’occupazione nonché di interventi a sostegno delle loro posizioni previdenziali”. “Si è trattato di un appuntamento che le tre sigle hanno considerato positivo e foriero di nuovi incontri e approfondimenti tecnici”, così è stato infatti riportato nel comunicato.

Carlo Pareto

                                                                    

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento