martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Migranti, 8mila al giorno ed è solo la punta dell’iceberg
Pubblicato il 25-09-2015


MigrantiDopo aver preso un accordo nei giorni scorsi sulla questione dei migranti, e dopo le parole del Papa, arriva ora l’invito dell’Onu all’Ue a occuparsi in modo più incisivo del problema dei migranti. Secondo l’Agenzia Onu per i rifugiati (Unhcr), infatti, l’attuale flusso di migranti verso l’Europa – fino a 8.000 al giorno – potrebbe essere solo la punta dell’iceberg, e i governi devono lavorare per mettere fine alla guerra civile in Siria e prevenire così massicce ondate di migranti.

“Non mi sembra che cali, che si fermi. Se c’è un’indicazione possibile, è che si tratta della punta dell’iceberg”, ha detto a un briefing Amin Awad, coordinatore regionale per i rifugiati dell’Unhcr. Awad spiega: “Finché non c’è una soluzione per la Siria, finché non c’è una stabilizzazione delle condizioni dei rifugiati nei paesi vicini, devono essere fatti degli sforzi”. L’Invito rivolto all’Europa è di fermare la guerra: “I governi che potrebbero fare la differenza sono quelli responsabili di influenzare la politica globale e il destino del mondo odierno sul piano della sicurezza. I leader della nostra generazione devono agire molto rapidamente per trovare una soluzione al problema della Siria, prima che diventi un problema globale”. L’Europa inoltre deve all’arrivo di milioni di migranti, perché “se accade che in pochi mesi ne hai oltre mezzo milione, potrebbe certamente succedere”.

In Europa intanto continuano le tensioni tra i Paesi vicini sulla gestione dei migranti. Il Primo Ministro ungherese Viktor Orban ha incontrato a Vienna il cancelliere austriaco Werner Faymann, uno dei suoi critici più severi, sostenendo che Budapest è intenzionata è proteggere i suoi confini adottando la barriera anti-migranti anche lungo la frontiera con la Croazia.

“Il sistema di protezione eretto al confine serbo ha pienamente soddisfatto le aspettative. Il nostro obiettivo adesso è di avere lo stesso sistema alla frontiera croata. Ho l’impressione che l’Austria, anche se con qualche riserva, abbia compreso che l’Ungheria ha bisogno di mettere a regime un sistema di controllo al confine croato per ottemperare agli obblighi internazionali. Questo è il nostro compito ora”, ha detto il premier ungherese Viktor Orban.

Molte sono state le critiche per la politica adottata da Orban nei confronti degli immigrati, oggi l’ambasciata d’Ungheria in Italia ha smentito la notizia – diffusa ieri dagli attivisti – secondo la quale al confine croato le autorità ungheresi avrebbero caricato migranti su carri merci, senza cibo né acqua, per trasferirli al confine austriaco. “Le autorità ungheresi – recita una nota della sede diplomatica a Roma – smentiscono nel modo più assoluto questa falsa notizia, priva di ogni fondamento. Le Ferrovie dello Stato ungheresi (MAV) utilizzano esclusivamente carri adatti per il trasporto di persone, tecnicamente collaudate, mantenute e pulite regolarmente”. “Bufale del genere – prosegue il testo -, purtroppo, non contribuiscono ad un’informazione corretta al servizio dei cittadini, quindi la nostra ambasciata esprime un forte richiamo verso ogni organo di stampa affinché siano verificate le fonti delle notizie prima che vi sia il rischio di divulgare storie false, e perché siano corrette al più presto le falsità già pubblicate”.

Ma intanto Budapest continua a barricare i suoi confini anche con la Croazia, mentre Zagabria oggi promette, dopo il richiamo della Commissione Ue, di di rimuovere le restrizione ai confini in vigore con la Serbia.
“Sto intrattenendo colloqui intensi con i miei colleghi per rimuovere oggi o domani i provvedimenti che abbiamo dovuto varare”, ha detto il primo ministro croato Zoran Milanovic. Stesso richiamo anche per l’Ungheria e per la sua decisione di la costruire una barriera anche alla frontiera con la Croazia, che fa parte dell’Ue ma non degli accordi di Schengen. “Gli eventi sono in corso, seguiamo la situazione per cercare di verificarli”, ha spiegato il portavoce della Commissione, Daniel Rosario. In queste ore la Croazia è protagonista del triste episodio di un bambino profugo di 9 anni che ha tentato di togliersi la vita nel campo profughi croato di Opatovac. Il bambino ha perso entrambi i genitori in Afghanistan e la sorella surante il lungo viaggio verso l’Europa. Stava disegnando in uno spazio dedicato ai giochi quando all’improvviso ha tirato fuori dalla tasca dei pantaloni una linguetta di una lattina e ha provato a tagliarsi la gola. A denunciare il fatto è stata la rappresentante Onu Valentina Otmacic: “Non è riuscito a tagliarsi, in pratica non si è provocato danni fisici, ma aveva una borsa piena di pezzi di metallo e ha cominciato a gridare che voleva morire”.

Liberato Ricciardi

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