mercoledì, 23 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

NODO SIRIANO
Pubblicato il 28-09-2015


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È la guerra che insanguina la Siria dal 2011 che tiene banco oggi all’Onu, durante la settantesima assemblea generale delle Nazioni Unite. Mentre a New York si cerca una soluzione alla crisi siriana, dall’altra parte del mondo, la Francia ha avviato i bombardamenti contro le basi l’Isis in Siria.

Renzi: La Francia non faccia della Siria una Libia bis
Il primo ministro francese Manuel Valls annuncia che i bombardamenti “continueranno fino a che necessario”. Mentre ieri il presidente François Hollande dall’Eliseo,dice trionfante che “i primi obiettivi” sono stati raggiunti. “Un campo di addestramento dello Stato Islamico è stato distrutto”. Si tratterebbe di una base di addestramento di jihadisti vicino a Deir Az Zor che sarebbe stato “totalmente annientato”. Molte perplessità sono arrivate dall’Italia sulla decisione francese, significativo l’intervento del Presidente del consiglio, Matteo Renzi, che ha detto: “Bisogna evitare che si ripeta una Libia bis. La posizione italiana è sempre la stessa non facciamo blitz e strike ma collaboriamo con la coalizione internazionale”, ha detto Matteo Renzi da New York.

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Ban Ki-moon: “Quattro anni di paralisi diplomatica”
Duro il rimprovero del segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon verso l’Organizzazione che rappresenta. Per Ban Ki-moon la crisi in Siria è “fuori controllo” a causa dei “quattro anni di paralisi diplomatica del Consiglio di Sicurezza“. E ancora: “Voglio essere chiaro, non c’è soluzione militare a questo conflitto”. Il segretario generale dell’Onu, durante l’assemblea, attacca l’organo delle Nazioni Unite, responsabile della sicurezza internazionale. E ricorda che sono cinque i Paesi ad avere “la chiave” per la risoluzione del conflitto a Damasco, riferendosi a “Russia, Usa, Arabia Saudita, Iran e Turchia“. Fino a quando “non faranno compromessi tra loro – ha precisato – è inutile aspettarsi cambiamenti sul terreno”. Il segretario Onu ha poi puntato il dito contro l’Europa riguardo alla crisi dei rifugiati. Nel “21esimo Secolo non possiamo costruire muri e steccati”, ha detto, riconoscendo che “in tutto il mondo assistiamo ad un movimento di rifugiati senza precedenti”, dice riferendosi all’Ungheria. “Almeno 60 milioni di persone – ha aggiunto – sono state costretta a lasciare le loro case e i loro Paesi” e anche i siriani fuggono “da oppressione, distruzione, paura”, sottolineando che l’Onu ha chiesto per quest’anno ai Paesi membri 20 miliardi di dollari per le operazioni di assistenza umanitaria, una cifra sei volte superiore di quella di 10 anni fa.

Onu elogia l’Italia su rifugiati e Libia
“Prima di tutto dobbiamo guardare alle cause alla radice nei paesi di origine”, ha detto “congratulandosi” con i Paesi europei che stanno garantendo il diritto di asilo, ma sottolineando anche che “l’Ue deve fare di più” e che “tutti i Paesi devono prendersi le proprie responsabilità”. Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha anche incontrato Renzi e ha elogiato l’Italia per la sua leadership “negli sforzi per trovare una soluzione alla crisi dei migranti e rifugiati”. Durante l’incontro al Palazzo di Vetro, a margine dell’Assemblea generale, Ban “ha espresso la sua preoccupazione riguardo la difficile situazione dei profughi e migranti che arrivano in Europa, e ha sottolineato l’importanza di una risposta collettiva”. Inoltre, il segretario generale dell’Onu ha espresso apprezzamento per il sostegno dell’Italia agli sforzi delle Nazioni Unite in Libia.

La revanche di Putin
Mentre l’Italia teme le conseguenze degli attacchi francesi, Putin si rimette in luce nello scacchiere internazionale. Non solo il Cremlino dopo la comunicazione dell’Eliseo sui raid in Siria, prende le distanze ancora una volta da qualsiasi “operazione di truppe”, specificando che Mosca intende “intensificare il dialogo sia con Assad che con i nostri partner negli altri Paesi”, ma ricorda che i raid aerei francesi contro l’Isis in Siria sono “al di fuori del diritto internazionale” perché “senza l’autorizzazione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu e il via libera del governo legittimo” siriano. “La Russia non parteciperà a eventuali operazioni di truppe in Siria. Almeno non ne abbiamo intenzione in questo momento”, dice il presidente russo Vladimir Putin. Il ritorno del presidente russo non poteva che essere da protagonista visto che sono dieci anni che Vladimir Putin non si fa vedere all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Inoltre Putin con la questione siriana è riuscito non solo a togliere Mosca dall’isolamento in cui era finita negli ultimi tempi, ma anche a distogliere l’attenzione dalla guerra ucraina.

BombardeosSiria

Obama: Non possiamo risolvere da soli i problemi del mondo
È fissato per stasera l’importante incontro tra i due leader per eccellenza Obama e Putin che discuteranno della Siria. I capi delle due diplomazie, il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov e il Segretario di Stato John Kerry, stanno preparando a New York l’incontro bilaterale. Obama anche se eclissato dall’intervento e dal ritorno di Putin rimarca la differenza di vedute tra Washington e Mosca. “Ci sono delle potenze internazionali che agiscono in contraddizione con il diritto internazionale. C’è qualcuno che ci dice che dovremmo sostenere dei tiranni come Assad, perché l’alternativa è molto peggio”. “C’è una nuova dottrina secondo cui gli stati forti devono imporre la loro volontà su quelli deboli”, ha detto Obama. “Abbiamo visto l’erosione di principi democratici e diritti umani, l’informazione è controllata, lo spazio della società civile ristretto. Ci dicono che questo sia per arginare il disordine e il terrorismo e in base a questa logica dovremmo sostenere tiranni come Assad che gettano bombe sul loro popolo, altrimenti la situazione sarebbe peggiore”.

Prodi: la Siria è figlia della Francia
La matassa da sbrogliare sul nodo siriano sembra ormai nelle mani dei due leader mondiali Putin e Obama, ma questo rappresenta un fiasco intollerabile alle ambizioni francesi. L’ex presidente del Consiglio Romano Prodi, ieri intervistato da Lucia Annunziata ha infatti affermato: “La Siria è sempre stata una figlia della Francia, Jacques Chirac era il papà, il confessore dei siriani. Oggi è ricominciato, ed era ora, il dialogo Usa-Russia contro l’Isis e la Francia non vuole stare dietro di questo gioco. L’unico esercito che può contrastare l’Isis è l’esercito di Assad, che è amico di Putin ma non di Obama. Se il colloquio Usa-Russia va avanti il terrorismo va davvero in difficoltà”. Ne sono consapevoli gli americani che hanno cercato anche delle intese con Hollande per trovare una soluzione, ma ora Putin al centro della scena non è certo intenzionato a restare a guardare e, anche se deciderà di lasciare che Assad venga deposto, la Siria rappresenta un tassello troppo importante in Medioriente per la Russia.

Maria Teresa Olivieri

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