lunedì, 5 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Parole sante del Papa: hotel vaticani paghino l’IMU
Pubblicato il 14-09-2015


Alberghi del Vaticano“Un collegio religioso è esente dalle imposte, ma se lavora come un hotel è giusto che paghi le imposte”. Le stesse parole – ha scritto Nencini su facebook – le stesse argomentazioni che i socialisti usano da dieci anni. I difensori della fede ad ogni costo offenderanno anche il pontefice con gli argomenti che hanno rivolto contro di noi?”. Un’ovvietà, ma non tanto vista la prassi, e la legge, che consentono da decenni alle istituzioni religiose di fare concorrenza sleale alle aziende del settore turistico e ricreativo.

“Un collegio religioso è esente dalle imposte, ma se lavora come un hotel è giusto che paghi le imposte”. L’ha detto il Papa, non Riccardo Nencini o Marco Pannella.

Francesco ci sta sorprendendo ogni giorno con dichiarazioni e impegni pubblici che dimostrano una volontà reale di modificare lo status quo, dall’Enciclica ‘Verde’ alla lettera sull’amnistia o all’invito a ospitare immigrati nelle parrocchie.

“Pure le congregazioni religiose devono fare attenzione alla tentazione del dio denaro. Se si guadagna nell’accoglienza bisogna pagare le tasse”. Parole pronunciate da Papa Francesco in un’intervista a Radio Renasenca. “Alcune congregazioni – spiega il Pontefice – dicono: ‘no, ora che è il convento è vuoto faremo un hotel, un albergo: possiamo ricevere gente e con ciò ci manteniamo e guadagnamo denaro’. Bene, se desideri questo – ha tagliato corto Bergoglio – paga le imposte. Un collegio religioso è esente dalle imposte ma se lavora come un hotel è giusto che paghi le imposte”.

Vaticano_hotel_Palazzo_Cesi

“Palazzo Cardinal Cesi – Appartenuto all’illustre famiglia del Cardinal Cesi, è oggi di proprietà della Casa Generalizia Salvatoriana che ne ha ristrutturato una parte trasformandola in una elegante ed esclusiva struttura ricettiva, con un servizio di 1° classe di un Hotel 4 stelle”.

‘Parole sante’, ci si permetta l’impudenza. Ovvie, no? Mica tanto a tre mesi dal Giubileo straordinario e della prassi, per una legge che consente da decenni alle istituzioni religiose di fare concorrenza sleale alle aziende del settore turistico e ricreativo, risparmiando sulle tasse (e l’Anno Santo si preannuncia anche come un ‘affare’ straordinario). Sì, perché un albergo paga l’IMU, ma un convento della Chiesa, riadattato ad albergo – e ve ne sono a cinque stelle – non paga un cent grazie a escamotage che neppure le più recenti modifiche legislative – dopo un ricorso dei radicali a Strasburgo e una condanna all’Italia – hanno eliminato del tutto. Fino a ieri era sufficiente una cappelletta votiva e voilà il gioco era fatto. Tutta la differenza ruotava attorno all’attributo “prevalente”, ma con la stretta di Monti, l’esenzione dal 2013 vale solo per i locali nei quali si svolge “in modo esclusivo” attività no-profit. Salvi i luoghi di culto o i locali nei quali si fa solo assistenza caritatevole, ma per gli immobili con utilizzazione mista occorrerà distinguere i metri quadrati dove si fa commercio vero e dove no. Evadere è diventato più difficile, ma non impossibile, basti pensare agli immobili sterminati – la Chiesa è proprietaria di un quinto di tutti gli immobili sul suolo della Repubblica – che solo in parte vengano utilizzati a fini di lucro e il gioco è fatto.

Un’immensa zona grigia con migliaia di beni, palazzi e ville trasformati in alberghi o con centinaia di ‘case per ferie’ “punta dell’iceberg di quel business del turismo religioso che nella capitale  –  come lamentava Giuseppe Roscioli, presidente di Federalberghi Roma  –  muove 10mila posti letto e 700 milioni di giro d’affari l’anno”.

“Solo nella Capitale – scriveva l’anno scorso JedaNews – possiedono 200 chiese non parrocchiali, 200 case generalizie, 90 istituti religiosi, 65 case di cura, 50 missioni, 43 collegi, 30 monasteri, 20 case di riposo, altrettanti seminari, 18 ospedali, 16 conventi, 13 oratori, 10 confraternite, sei ospizi. Sono quasi 2 mila gli enti religiosi residenti nella Capitale, e risultano proprietari di circa 20 mila terreni e fabbricati, suddivisi tra città e provincia”.

“Papa Francesco – ha scritto su Facebook Riccardo Nencini, segretario del PSI – poco fa all’emittente portoghese Radio Renascenca ha detto: ‘un convento religioso è esentato dalle imposte però se lavora come un albergo paghi le tasse. Le stesse parole, le stesse argomentazioni che i socialisti usano da dieci anni. I difensori della fede ad ogni costo offenderanno anche il pontefice con gli argomenti che hanno rivolto contro di noi?”.

C. Co.

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo

Lascia un commento