mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

PAROLE SANTE
Pubblicato il 25-09-2015


Papa Francesco-ONU

Dopo lo storico discorso al Congresso degli Stati Uniti a Washington, Papa Francesco ha parlato oggi a New York dinanzi all’assemblea generale dell’Onu. Esclusione, iniquità, terra e libertà. Poi ancora narcotraffico, nucleare, corruzione, l’Isis e i cristiani. Ad accoglierlo al Palazzo di Vetro il Segretario Generale dell’Onu Ban Ki-Moon e la moglie.

La visita alle Nazioni Unite è la terza tappa del viaggio papale negli Stati Uniti, dopo l’arrivo a Washington e il saluto con Obama alla Casa Bianca di mercoledì e il discorso al Congresso Usa, giovedì. L’ultima tappa sarà Philadelphia. Al centro del discorso di Bergoglio il cambiamento climatico. La questione  non era ancora entrata nei suoi discorsi di questo viaggio. Questa l’occasione per dare centralità ai temi ambientali anche perché a fine aprile Bergoglio ricevette in Vaticano proprio la visita del segretario generale dell’Onu e al centro dell’incontro ci fu proprio il tema dei cambiamenti climatici e la necessità di portarlo alle Nazioni Unite.

Papa Francesco nel suo intervento all’Onu ha sostenendo la necessità di riforma del Consiglio di Sicurezza e degli organismi finanziari. “La riforma e l’adattamento ai  tempi – ha detto – sono sempre necessari, progredendo verso l’obiettivo finale di concedere a tutti i Paesi, senza eccezione, una partecipazione e un’incidenza reale ed equa nelle decisioni”.  “L’esperienza di questi 70 anni, al di là di tutto quanto è stato conseguito – ha affermato il Pontefice – dimostra che la riforma e l’adattamento ai tempi sono sempre necessari, progredendo verso l’obiettivo finale di concedere a tutti i Paesi, senza eccezione, una partecipazione e un’incidenza reale ed equa nelle decisioni”. “Tale necessità di una maggiore equità – ha proseguito – vale in special modo per gli organi con effettiva capacità esecutiva, quali il Consiglio di Sicurezza, gli Organismi finanziari e i gruppi o meccanismi specificamente creati per affrontare le crisi economiche”.

Ma al centro dell’intervento Bergoglio ha posto l’ambiente: “L’ambiente naturale e il vasto mondo di donne e uomini esclusi rappresentano due settori intimamente uniti tra loro, che le relazioni politiche ed economiche preponderanti hanno trasformato in parti fragili della realtà”. “Per questo – ha spiegato – è necessario affermare con forza i loro diritti, consolidando la protezione dell’ambiente e ponendo termine all’esclusione”. Secondo il Papa, “l’esclusione economica e sociale è una negazione totale della fraternità umana e un gravissimo attentato ai diritti umani e all’ambiente”. “I più poveri sono quelli che soffrono maggiormente questi attentati per un triplice, grave motivo: sono – ha elencato – scartati dalla società, sono nel medesimo tempo obbligati a vivere di scarti e devono soffrire ingiustamente le conseguenze dell’abuso dell’ambiente”.  “Questi fenomeni – ha scandito Bergoglio – costituiscono oggi la tanto diffusa e incoscientemente consolidata ‘cultura dello scarto'”.  Nel suo intervento ha auspicato “l’adozione dell”Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile’ definendola “un importante segno di speranza” e si è augurato che “la Conferenza di Parigi sul cambiamento climatico raggiunga accordi fondamentali ed effettivi”.  Secondo il Papa, “i governanti devono fare tutto il possibile affinché tutti possano disporre della base minima materiale e spirituale per rendere effettiva la loro dignità e per formare e mantenere una famiglia, che è la cellula primaria di qualsiasi sviluppo sociale”.

“Questo minimo assoluto, a livello materiale – ha scandito Francesco – ha tre nomi: casa, lavoro e terra; e un nome a livello spirituale: libertà dello spirito, che comprende la libertà religiosa, il diritto all’educazione e gli altri diritti civili”. “Per tutte queste ragioni – ha insistito – la misura e l’indicatore più semplice e adeguato dell’adempimento della nuova Agenda per lo sviluppo sarà l’accesso effettivo, pratico e immediato, per tutti, ai beni materiali e spirituali indispensabili: abitazione propria, lavoro dignitoso e debitamente remunerato, alimentazione adeguata e acqua potabile. Nello stesso tempo, questi pilastri dello sviluppo umano integrale hanno un fondamento comune, che è il diritto alla vita, e, in senso ancora più ampio, quello che potremmo chiamare il diritto all’esistenza della stessa natura umana. La crisi ecologica, insieme alla distruzione di buona parte della biodiversità, può mettere in pericolo l’esistenza stessa della specie umana”. Il Papa ha dunque denunciato “le nefaste conseguenze di un irresponsabile malgoverno dell’economia mondiale, guidato unicamente dall’ambizione di guadagno e di potere, devono costituire un appello a una severa riflessione sull’uomo”.

Altro tema toccato la guerra, definita come la “negazione di tutti i diritti e una drammatica aggressione allambiente”. “Se si vuole un autentico sviluppo umano integrale per tutti, occorre proseguire senza stancarsi nellimpegno di evitare la guerra tra le nazioni e tra i popoli”.  Per far questo “occorre impegnarsi per un mondo senza armi nucleari, applicando pienamente il Trattato di non proliferazione, nella lettera e nello spirito, verso una totale proibizione di questi strumenti”. “Il recente accordo sulla questione nucleare in una regione sensibile di Asia e Medio Oriente – ha detto Papa Francesco – è una prova delle possibilità della buona volontà politica e del diritto, coltivati con sincerità, pazienza e costanza”

Redazione Avanti!

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Commenti all'articolo
  1. Bisognerebbe dare la tessera onoraria del PSI al Papa è rimasto solo lui a parlare di GIUSTIZIA SOCIALE. Ricordandogli che il clero italiano è fascista sia nelle gerarchie superiori che inferiori.

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